Salvare la barriera corallina con le stampanti 3D

Il progetto MARS messo in campo da Reef Design Lab mira a ripristinare i tratti più danneggiati della Grande Barriera Corallina con la stampa 3D.

La tecnologia legata alla stampa in tre dimensioni e più in generale al mondo delle stampanti 3D ha già dimostrato di poter offrire indubbi vantaggi in ambito industriale, ad esempio per velocizzare la fase di prototipazione o la produzione di pezzi in volumi limitati, così come nella medicina dove si punta alla realizzazione di protesi e supporti studiati in modo da adattarsi alla perfezione alle esigenze di ogni paziente. Qualcuno ha pensato anche a come impiegarla nella tutela dell’ambiente.

Modular Artificial Reef Structures

Il progetto Modular Artificial Reed Structures (o MARS in forma di acronimo) prende il via nel 2013 da un’idea del designer australiano Alex Goad e viene messo in campo grazie all’impegno del team Reef Design Lab. L’obiettivo è quello di creare strutture reticolari con materiale ceramico da posizionare sui fondali della Grande Barriera Corallina, così da ristabilire e risanare almeno in parte l’habitat per centinaia di specie ittiche messe sempre più a dura prova dai cambiamenti climatici o dall’attività dell’uomo, più nello specifico dall’inquinamento o dalla pesca eccessiva.

Grande Barriera Corallina e stampanti 3D

La natura modulare della barriera artificiale in questione permette di adattarla alle specifiche esigenze di ogni location, sulla base della tipologia di intervento da eseguire, considerando le specie animali presenti e l’eventuale coesistenza con altri progetti già attuati con la medesima finalità. La conformazione della superficie, così come la sua porosità, sono studiate in modo da favorire la crescita della flora che in natura ricopre il fondale.

Una sezione della barriera corallina ricostruita con le stampanti 3D

Iniziative di questo tipo, pur costituendo uno sforzo lodevole, non possono in ogni caso essere interpretate come la definitiva soluzione al problema. Anzitutto perché non è possibile applicarle su larga scala, considerando come aree sempre più grandi dell’ecosistema marino siano a rischio, poi per la sostenibilità economica del progetto stesso, il più delle volte supportato esclusivamente dallo sforzo profuso da volontari o da associazioni che si battono per la tutela dell’ambiente. Il filmato presente in questo articolo mostra la posa dei coralli 3D in una zona vicina alle Maldive, avvenuta nel mese di agosto.

Fonte: The Next Web

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti