Scienziati e ricercatori si sono messi a studiare quali potrebbero essere le piante capaci di resistere alla fine del mondo identificando i semi “dell’apocalisse” che potrebbero durare più a lungo. Ad esempio, fuori Longyearbyen, una città nelle isole più a nord della Norvegia, si trova lo Svalbard Global Seed Vault, una vera e propria banca di semi che potrebbero essere utilizzati per ripiantare il nostro pianeta dopo una catastrofe.
La sua esistenza non conferma certo che a breve saremo colpiti da qualche evento catastrofico o che Super El Niño spazzerà via tutta la terra abitata, lasciando in vita solo pochi fortunati sopravvissuti. Al contrario, si tratta semplicemente di una precauzione che potrebbe funzionare in casi estremi solo se il suo contenuto sopravvive agli anni. Gli esperti hanno scoperto quali sarebbero i semi tra le nostre colture tropicali in grado di conservarsi più a lungo in queste banche.
La ricerca ha evidenziato che, anche dopo 45 anni di conservazione, circa il 90% dei semi di fagioli mung è ancora in grado di germinare e, potenzialmente, generare una pianta. I risultati sono stati pubblicati integralmente sulla rivista Plant Genetic Resources. In questo studio si fa menzione della Banca Genetica Australiana dei Cereali, che non è così famosa come quella nelle Svalbard, ma che contiene una delle banche genetiche più grandi e diversificate al mondo.
Gli autori, guidati dalla fisiologa dei semi Katherine Baum, hanno spiegato: “La Banca genetica australiana dei cereali (AGG) è una delle più grandi e diversificate banche genetiche di colture al mondo, con circa 217.000 accessioni provenienti da 1.250 specie di cereali, legumi e semi oleosi temperati e tropicali. Da quando la collezione tropicale dell’AGG è iniziata nel 1984, sono stati registrati test di germinazione periodici sui lotti di semi, dando luogo a un ampio set di dati storici“.
L’importanza delle banche dei semi per resistere a una possibile fine del mondo
Una catastrofe che potrebbe portarci vicini alla fine del mondo non è da escludere tenendo conto di come si sta evolvendo la geopolitica in questi anni e come gli eventi climatici diventano sempre più violenti. Per questo le banche dei semi rappresentano oggi una risorsa importante in caso di emergenza.
Mantenere un’elevata vitalità degli accessi è una priorità gestionale fondamentale per le banche del germoplasma; pertanto, si consiglia di effettuare periodicamente test di germinazione per monitorare la vitalità durante la conservazione e, successivamente, garantire la rigenerazione tempestiva del materiale.
“Finché le banche genetiche continueranno a raccogliere dati sulla vitalità e a collaborare per condividere informazioni sulla longevità dei semi, la nostra comprensione della longevità osservata nelle specie continuerà a crescere“, hanno concluso gli autori dello studio.