RFID, i più amati dall'Europa

Ne parla una ricerca di una società del settore, secondo cui quest'anno un alto numero di grandi player della produzione e distribuzione europei eseguirà sperimentazioni con i radiochip che si apprestano a dilagare
Ne parla una ricerca di una società del settore, secondo cui quest'anno un alto numero di grandi player della produzione e distribuzione europei eseguirà sperimentazioni con i radiochip che si apprestano a dilagare


Milano – No, l’Europa non starà a guardare mentre le tecnologie RFID, i chip a radiofrequenza, consentono ai concorrenti esteri di ridurre i propri costi, ottimizzare le movimentazioni e i magazzini, rendere più fluida tutta la catena della produzione e della distribuzione. Lo sostiene uno studio svolto da una società di settore, Printronix .

Il dato più eclatante del rapporto sviluppato dall’azienda è il fatto che tra i 125 maggiori rivenditori europei ben il 41 per cento ha in progetto sperimentazioni delle piattaforme RFID da portare a termine entro quest’anno. Si tratta indiscutibilmente di un segnale forte per una tecnologia fin qui accolta in modo altalenante, tra le speranze di grande vantaggio e i timori per la privacy .

Se colossi del calibro di SAP dichiarano che gli RFID sono inevitabili , ora lo studio Printronix sottolinea che l’adesione a questa tecnologia da parte dei grandi player della distribuzione è tanto più elevato quanto maggiore è la comprensione delle opportunità che si aprono a tutti i livelli della supply chain .

Tra i 125 player intervistati ve ne sono di italiani, francesi, britannici, spagnoli e tedeschi, interviste che, sostiene Printronix, “confermano l’impatto positivo che la tecnologia RFID avrà sulla supply chain, semplificando e ottimizzando il tracciamento delle merci, riducendo in modo significativo il numero di prodotti che vengono smarriti durante il transito”.

Le previsioni poi sono quelle di uno sviluppo rapido . Il 39 per cento dei rivenditori si attende entro il 2006 di ricevere colli con tag RFID per più del 50 per cento del totale.

In Italia l’attenzione verso gli RFID è altissima. Il 38 per cento dei rivenditori italiani ha dichiarato che già oggi più del 50 per cento dei colli e pallet ricevuti è dotato di tag (la media europea è del 25 per cento). Le medie di sviluppo di queste piattaforme nel nostro paese collocheranno l’Italia tra i paesi dove maggiormente si utilizzano RFID, considerando anche che un’azienda su tre di quelle intervistate in Italia ritiene che entro 10 anni gli RFID saranno adottati da tutte le imprese commerciali.

Proprio ieri, invece, sull’altra sponda dell’Atlantico, la Food and Drug Administration americana ha definitivamente approvato l’uso degli RFID nel settore farmaceutico .

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

19 02 2004
Link copiato negli appunti