SANS Institute ripensa la difesa anti-cracker

Blacklist di indirizzi IP malevoli create attraverso il confronto tra i log dei firewall DShield. Chi abbonda in segnalazioni, finisce fuori: l'esatto opposto di quanto fa Google con il suo Pagerank

Roma – Suscita interesse Highly Predictive Blacklisting , progetto del SANS Institute pensato per implementare una protezione di rete più efficace , affidabile e senza inutili elementi di ridondanza ad appesantirne il funzionamento. Una protezione che ha alla sua base una sorta di PageRank in versione anti-malware.

Esattamente come il PageRank identifica la popolarità di una pagina web in relazione ai link che puntano a essa, così HPB dovrebbe generare una lista nera di IP usati da hacker, cracker e malware writer partendo dalla correlazione esistente tra gli indirizzi bloccati dai firewall dei partecipanti a DShield .

“Come in una web query – si legge sulla pagina informativa di HPB – i log dei partecipanti a DShield vengono incrociati e comparati alla ricerca di sovrapposizioni tra le fonti di attacco che essi contengono. Qualunque indirizzo attaccante contenuto in HPB viene selezionato promuovendo quegli indirizzi che vengono individuati da altri partecipanti”.

In sostanza, come già detto, i log dei firewall vengono comparati e le porte che hanno collezionato un maggior numero di attacchi finiscono in una blacklist HPB condivisa tra coloro che hanno inviato log simili .

Un sistema che, tra le altre cose, dovrebbe permettere di evitare inutili ridondanze nelle protezioni di rete come quella sulla porta 1434, bersaglio prediletto dei cracker, usata per la gestione dei database SQL Microsoft che è probabilmente già bloccata dagli ISP e non necessita quindi di ulteriori blocchi a monte del traffico di rete.

HPB verrà presentato ufficialmente la prossima settimana nel corso del 17esimo Usenix Security Symposium . Nel mentre, l’algoritmo alla base delle nuove blacklist viene descritto nel rapporto tecnico disponibile a questo indirizzo .

Alfonso Maruccia

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  • zio Hack scrive:
    Complimenti a questi spreconi...
    In un secolo in cui abbiamo problemi di ecologia e smaltimentoquesti spreconi pensano bene di buttar via in cazzateaddirittura delle batterieMi spiace non essere iscritto a Esquire,cancellerei l'iscrizione con immenso piacere.zio H.PSLe riviste online esistono da molto tempo,se davvero vogliono fare gli "aggiornati" escano solo su iphone ;-)
    • anonimo scrive:
      Re: Complimenti a questi spreconi...
      - Scritto da: zio Hack
      Le riviste online esistono da molto tempo,
      se davvero vogliono fare gli "aggiornati"
      escano solo su iphone ;-)C'è una bella differenza tra leggere sull'iphone e su un e-reader, sia in termini di fatica per gli occhi, dimensioni dello schermo che di consumo batterie. Un e-reader consuma energia solo quando cambi pagina.Cmq non criticherei così tanto questa promozione, è un modo per far conoscere ai lettori su carta dell'esistenza dell'e-ink e di provarlo in prima persona. L'editoria prima o poi passerà ad esso ed è un bene che vengano fatti primi passi per promuoverlo.
  • anonimo scrive:
    La prova che gli e-reader costano troppo
    Se su un giornale possono mettere una copertina con le e-ink, mi sembra chiaro che i lettori e-reader vengono venduti a uno sproposito. Avranno altre cose rispetto alla semplice copertina dell'esquire ma non giustificano i 359 dollari del Kindle.
    • 200 scrive:
      Re: La prova che gli e-reader costano troppo
      Ulteriore prova potrebbe essere questa iniziativa http://www.techcrunch.com/2008/07/21/we-want-a-dead-simple-web-tablet-help-us-build-it/ per una tablet a 200$. Vedremo se ce la fanno, ma non è impossibile.
      • anonimo scrive:
        Re: La prova che gli e-reader costano troppo
        - Scritto da: 200
        Ulteriore prova potrebbe essere questa iniziativa
        http://www.techcrunch.com/2008/07/21/we-want-a-deaL'avevo già visto, ma quello non usa l'e-ink. Io non voglio un subcomputer, voglio un robo dove ci metto i pdf e me li leggo con l'e-ink senza stancarmi la vista come avviene sul computer. Più altri vantaggi che non sto a ripetere.
        • a n o n i m o scrive:
          Re: La prova che gli e-reader costano troppo
          - Scritto da: anonimo
          - Scritto da: 200

          Ulteriore prova potrebbe essere questa
          iniziativa


          http://www.techcrunch.com/2008/07/21/we-want-a-dea

          L'avevo già visto, ma quello non usa l'e-ink. Io
          non voglio un subcomputer, voglio un robo dove ci
          metto i pdf e me li leggo con l'e-ink senza
          stancarmi la vista come avviene sul computer. Più
          altri vantaggi che non sto a
          ripetere.quoto!
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