Scosse elettriche per i fan di Pac-Man

Scienziati al lavoro per studiare le reazioni del cervello di fronte al pericolo. Per aiutarli scende in campo il mitico mangiapillole. Con risultati interessanti
Scienziati al lavoro per studiare le reazioni del cervello di fronte al pericolo. Per aiutarli scende in campo il mitico mangiapillole. Con risultati interessanti

Un gruppo di ricercatori britannici ha impiegato una simulazione molto simile a Pac-Man , storico videogame , per studiare il comportamento umano in una situazione di pericolo .

Ai volontari coinvolti nell’esperimento è stato chiesto di destreggiarsi in un labirinto mettendo sulle loro tracce un predatore virtuale: ad ogni fallimento, corrispondente alla propria cattura, il giocatore avrebbe ricevuto una leggera scossa elettrica. Lo studio ha mostrato come all’approssimarsi della minaccia, nel cervello l’analisi razionale ceda gradualmente il passo a più animaleschi istinti di lotta per la sopravvivenza .

Osservando i volontari giocare, gli scienziati hanno registrato una maggiore attività della corteccia prefrontale , la zona del cervello posta immediatamente dietro le sopracciglia, sede del pensiero razionale e in grado di elaborare strategie per sfuggire al pericolo. All’approssimarsi del predatore e quindi del rischio di prendere la scossa, l’attività si sposta in un punto più “primitivo” del cervello , una zona posta nel mesencefalo a ridosso del tronco encefalico sede dei più atavici istinti di sopravvivenza.

Un'immagine del celebre videogame Quando il predatore è distante, il cervello tenta di studiare un modo per sfuggirgli, nel momento clou invece entra in campo la zona più antica della materia grigia: occorre decidere se scappare o combattere e viene prodotta una sostanza in grado di fungere da analgesico naturale per contrastare l’eventuale dolore derivante dalla lotta. All’avvicinarsi del pericolo le reazioni divengono quindi sempre meno razionali e più istintive: la paura risulta funzionale alla capacità di agire, poiché senza paura neppure gli animali reagirebbero alle minacce .

La dimensione della corteccia celebrale nel cervello dell’ uomo moderno è superiore a quella dei suoi antenati : secondo Dean Mobbs, a capo dell’esperimento, questo dimostrerebbe una maggiore propensione ad evitare per quanto possibile le situazioni di pericolo e renderebbe l’homo sapiens una “macchina per la sopravvivenza” migliore che nel passato. Tra i possibili sviluppi di questo studio c’è l’individuazione delle cause di alcune patologie, quali disordini ansiosi e attacchi di panico .

Luca Annunziata

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26 08 2007
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