Super El Niño, il peggior disastro ambientale che ha colpito l’umanità uccidendo oltre 50 milioni di persone, sta per fare il suo ritorno mettendo in pericolo il mondo intero. Si è trattato di una carestia globale che, dal 1876 al 1878, ha devastato diversi continenti tra cui Asia, Sud America e Africa. Il fatto che questa possa ripresentarsi non solo spaventa, ma preoccupa molti tra politici, esperti e scienziati.
Un articolo di ricerca del 2018 pubblicato sul Journal of Climate aveva spiegato: “È stato probabilmente il peggior disastro ambientale che abbia mai colpito l’umanità e una delle peggiori calamità di qualsiasi tipo almeno negli ultimi 150 anni. In un certo senso, El Niño e gli eventi climatici del 1876-78 hanno contribuito a creare le disuguaglianze globali che in seguito sarebbero state definite ‘primo mondo’ e ‘terzo mondo’“.
In altre parole, Super El Niño non solo provocò la morte di milioni di persone, ma i suoi effetti si vedono tutt’ora. Nello studio si legge: “Dal 1875 al 1878, siccità pluriennali simultanee in Asia, Brasile e Africa, note come la Grande Siccità, causarono diffusi fallimenti dei raccolti, innescando la cosiddetta Carestia Globale. Le condizioni climatiche che hanno causato la Grande Siccità e la Carestia Globale sono derivate da una variabilità naturale e la loro ricorrenza, con impatti idrologici intensificati dal riscaldamento globale, potrebbe potenzialmente compromettere nuovamente la sicurezza alimentare globale“.
Le cause scatenanti della carestia non sono imputabili solo a Super El Niño
Purtroppo, le cause che hanno scatenato la grande carestia non sono imputabili solo e unicamente a Super El Niño. Gli autori dello studio hanno specificato: “Le cause scatenanti della carestia furono le siccità acute, ma fattori politici ed economici, in particolare l’abbandono o la distruzione dei sistemi tradizionali di stoccaggio dell’acqua e dei cereali, furono responsabili della trasformazione del cattivo raccolto in una mortalità di massa senza precedenti“.
Laurie Laybourn, a capo della Strategic Climate Risks Initiative, un think tank con sede in Gran Bretagna, al The New York Times, aveva affermato: “Si potrebbe assistere a un aumento della povertà, della malnutrizione, dei conflitti, dell’indebitamento e di tutti gli effetti a catena che ne derivano“.
Michael McPhaden, scienziato senior presso la National Oceanic and Atmospheric Administration, sempre al The New York Times, riferendosi al Super El Niño aveva dichiarato: “Quella fu la rivelazione del Big Bang. Ha aperto un nuovo universo di studi“.