Random House: il DRM non paga

L'azienda che pubblica audiolibri dice addio alle protezioni sulle vendite online. Vendere MP3 non incoraggia la pirateria, tutt'altro
L'azienda che pubblica audiolibri dice addio alle protezioni sulle vendite online. Vendere MP3 non incoraggia la pirateria, tutt'altro

A partire dal 1 marzo, il catalogo Random House Audio (una divisione Bertelsmann ) sarà disponibile anche in formato DRM-free . La decisione dell’azienda segue di alcuni mesi l’inizio di una sperimentazione con eMusic , sito che vende online musica di etichette indipendenti, senza protezioni e in formato MP3: sperimentazione che, a quanto rivelato dal vicepresidente di Random House, Madeline McIntosh, ha fornito risultati per certi versi inaspettati.

“eMusic ha iniziato a vendere i nostri audiobook a metà settembre, e il programma è stato un successo: le vendite sono aumentate ogni mese”. Tuttavia, visto che il formato scelto da eMusic è potenzialmente una sorgente ideale per la pirateria, “per ragioni di verifica abbiamo applicato un watermark a tutti i file distribuiti via web e abbiamo assoldato un esperto di monitoraggio della pirateria per verificare cosa succedeva ai nostri brani”.

McIntosh chiarisce che la sua azienda è pienamente consapevole che “la pirateria è un fatto normale nel mondo digitale”, ma quello a cui Random House era realmente interessata era capire se “ci fosse qualche correlazione tra brani DRM-free e un incremento della pirateria stessa”.

Il risultato è stato interessante: “Non abbiamo ancora trovato un singolo caso di file venduto da eMusic, e dunque privo di DRM, distribuito illegalmente”. Al contrario, le uniche copie pirata degli audiolibri Random House provenivano da “CD copiati o file a cui era stato rimosso il DRM”. Un risultato “in linea con quanto rilevato dall’industria della musica negli ultimi sei mesi”, e che ha convinto definitivamente l’azienda a compiere il passo per l’abbandono delle protezioni anticopia.

Una scelta dettata da una precisa strategia commerciale : “Abbiamo bisogno di distribuire contenuti digitali attraverso tutti i rivenditori online” ha spiegato McIntosh, “se insistiamo ad utilizzare il DRM, i nostri audiolibri non potranno essere venduti ai consumatori che possiedono un iPod se non attraverso iTunes”. E ciò non si sposa con una “aggressiva strategia di crescita digitale” che è nei piani di Random House.

Nonostante tutto, il DRM non andrà ancora in pensione: l’azienda conta di offrire a tutti i suoi clienti, vale a dire gli autori del libri che vengono venduti in versione audio, la possibilità di scegliere se optare per brani protetti, oppure se scegliere comuni MP3 senza protezioni. Starà a loro decidere cosa fare: Cory Doctorow ha fatto già sapere di aver scelto senza esitazioni la strada libera.

Luca Annunziata

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25 02 2008
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