Rhapsody: violente sonate contro Apple

Il CEO di RealNetworks, proprietaria della piattaforma musicale online Rhapsody, attacca Apple perché non concede le licenze per la riproduzione su iPod. Jobs tiene duro
Il CEO di RealNetworks, proprietaria della piattaforma musicale online Rhapsody, attacca Apple perché non concede le licenze per la riproduzione su iPod. Jobs tiene duro


San Francisco – Rob Glaser, CEO di RealNetworks , non riesce proprio a digerire lo snobismo di Apple nei confronti del suo Real Player . Lo stesso Steve Jobs, pochi giorni fa, ha rinnovato il suo diniego alla possibilità di un contratto con RealNetworks giustificando la sua presa di posizione con un lapidario “non è remunerativo”.

Lunedì scorso, durante il Digital Living Conference di San Francisco, Glaser ha “sparato a raffica” sull’azienda della mela, responsabile a suo dire di una politica commerciale autarchica e poco lungimirante. “Apple dimostra testardaggine nel non voler rendere compatibile iPod con altri servizi di musica online. La totale riluttanza alla collaborazione con le altre aziende del settore promuove la pirateria e in qualche modo alimenterà anche l’ira dei consumatori”, ha dichiarato Glaser.

A distanza di un mese dall’ accordo che ha messo fine alla querelle legale fra RealNetworks e Microsoft , Glaser è sembrato rinfrancato e pieno di energie. L’azienda di Redmond non solo ha accettato di pagare 460 milioni di dollari per la chiusura del caso antitrust, ma investirà 301 milioni di dollari per supportare i progetti commerciali di RealNetworks nei settori musicale e videoludico. MSN , infatti, promuoverà il nuovo servizio musicale online Rhapsody , la piattaforma che Glaser sta cercando di trasformare in un valido competitor per iTunes Music Store .

“Pensiamo che Apple, e Jobs personalmente, stiano compiendo un errore nel rendere la riproduzione proprietaria. Non vi è motivo per cui dovremmo penalizzare gli utenti Apple”, ha aggiunto Glaser. “Stanno prendendo posizione contro l’interoperabilità. Questo favorisce senza dubbio il comportamento pirata”.

Rhapsody è al centro del dibattito. Il nuovo servizio permette la riproduzione online di tracce audio – massimo 25 mensili – senza il bisogno di scaricare applicazioni specifiche. Tutti gli utenti, quindi, a prescindere dal sistema operativo utilizzato possono accedervi. L’acquisto, invece, obbliga al download di un software proprietario. Ogni traccia costa 0,99 dollari; un intero album 9,99 dollari.

“Anche se la maggioranza degli utenti dovesse propendere per la soluzione gratuita di streaming il mercato pubblicitario offrirebbe comunque ottimi introiti. Google, su questo, ci ha costruito un impero”, ha spiegato Glaser

RealNetworks sta già pensando di sostenere la politica pubblicitaria con l’adozione di una serie di funzioni avanzate che saranno presentate il prossimo anno. Al momento è stata attivata solo la possibilità di integrare sul proprio sito un collegamento con Rhapsody che permette lo streaming di specifici contenuti musicali. Gli utenti, però, sono obbligati ad inserire i dati del proprio account Rhapsody. Glaser ha assicurato che in futuro gli strumenti di questo genere saranno decisamente più avanzati.

Dario d’Elia

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06 12 2005
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