Raggio traente con ologrammi acustici

Ricercatori europei usano il suono per "imbrigliare" una pallina di plastica, una tecnologia che potrebbe avere applicazioni pratiche nel campo della biometria e degli interventi chirurgici non invasivi

Roma – Una nuova ricerca sullo sviluppo di un ipotetico raggio traente utilizza le onde sonore per manipolare oggetti di piccole dimensioni, semplificando configurazioni hardware già usate in passato per lo stesso genere di applicazioni e aprendo la porta a interventi medici non invasivi.

Raggio traente

I ricercatori spagnoli e britannici che hanno lavorato allo studio sostengono di aver creato la “levitazione ultrasonica” usando una matrice di 64 speaker accuratamente configurati e posizionati, capaci di generare onde acustiche che agiscono da “ologrammi sonori” sotto forma di pinzette, bottiglie o altro.

Queste strutture acustiche possono essere utilizzate come un campo di forza in grado di mantenere in aria, muovere o ruotare un oggetto di piccole dimensioni, dicono i ricercatori; diversamente dal passato, poi, l’effetto di levitazione/trazione è ottenuto con un gruppo di speaker posizionati su un singolo lato piuttosto che su più lati.

Viste le dimensioni degli oggetti in gioco, il raggio traente creato dai ricercatori può avere applicazioni molto diverse rispetto agli esempi classici della fantascienza cinematografica o televisiva: l’obiettivo della tecnologia, per il prossimo futuro, prevede la manipolazione con l’applicazione diretta degli speaker sulla pelle di un paziente, il trasporto preciso di medicinali o anche lo spostamento dei calcoli renali senza l’uso del bisturi.

Alfonso Maruccia

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