Reportage/ RFID Conference di New York

a cura di S. Brunozzi - Una sintesi dei temi affrontati in una delle più importanti conferenze sulla tecnologia RFID, inclusa una breve introduzione a questa tecnologia

Roma – Il 26 e 27 luglio 2004, a New York, si è tenuta la RFID Conference , un evento organizzato e promosso dall’ RFID Journal , la più importante rivista di settore che si occupa di tecnologia RFID .
Prima di parlare di questo evento, però, per quelli che non lo sanno: cosa sono gli RFID?

1- Breve introduzione alla tecnologia RFID

RFID è l’acronimo di R adio F requency ID entifier, e per chi non mastica bene l’inglese significa ?identificazione tramite radio frequenza?. Le onde radio sono onde elettromagnetiche che si propagano facilmente nell’aria e nel vuoto, e con maggiori difficoltà nei solidi e nei liquidi. Un’onda elettromagnetica è caratterizzata da una frequenza, che ne determina molte caratteristiche. Quelle con frequenze fino a 3 GigaHertz sono onde radio .
Nell’immagine sottostante è possibile vedere lo “spettro” delle onde elettromagnetiche:

Tanto per capirci, i nostri telefoni cellulari , o le nostre schede di rete Wireless funzionano tutti con onde radio.

Ultimo dettaglio tecnico: le onde radio sono suddivise in alcune categorie, le più importanti delle quali sono HF (da 3 a 30 MHz), VHF (da 30 a 300 MHz) e UHF (da 300 MHz a 3000 MHz).

Gli RFID sono in sostanza dei dispositivi costituiti da un’antenna, in grado di operare ad una certa frequenza, e una memoria, in grado di contenere informazioni e in alcuni casi di essere riprogrammata. Opzionalmente, questo dispositivo può essere dotato di batteria di alimentazione, nel qual caso si parla di RFID attivi , se invece la corrente necessaria per funzionare viene direttamente prelevata (per motivi fisici che non è il caso di puntualizzare) dall’antenna, si parla di RFID passivi . Ecco alcune immagini di RFID passivi, ovvero senza batteria ausiliaria:

1- RFID? E allora?

Forse non sembra, ma l’impatto che gli RFID avranno nelle nostre vite sarà incredibile : pensate, infatti, che quasi ogni prodotto che acquisteremo nei prossimi anni sarà dotato di RFID, e questo a causa degli enormi vantaggi che possono derivare dall’utilizzo di tale tecnologia. Moltissime aziende useranno RFID per le loro catene di montaggio, o per la loro logistica. Il ?punto di svolta” che sta rendendo economicamente conveniente questa alternativa è stato determinato dalla decisione di grandi protagonisti del mercato di gettarsi nella tecnologia RFID, quali ad esempio Wal-Mart (244,52 miliardi di dollari di fatturato annuo nel 2003), Boeing (54,07 miliardi di dollari), Target (43,92 miliardi di dollari), e Albertson’s (36,18 miliardi di dollari).

Una catena di distribuzione In maniera molto semplificata, possiamo considerare gli RFID come una nuova generazione di codici a barre , con una capienza enorme di informazioni e la possibilità di accedervi non più soltanto con una lettura ottica, ma con una lettura “a distanza”, attraverso onde radio.
Ulteriori dettagli sugli RFID verranno forniti nelle prossime settimane, su Punto Informatico, attraverso una serie di articoli di approfondimento di Corrado Patierno.
Parliamo ora della RFID Conference di New York e delle novità che sono emerse.

2 – RFID Conference

Una dimostrazione pratica Forse la più importante conferenza sugli RFID di questo periodo, la RFID Conference ha riunito alcuni tecnici (membri degli Auto-ID Labs di Cambridge) protagonisti della tecnologia RFID, alcune aziende che offrono soluzioni basate su RFID, e un folto pubblico pagante interessato all’argomento, principalmente costituito da rappresentanti di grandi aziende di livello mondiale.

La cosiddetta “febbre dell’oro” sembra essere arrivata: RFID è diventato un argomento caldo e, come spesso accade in situazioni del genere, la confusione regna sovrana. Fortunatamente la conferenza è riuscita a chiarire ogni ragionevole dubbio, sia tecnico che logistico che commerciale, sulla tecnologia RFID.

Segue un sunto degli argomenti più importanti. RFID e EPC
In questa sezione si è affrontata un’introduzione alla tecnologia RFID (che ho già sintetizzato nell’introduzione di questo articolo), e all’ Electronic Product Code (EPC) Network, ovvero una collezione di tecnologie per supportare il tracciamento automatico degli oggetti lungo la loro catena di distribuzione, attraverso i codici EPC, di cui parleremo in seguito.
L’utilità degli RFID viene massimizzata se le potenzialità che aggiunge vengono “propagate” lungo tutta la catena di distribuzione, fino all’utente finale. In questa maniera è possibile tenere traccia dei movimenti, delle carenze di magazzino, della scadenza dei prodotti, ecc..

Il mercato RFID e i benefici al business
La tormentata storia degli RFID, nati nella seconda guerra mondiale per distinguere i bombardieri inglesi di ritorno da una missione da quelli tedeschi, sembra aver trovato una maggiore “tranquillità” dopo l’adozione di alcuni standard ISO, l’ultimo dei quali, l’ ISO-18000 , è in fase di definitiva approvazione. Il codice EPC Ora che i principali ostacoli di incompatibilità sono stati superati, e che l’ingresso nel mercato di grandi “competitor” abbatterà i prezzi, si prevede che la tecnologia RFID diventerà appetibile nel corso dei prossimi anni.
Le industrie che stanno già usufruendo dei vantaggi degli RFID sono in larga parte rappresentati da produttori di prodotti farmaceutici, di aeroplani, di automobili, aziende di abbigliamento, fornitori di supporto logistico, poste e supermercati.

Lettori di RFID e codici a barre I benefici riscontrati nei casi reali, o nei “pilot” (prove su piccola scala e con un limitato investimento) realizzati da grandi aziende, promettono molto bene. Ecco i dati diffusi presso la conferenza:
– riduzione del costo del lavoro dal 60% al 93% nei centri di distribuzione;
– riduzione del costo del lavoro del 90% per verificare l’esattezza di una spedizione prima di effettuarla;
– fino al 36% di riduzione del costo di movimentazione dei bancali nei centri di distribuzione;
– dal 5% al 30% di riduzione dei costi per il mantenimento di riserve di magazzino;
– riduzione di merci inusabili o obsolete;
– incrementi nelle vendite fino all’1% (a causa di una più efficiente gestione dei rifornimenti).

RFID nel mondo reale
La legislazione : i principali governi, in accordo con la International Telecommunications Union (ITU), hanno adottato precise legislazioni che legittimano l’utilizzo di RFID. Da questo punto di vista non ci sono più incognite.

Stampante di smart label Gli standard : EPCglobal 1.0 è lo standard che descrive l’utilizzo degli RFID nel corso dell’intera vita di un prodotto: è stato approvato e si sta affermando lentamente in ogni angolo del mondo. Per quanto riguarda la parte “trasmissiva”, gli standard ISO hanno svolto un lavoro utilissimo per permettere la congiunzione di varie tecnologie proprietarie che avrebbero inevitabilmente messo in difficoltà la messa in opera di una struttura basata su RFID.

I costi : Nel 2002 il costo di un RFID si aggirava intorno ai 40 centesimi di dollaro; in questo momento è sceso già a circa 20 centesimi, e grazie a importanti innovazioni nei processi produttivi e ad una maggiore economia di scala, si prevede che entro il 2008 il prezzo si aggirerà intorno ai 5 centesimi di dollaro, quando il mercato mondiale di chip RFID si aggirerà intorno ai 3,5 miliardi di unità. Nei cinque anni successivi il prezzo potrebbe scendere al di sotto dei 2 centesimi di dollaro. Il prezzo dei “lettori” scende di pari passo, aggirandosi oggigiorno intorno ai 500-1000 euro con una netta tendenza al ribasso nei prossimi anni.

L’applicazione degli RFID sugli oggetti : tutta una serie di comportamenti ?fisici? suggeriscono che il problema dell’applicazione degli RFID è forse il più complesso da risolvere, e necessita ancora di innovazioni nei metodi per affrontarla.

Una fase della conferenza EPC Network
Il grande effetto dell’introduzione dell’EPC Network sarà quello di rendere ancora più globale (nel bene e nel male) la rete di distribuzione dei prodotti che compriamo. La maggiore efficienza porterà ad una riduzione dei costi, ma non necessariamente per gli utenti finali, a cui sarà demandato, per anni, il costo degli investimenti in questa nuova tecnologia.
L’EPC identificherà univocamente l’azienda produttrice, il tipo di prodotto e addirittura il singolo prodotto, permettendo tutta una serie di operazioni finora impensabili.
L’EPC è costituito da 96 bit (ma in futuro, grazie ad un header di 8 bit iniziale, potrà essere esteso) che identificano univocamente un’azienda, un prodotto, e la singola istanza di quel prodotto. È divenuto uno standard che le aziende stanno rapidamente adottando per adeguarsi, e sfruttarne i vantaggi.

Una fase della conferenza L’Implementazione degli RFID
RFID non è una bacchetta magica che risolve ogni cosa: presenta vantaggi e svantaggi, costi e benefici. Ogni azienda dovrebbe valutarne le potenzialità e decidere se, e a quale livello, possa convenire l’adozione degli RFID. Il campo di applicazione è notevole: catene di vendita, parcheggi, aeroporti, ospedali, scuole, biblioteche, stadi, teatri, fabbriche manufatturiere, catene di distribuzione, e chi più ne ha più ne metta. Per ognuno di loro, e per molti altri, RFID potrebbe significare una soluzione conveniente a problemi finora mai risolti, oppure l’ottimizzazione di processi finora molto costosi. Ma attenzione: i potenziali vantaggi rischiano di diventare una sciagura se non si valuta con esattezza il giusto percorso da compiere.
Soprattutto ora, che i costi sono ancora relativamente alti, e le professionalità che offrono soluzioni RFID sono in embrione, è indispensabile procedere con molta prudenza.

3 – Considerazioni finali

Come spesso accade, negli Stati Uniti sono sempre un passo avanti a noi. Quello che accade da loro adesso, ce lo ritroveremo noi tra qualche anno nella nostra bella Italia.

RFID è una tecnologia che ha preso il via, e che non verrà fermata nemmeno dai dubbi sulla violazione della privacy. È una torta ghiotta sulla quale si stanno gettando tanti colossi mondiali.E che, prima o poi, invaderà la nostra vita in maniera silenziosa.

In Italia le aziende cominciano a muoversi (Benetton ne è un esempio, oppure la catena di supermercati Coop), ma le soluzioni studiate in USA spesso sono inadatte ad un tessuto economico come il nostro, frammentato in tante piccole aziende e migliaia di canali di distribuzione.
Probabilmente in Italia sarà necessario studiare un diverso approccio per rendere efficace questa tecnologia, e nel frattempo non sarebbe male vedere cosa succede oltreoceano e fare tesoro di queste esperienze.

Il prossimo grande appuntamento con la tecnologia RFID si terrà in Europa, ad ottobre 2005, in occasione della prima RFID Conference europea .

Simone Brunozzi
WEDOIT Soluzioni informatiche

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  • Anonimo scrive:
    Re: ...alla frutta
    - Scritto da: Terra2
    Gentile sig. Gupta... A mio modesto parere,
    dopo aver dilapidato il prestitone microsoft
    in azioni legali (utili quanto cercar di
    seminare patate su titano), è un po'
    tardi per rcordarsi che, una SH dovrebbe
    occuparsi principalmente di sviluppare
    software, assistere la clientela e fare il
    possibile per non inimicarsi il 98% dei
    potenziali dipendenti senza contare i CLIENTI, denunciati per aver deciso di abbandonare la matrigna-SCO.
  • Alessandrox scrive:
    Re: ...alla frutta LOL
    - Scritto da: Anonimo
    - Scritto da: Terra2

    Gentile sig. Gupta... A mio modesto
    parere,

    dopo aver dilapidato il prestitone
    microsoft

    in azioni legali (utili quanto cercar di

    seminare patate su titano),
    Su Titano o sul titanio??
    (mi faceva ridere l'idea di Gupta che
    trascina un aratro in un campo di titanio :)Ma anche su Titanio la vedo dura...
  • Anonimo scrive:
    gli sviluppatori unix rispondono
    ... fossimo scemi! :)
  • Anonimo scrive:
    Re: Pecunia non olet...
    - Scritto da: Alessandrox
    Intanto un consiglio a tutti gli
    sviluppatori UNIX, almeno quelli italiani:
    lasciate perdere, SCO potrebbe un giorno
    reclamare i diritti sui vostri lavori solo
    perche' siete stati suoi partner o
    dipendenti.Caro mio, si vende anche quello, il colmo sarebbe che oltre a farti pagare per il lavoro, poi tu gli chiedi poi le royalties! Accidenti in che mondo viviamo!!!Per carità, ci sarà sicuramente qualche ricercatore babbeo che ha lavorato in un team realizzando software per trovare l'ORO che sta sottoterra, e che ora rivende il lavoro, ma è un caso singolo e sotto la sua responsabilità, nel bene e nel male.
  • Anonimo scrive:
    Re: Non doveva fallire? Magari... ma...
    - Scritto da: Anonimo

    M$ avrebbe potuto già da tempo
    ramazzare le azioni SCO a poco prezzo,
    prenderne il controllo e fare tutte le cause
    di questo mondo... perché non l'ha
    fatto?Credo che miri a farlo in maniera meno plateale.Acqistare SCO e fare causa a tutta la comunita' Linux la renderebbe piu' antipatica di quanto non lo sia gia'. Almeno commercialmente la metterebbe in cattiva luce.Io credo che sia piu' impegnata nel sommerso a livello politico che a fare una battaglia che sa che le costerebbe tanto.M$ sta brevettando di brutto, cosa poi non lo so dato che i suoi prodotti sono brutte copie di tecnologie gia' quasi tutte esistenti ed ampiamente usate nel mondo unix.E se sta provando a prezzolare SCO per rallentare Linux e' solo per poterlo arginare ulteriormente quando il lavoro del governo americano per far passare leggi sui brevetti software come le sue, anche in altri paesi, sara' a buon punto.
  • Terra2 scrive:
    Colletta...
    ...su dai.. mettiamo 10 euri a testa, rileviamo la società e regaliamone la carcassa a Stallman (oppure aspettiamo la settimana prossima... visto l'andamento in borsa dovrebbero bastare 7 euro).
  • Terra2 scrive:
    Re: Sco in borsa

    una indubbia dimostrazione di fiducia da
    parte degli investitori...
    ma forse il vero obiettivo dell'"eminenza
    grigia" dietro la guerra di SCO contro i
    mulini a vento era proprio l'eliminazione
    della stessa SCORasoio di Hanlon: «Non attribuire a consapevole malvagità ciò che può essere adeguatamente spiegato come stupidità». PS: L'eminenza non è "grigia" ma "azzurrina/disseminata di nuvolette bianche"... e fortunatamente anche stavolta pare che abbia sgarrato il bersaglio :-)
  • Anonimo scrive:
    Re: ...alla frutta LOL
    - Scritto da: Terra2
    Gentile sig. Gupta... A mio modesto parere,
    dopo aver dilapidato il prestitone microsoft
    in azioni legali (utili quanto cercar di
    seminare patate su titano),Su Titano o sul titanio??(mi faceva ridere l'idea di Gupta che trascina un aratro in un campo di titanio :-)Gianluca
  • Anonimo scrive:
    Sono finiti !
    o finiranno
  • Anonimo scrive:
    Re: Pecunia non olet...
    - Scritto da: Alessandrox...
    Intanto un consiglio a tutti gli
    sviluppatori UNIX, almeno quelli italiani:
    lasciate perdere, SCO potrebbe un giorno
    reclamare i diritti sui vostri lavori solo
    perche' siete stati suoi partner o
    dipendenti.Quello lo potrebbe fare se fosse una corporation come tante altre.Trattandosi di SCO potrebbe reclamare per se´ anche i compitini in classe dei vostri bisnipoti ;)Quanto a me piuttosto lavorerei per Microsoft o Cosa Nostra. Almeno quelli hanno i soldi.
  • Terra2 scrive:
    Re: Pecunia non olet...
    - Scritto da: Alessandrox
    Sara' vero anche per l' iniziativa di SCO?
    Riuscira' SCO a far cambiare idea anche agli
    sviluppatori UNIX Open Source?Mah... forse la pecunia non olet, ma di sicuro la sco non profuma di violette :-)
  • Anonimo scrive:
    Re: Sco in borsa
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo

    L'andamento degli ultimi 6 mesi




    finance.yahoo.com/q/bc?s=SCOX&t=6m&l=on&z=m&q

    una indubbia dimostrazione di fiducia da
    parte degli investitori...

    ma forse il vero obiettivo dell'"eminenza
    grigia" dietro la guerra di SCO contro i
    mulini a vento era proprio l'eliminazione
    della stessa SCOse così fosse, quell'eminenza grigia avrebbe già polverizzato SCO in un istante. Invece Microsoft ha finanziato SCO indirettamente, attraverso il noto investimento di BayStar, azienda in cui Microsoft è finanziatrice principale. Microsoft sta tenendo in vita SCO per i propri scopi, per non sporcarsi le mani direttamente.E' ora che se le sporchi quelle mani. E' ora che SCO muoia e saltino fuori i burattinai.
  • Anonimo scrive:
    Chi li vedra' mai?
    I soldi che distribuirebbero a questi fantomatici sviluppatori...E' solo fumo. Dare una parvenza di vitalita' agli investitori per tenerli buoni ancora un po', prima che la dirigenza prenda il volo...
  • Anonimo scrive:
    Re: Sco in borsa
    - Scritto da: Anonimo
    L'andamento degli ultimi 6 mesi

    finance.yahoo.com/q/bc?s=SCOX&t=6m&l=on&z=m&quna indubbia dimostrazione di fiducia da parte degli investitori...ma forse il vero obiettivo dell'"eminenza grigia" dietro la guerra di SCO contro i mulini a vento era proprio l'eliminazione della stessa SCO
  • Anonimo scrive:
    Re: ...alla frutta
    - Scritto da: Terra2
    Gentile sig. Gupta... A mio modesto parere,
    dopo aver dilapidato il prestitone microsoft
    in azioni legali (utili quanto cercar di
    seminare patate su titano), è un po'
    tardi per rcordarsi che, una SH dovrebbe
    occuparsi principalmente di sviluppare
    software, assistere la clientela e fare il
    possibile per non inimicarsi il 98% dei
    potenziali dipendenti esistenti sul
    pianeta... O no?il 98% dei potenziali dipendenti e il 100% dei potenziali utenti
  • Terra2 scrive:
    ...alla frutta
    Gentile sig. Gupta... A mio modesto parere, dopo aver dilapidato il prestitone microsoft in azioni legali (utili quanto cercar di seminare patate su titano), è un po' tardi per rcordarsi che, una SH dovrebbe occuparsi principalmente di sviluppare software, assistere la clientela e fare il possibile per non inimicarsi il 98% dei potenziali dipendenti esistenti sul pianeta... O no?
  • Anonimo scrive:
    Sco in borsa
    L'andamento degli ultimi 6 mesihttp://finance.yahoo.com/q/bc?s=SCOX&t=6m&l=on&z=m&q=l&c=
  • Alessandrox scrive:
    Re: Non doveva fallire? Magari... ma...
    - Scritto da: Anonimo
    Magari fallisse, sarebbe l'unica cosa che si
    merita.
    Temo pero' che all'atto dell'eventuale
    fallimento, avvoltoi peggiori della stessa
    SCO (leggesi M$) potrebbero aleggiare sulla
    sua carcassa al fine di ottenerne le parti
    migliori (leggesi famosi brevetti) per poi
    continuare le azioni legali con maggiore e
    rinnovato vigore....Quindi tuttosommato e' meglio che vivacchi alla menopeggio...Poi, se alla fine delle cause le sue pretese cadranno, se la potra' pigliare chiunque.
  • Anonimo scrive:
    Re: Tra l'altro
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo

    se non ricordo male, Darl McBride (CEO
    di

    SCO) ha detto recentemente che a causa
    di

    difficoltà finanziare saranno
    chiuse

    le sedi in Italia

    Hai qualche link al riguardo ?http://www.computerworld.com/softwaretopics/os/story/0,10801,95624,00.htmloppurehttp://www.einnews.com/spain/newsfeed-SpainBusinessoppurehttp://www.linuxworld.com.au/index.php/id;1158114138;fp;2;fpid;1oppure http://www.italyindustry.com/pages_4681.htmlqui, poi,http://www.groklaw.net/article.php?story=20040902040655144&query=italyc'è la trascrizione della teleconferenza in cui si annuncia bellamente:"we've announced a couple of smaller offices that will close. But, you know, in Europe, our office in Spain, for example, our office in italy"
  • Anonimo scrive:
    buone idee
    a caccia di buone idee da rubare/brevettare?
  • Anonimo scrive:
    Re: E' la dimostrazione...
    - Scritto da: Anonimo

    ...che in SCO, adesso come adesso, di
    programmatori non ce ne sono piu' :D , sono
    rimasti solo gli avvocati.

    Ciao, ciao, SCO, a mai piu' rivederci :D !

    Saluti...
    ................Enrico (linux)ne sai troppe :-)(linux)(win)
  • Anonimo scrive:
    Re: Tra l'altro
    - Scritto da: Anonimo
    se non ricordo male, Darl McBride (CEO di
    SCO) ha detto recentemente che a causa di
    difficoltà finanziare saranno chiuse
    le sedi in ItaliaHai qualche link al riguardo ?
  • Anonimo scrive:
    Re: Non doveva fallire? Magari... ma...
    Magari fallisse, sarebbe l'unica cosa che si merita.Temo pero' che all'atto dell'eventuale fallimento, avvoltoi peggiori della stessa SCO (leggesi M$) potrebbero aleggiare sulla sua carcassa al fine di ottenerne le parti migliori (leggesi famosi brevetti) per poi continuare le azioni legali con maggiore e rinnovato vigore....
    • Anonimo scrive:
      Re: Non doveva fallire? Magari... ma...
      - Scritto da: Anonimo
      Magari fallisse, sarebbe l'unica cosa che si
      merita.

      Temo pero' che all'atto dell'eventuale
      fallimento, avvoltoi peggiori della stessa
      SCO (leggesi M$) potrebbero aleggiare sulla
      sua carcassa al fine di ottenerne le parti
      migliori (leggesi famosi brevetti) per poi
      continuare le azioni legali con maggiore e
      rinnovato vigore....Effettivamente questa propspettiva è inquietante.... e ,purtroppo,nemmeno troppo lontana da una realtà possbile.comunque se può farti felice la sede Italiana ha chiuso , così come quella Spagnola (fonte :graklaw)Barone delllo Zwanlandshire(linux)
    • Anonimo scrive:
      Re: Non doveva fallire? Magari... ma...
      - Scritto da: Anonimo
      Magari fallisse, sarebbe l'unica cosa che si
      merita.

      Temo pero' che all'atto dell'eventuale
      fallimento, avvoltoi peggiori della stessa
      SCO (leggesi M$) potrebbero aleggiare sulla
      sua carcassa al fine di ottenerne le parti
      migliori (leggesi famosi brevetti) per poi
      continuare le azioni legali con maggiore e
      rinnovato vigore....e perchè non la stessa IBM invece di Microsoft?dopo tutto, SCO ha i suoi utenti, certo non una enormità ma sempre in numero considerevole (anche se parecchi, soprattutto i meno sprovveduti, penso che è da un po che stiano cambiando "aria")se subentrasse Microsoft sarebbe costretta a:1) supportare SCO UNIX2) supportare la migrazione da SCO UNIX a Windows 2003 Serveral di la di difficoltà tecniche o filosofiche, si tratterebbe di un bel "botto"per l'IBM invece non vedrei grossissime difficoltà a far convergere la vecchia utenza SCO verso qualche altra soluzione LINUX/UNIX peraltro già pienamente supportatela cosa devo dire che mi divertirebbe non poco: Microsoft che tenta il colpaccio contro IBM e tutto d'un tratto si trova ad aver pagato milioni di $ per regalare di fatto SCO alla sua rivale :))
    • Anonimo scrive:
      Re: Non doveva fallire? Magari... ma...
      - Scritto da: Anonimo
      Magari fallisse, sarebbe l'unica cosa che si
      merita.

      Temo pero' che all'atto dell'eventuale
      fallimento, avvoltoi peggiori della stessa
      SCO (leggesi M$) potrebbero aleggiare sulla
      sua carcassa al fine di ottenerne le parti
      migliori (leggesi famosi brevetti) per poi
      continuare le azioni legali con maggiore e
      rinnovato vigore....M$ avrebbe potuto già da tempo ramazzare le azioni SCO a poco prezzo, prenderne il controllo e fare tutte le cause di questo mondo... perché non l'ha fatto?
  • LordBison scrive:
    Re: Non doveva fallire?
    - Scritto da: Anonimo
    Dalle notizie divulgate, SCO sembrava essere
    sull'orlo del fallimento (nvestitori che
    richiedono i soldi indietro ecc.). Che sia
    un ultimo colpo di reni? O che serve
    liquidità per pagare gli avvocati?
    :pSta fallendo x questo ha bisogno di migliorare il propio sistema xkè se vuole competere con linux gli avvocati non servono a molto. (chi è tanto fesso da pagare a SCO Linux?)
  • Anonimo scrive:
    Non doveva fallire?
    Dalle notizie divulgate, SCO sembrava essere sull'orlo del fallimento (nvestitori che richiedono i soldi indietro ecc.). Che sia un ultimo colpo di reni? O che serve liquidità per pagare gli avvocati?:p
  • Anonimo scrive:
    Re: Chi vive sperando...
    - Scritto da: CalicoJack
    ...muore disperatoma non era: "muore c...ando"???????:D:D
  • Alessandrox scrive:
    Pecunia non olet...
    Sara' vero anche per l' iniziativa di SCO?Riuscira' SCO a far cambiare idea anche agli sviluppatori UNIX Open Source?Staremo a vedere.Intanto un consiglio a tutti gli sviluppatori UNIX, almeno quelli italiani:lasciate perdere, SCO potrebbe un giorno reclamare i diritti sui vostri lavori solo perche' siete stati suoi partner o dipendenti.==================================Modificato dall'autore il 10/09/2004 10.51.47
  • Anonimo scrive:
    Tra l'altro
    se non ricordo male, Darl McBride (CEO di SCO) ha detto recentemente che a causa di difficoltà finanziare saranno chiuse le sedi in Italia (e mi pare anche in Spagna).La nave sta lentamente affondando...
  • Anonimo scrive:
    E' la dimostrazione...
    ...che in SCO, adesso come adesso, di programmatori non ce ne sono piu' :D , sono rimasti solo gli avvocati.Ciao, ciao, SCO, a mai piu' rivederci :D !Saluti...................Enrico (linux)
  • CalicoJack scrive:
    Chi vive sperando...
    ...muore disperato"SCO lancerà ufficialmente il sito per l'iniziativa SCO Marketplace entro la fine dell'anno" E questi sperano di arrivare alla fine dell'anno?
  • Anonimo scrive:
    IL CANTO SEL CIGNO
    SCO sta tirando le cuoia.Già puzza come un pesce morto da 1 settimana dimenticato in frigorifero.Roba da buttare tutto il frigo asieme al pesce.
  • Anonimo scrive:
    RASSEGNATEVI....
    ....alla fine della azione legale che SCO perderà di questa azienda non rimarrà nulla.....
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