Cloudflare ha minacciato di interrompere l’erogazione dei suoi servizi in Italia, dopo aver ricevuto una sanzione dell’AGCOM da 14 milioni di euro per violazione della legge antipirateria. Cosa accadrebbe se la società americana passasse dalle parole ai fatti? Con quali conseguenze ci troveremmo ad avere a che fare? A quanto ammonterebbe il danno economico derivante da una reazione così netta?
Cosa rischia l’Italia con l’addio di Cloudflare
MCO Report (link a fondo articolo) ha provato a rispondere, stimando in circa 30 milioni di euro al giorno le perdite avvertite dal solo comparto e-commerce. A questo sarebbero da aggiungere il rischio paralisi per i portali delle pubbliche amministrazioni e di ogni altro settore con quello che è definito un blackout digitale.
Sono infatti da considerare i danni derivanti dal lasciare scoperto il 20-25% dei siti web attivi nel nostro paese. I gestori sarebbero costretti a correre ai ripari, cercando con urgenza un altro fornitore per strumenti come quello di protezione dagli attacchi DDoS.
È stato preso in esame l’ambito del commercio elettronico perché si conosce la stima delle transazioni che avvengono complessivamente in un giorno nel nostro paese: circa 148 milioni. Da lì, sapendo la percentuale di quelli che si affidano a Cloudflare, il calcolo è presto fatto. I dati impiegati nell’analisi sono quelli provenienti da Netcomm, da W3Techs e da BuiltWith.
C’è la sanzione e c’è il danno economico
Il report propone poi una riflessione che però ci pare quantomeno discutibile, mettendo sullo stesso piano il ricavo per le casse pubbliche derivante dalla multa antipirateria e le perdite economiche delle aziende. Semplicemente, non possono essere confrontate. Una sanzione dev’essere calcolata da un’autorità in base all’entità dell’infrazione (giusta o sbagliata, è un discorso differente), non tenendo conto di ciò che comporterebbe infliggerla.
Altrimenti, si rischia di cadere in una dinamica che impedirebbe di punire le società che generano i fatturati più consistenti o che hanno maggiore influenza sulle infrastrutture critiche di un paese, in questo caso il nostro. Per fortuna non avviene, vero?