Qualcomm e Samsung unite per i nuovi SoC mobile

Il designer americano e il produttore coreano ancora insieme anche in futuro per i chip mobile di prossima generazione, capaci di fornire miglioramenti su tutti i fronti grazie al nodo produttivo a 10nm
Il designer americano e il produttore coreano ancora insieme anche in futuro per i chip mobile di prossima generazione, capaci di fornire miglioramenti su tutti i fronti grazie al nodo produttivo a 10nm

Qualcomm annuncia il rinnovo della partnership con Samsung , una collaborazione “strategica” che prosegue già da un decennio e che nel prossimo futuro darà modo all’azienda statunitense di sfruttare gli ultimi progressi della tecnica per quanto riguarda la produzione di chip e SoC vari. Ad avvantaggiarsene dovrebbero essere gli OEM, e quindi gli utenti finali con gadget mobile sempre più potenti, capaci ed efficienti.

Il rinnovo dell’accordo con Samsung darà vita prima di tutto a Snapdragon 835 , nuovo chip SoC per dispositivi “premium” in arrivo nella prima metà del 2017, e permetterà a Qualcomm di sfruttare il noto produttivo a 10 nanometri con transistor tridimensionali (FinFET) recentemente svelato dalla corporation sudcoreana.

Notevoli i miglioramenti garantiti dalla nuova tecnologia a 10nm, spiega Qualcomm, con chip più piccoli e contemporaneamente più performanti (+27 per cento) e meno avidi di energia elettrica (-40 per cento). Idealmente, i prossimi gadget basati su Snapdragon 835 dovrebbero essere ancora più sottili, dotati di funzionalità innovative e contemporaneamente di consumi contenuti – o per lo meno uguali a quelli odierni, nella peggiore delle ipotesi.

Oltre alle “meraviglie” dei 10 nanometri, per la prossima generazione di SoC Qualcomm ha poi in serbo un’altra novità sul fronte dei consumi energetici: la tecnologia Quick Charge arriva alla versione 4.0 , promettendo cariche veloci ancora più veloci del 20 per cento e una disponibilità del 50 per cento della capacità della batteria con soli 15 minuti di ricarica.

Qualcomm non dimentica infine la sicurezza, ambito in cui i suoi chip non hanno certo brillato negli ultimi tempi: sulla scia di una tendenza sempre più diffusa in seno all’industria, anche il designer statunitense ha deciso di istituire un programma di taglie contro bug e vulnerabilità. L’offerta prevede il pagamento di un massimo di 15.000 dollari a chi scopre le falle più gravi, e per il momento limita la partecipazione solo agli hacker più capaci.

Alfonso Maruccia

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18 11 2016
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