SDRAM al rincaro? Colpa di Rambus

Rambus è nel mirino dell'antitrust americano per accuse di concorrenza sleale che avrebbero causato anche il rincaro delle memorie SDRAM
Rambus è nel mirino dell'antitrust americano per accuse di concorrenza sleale che avrebbero causato anche il rincaro delle memorie SDRAM


Washington (USA) – Truffa ai danni di un organo di standardizzazione e concorrenza sleale. Sono queste le durissime accuse che il Governo USA, dopo anni di investigazioni, ha lanciato a Rambus, la nota società che progetta memorie per computer.

La Federal Trade Commission (FTC), all’interno della sua denuncia , spiega che dal 1992 al 1995 Rambus ha partecipato al consorzio di produttori JEDEC (Joint Electron Device Engineering Council Solid State Technology Association), lo stesso che sviluppa gli standard legati alle memorie SDRAM. In questo arco di tempo Rambus avrebbe brevettato di nascosto, violando le regole del JEDEC, alcune delle tecnologie alla base degli standard all’epoca ancora in via di sviluppo.

La FTC sostiene che Rambus si sarebbe avvalsa di questi brevetti per danneggiare la concorrenza e raccogliere royalties da molti dei produttori che utilizzano lo standard SDRAM nei loro prodotti.

Come alcuni forse ricorderanno, nel 2000 Rambus annunciò di possedere la proprietà intellettuale della “Synchronous memory interface”, l’interfaccia utilizzata nelle memorie SDRAM. L’azienda minacciò immediatamente cause legali contro tutti quei produttori che non le avessero riconosciuto il diritto di riscuotere royalties dalla tecnologia SDRAM.

La prima a cedere fu Toshiba che, quasi subito, annunciò un accordo con Rambus per la concessione in licenza dell’interfaccia SDRAM. Da allora altre case, fra cui Samsung e NEC, preferirono accordarsi con Rambus in via amichevole: una scelta che, disgraziatamente per Rambus, non fu però seguita da tre fra i maggiori produttori di memorie DRAM al mondo: la statunitense Micron, la tedesca Infineon e la coreana Hynix, tutte e tre perseguite da Rambus per violazione di brevetti.

A questo punto per il produttore delle note RDRAM, le memorie utilizzate da Intel per il suo Pentium 4, le cose hanno smesso di filare lisce. Ecco perché.


Dopo una prima sconfitta incassata in USA, contro Infineon, Rambus ha poi dovuto subirne una seconda proprio qui in Italia , a Monza, il cui tribunale sentenziò che Micron, che utilizza un bus di memoria sostanzialmente diverso da quello di Rambus, non viola nessun brevetto di quest’ultima.
Nonostante queste due prime sconfitte, Rambus minacciò nuovi ricorsi in appello.

Per Rambus ora le cose potrebbero mettersi davvero male. La FTC è un mastino che, una volta affondate le zanne, difficilmente molla, soprattutto quando in gioco vi sono gli interessi dell’intero mercato dei PC. L’antitrust americana accusa infatti Rambus di aver causato l’innalzamento del prezzo delle memorie SDRAM e, di conseguenza, di quello dei personal computer. Oltre a questo, Rambus sarebbe rea di aver ridotto la produzione di memorie SDRAM, disincentivato i produttori dal fabbricare questo tipo di memorie, scoraggiato le aziende a partecipare al JEDEC e incrinato la fiducia dell’industria delle memorie verso gli standard.

“Con questa denuncia la commissione (FTC) sta inviando un segnale non solo a Rambus, ma anche a tutte le altre aziende. Il messaggio è questo: se state prendendo parte ad un processo di standardizzazione rispettate le regole di base e partecipate in buona fede”, ha commentato Joseph Simons, direttore del bureau of competition della FTC.

Dal suo canto, Rambus respinge tutte le accuse che le sono state rivolte e, in un documento, spiega di essere entrata a far parte del JEDEC su invito dello stesso consorzio, in un momento successivo alla richiesta di registrazione dei brevetti alla base della tecnologia di interfaccia SDRAM. Ora toccherà al tribunale stabilire da quale parte stia la ragione. Nel frattempo Intel, la più grossa e importante partner di Rambus , sembra già pronta (e non sarebbe certo la prima volta) a sganciarsi dall’eventuale barca che affonda. Già da qualche tempo, infatti, il colosso di Santa Clara ha intrapreso un lento ma deciso processo di avvicinamento alle memorie DDR SDRAM.

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20 06 2002
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