Caso Epstein: Richard Stallman lascia MIT e FSF

Le dimissioni, dal CSAIL del MIT e dalla Free Software Foundation, per via della pressione conseguente ai commenti sulle vittime di Jeffrey Epstein.
Le dimissioni, dal CSAIL del MIT e dalla Free Software Foundation, per via della pressione conseguente ai commenti sulle vittime di Jeffrey Epstein.

Il guru del software libero travolto da un polverone mediatico scatenato dalle sue stesse parole: Richard Stallman ha rassegnato le proprie dimissioni dal CSAIL (Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory) del MIT (Massachusetts Institute of Technology) e dai ruoli ricoperti all’interno della Free Software Foundation, realtà da lui stesso fondata nel 1985.

Richard Stallman e il caso Epstein

La decisione è stata presa in conseguenza al clamore suscitato da alcuni commenti legati alle vittime di Jeffrey Epstein, imprenditore statunitense condannato per abusi sessuali, morto suicida il 10 agosto nella sua cella. La scorsa settimana alcune testate hanno pubblicato una serie di email scritte da Stallman e spedite a membri interni al MIT, in cui le vittime di Epstein vengono descritte come presumibilmente “consenzienti”.

Nei messaggi viene inoltre messo in discussione l’utilizzo dei termini “abuso sessuale” e “stupro” per il caso che ha visto l’allora 17enne Virginia Giuffre coinvolta in un rapporto con Marvin Minsky, ricercatore ritenuto uno dei pionieri nel campo dell’intelligenza artificiale. Di seguito quanto si legge nell’intervento odierno di Stallman.

Rassegno dimissioni immediate dalla mia posizione nel CSAIL del MIT. Lo sto facendo per via della pressione sul MIT e su di me legata a una serie di incomprensioni ed errate interpretazioni.

Quasi in contemporanea è giunto un breve comunicato da parte della Free Software Foundation per rendere note le dimissioni dagli incarichi ricoperti.

In data 16 settembre Richard M. Stallman, fondatore e presidente della Free Software Foundation, si è dimesso da presidente e dal consiglio di amministrazione. Il consiglio si metterà alla ricerca di un nuovo presidente, nell’immediato.

Stallman non è l’unico esponente del MIT ad aver preso le difese di Epstein. Ad altri esponenti del MIT, come si evince dal report del New Yorker pubblicato la scorsa settimana, sono attribuite pratiche finalizzate a mascherare o nascondere il coinvolgimento di Epstein nell’attività dell’istituto in qualità di donatore. Di recente sono emersi dettagli in merito a una donazione da 7,5 milioni di dollari effettuata nel 2012 da parte dell’imprenditore (allora già condannato per i propri crimini) in favore del Media Lab interno all’istituto.

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