Sono passati 50 anni da quando un bombardiere B-52 si scontrò con un aerocisterna KC-135 nei cieli spagnoli, obbligandolo a sganciare ben quattro bombe nucleari sulla Spagna. Di queste tre caddero sulla terraferma mentre una nel mare. Era il 17 gennaio 1966 quando tutto questo accadde a “causa” dell’Operazione Chrome Dome, una missione americana che, durante la Guerra Fredda, assicurava agli Stati Uniti la possibilità di sganciare bombe termonucleari in qualsiasi momento sull’Unione Sovietica.
Nello specifico, i bombardieri in questione, impegnati in questa operazione, dovevano volare 24 ore su 24. Si trattava di una misura necessaria per gli Stati Uniti, una minaccia che avrebbe dovuto tenere tranquilla l’Unione Sovietica. Tuttavia, era tutt’altro che sicura. A confermare questa teoria lo schianto del statunitense B-52G, che stava volando sulla rotta meridionale, attraversare lo Stretto di Gibilterra, sorvolare il Mar Mediterraneo e risalire lungo la costa orientale italiana sopra il Mar Adriatico.
Il bombardiere infatti si scontrò contro un aereo cisterna KC-135. Il fatto è che trasportava quattro bombe nucleari. Come spiegano i colleghi di Popular Mechanics “tre delle bombe caddero vicino alla città di Palomares, sulla costa sud-orientale della Spagna, mentre una quarta precipitò nelle acque del Mediterraneo. Nel giro di poche ore, circa 1.600 militari statunitensi si riversarono nel remoto villaggio di pescatori, perché, sebbene nessuna delle bombe fosse armata, due di esse avevano formato crateri e disperso plutonio nei campi di pomodori di Palomares“.
Cosa ricordano i testimoni delle quattro bombe nucleari sganciate sulla Spagna
In un’intervista al New York Times del 2016, John Garman, all’epoca dello sgancio delle 4 bombe nucleari sulla Spagna era un ventitreenne e agente di polizia militare che ispezionò il luogo dell’incidente poche ore dopo lo schianto, aveva dichiarato: “Era il caos più totale. C’erano rottami ovunque nel villaggio. Una grossa parte del bombardiere si era schiantata nel cortile della scuola“.
Per decenni, i circa 1.600 veterani statunitensi che avevano partecipato alle operazioni di bonifica si ammalarono, spesso di vari tipi di cancro correlati all’esposizione alle radiazioni.
Tre di queste bombe nucleari furono ritrovate sulla terraferma, la quarta era scomparsa nel Mar Mediterraneo della Spagna. La ricerca durò circa 80 giorni e coinvolse oltre 30 navi della Marina Militare, con 3000 uomini. Un testimone oculare, che vide la bomba cadere con un paracadute nel mare, permise ai ricercatori di restringere l’area di ricerca. Suolo il 7 aprile 1966 fu ritrovata e riportata in superficie. Se fossero state armate, queste bombe avrebbero potuto anticipare una Chernobyl militare.