Se il Wi-Fi va a energia solare

In tempi di rivoluzioni energetiche anche le tecnologie di interconnessione si aggiornano. L'installazione dei pannelli non è esattamente il massimo del risparmio ma i costi si ammortizzano velocemente

Roma – Si chiama Meraki Solar e viene ora proposto come un successo delle tecnologie solar , questa volta in ambito di connettività, Wi-Fi per la precisione. Lo produce un altro nome di Silicon Valley, Meraki , che per un massimo dell’equivalente di 1.150 euro (a postazione) promette di liberare dalla schiavitù dell’energia elettrica la connettività di un’abitazione, di un palazzo o persino di un paese intero.

Meraki è seriamente intenzionata a spingere sull’idea del wireless a pannelli solari, e diversifica l’offerta partendo da un set DIY da 749 dollari sino a quelli di 1.500 dollari per la copertura di aree con giorni più corti e meno irradiazione di luce solare.

La commercializzazione di Meraki Solar arriva in ritardo sulle strategie originali dell’azienda, un ritardo dovuto a problemi riscontrati nella beta del sistema, incapace di “sopravvivere” a due soli giorni senza sole. Colpa della miscela di composti chimici utilizzati nelle batterie, hanno spiegato gli uomini Meraki, che dopo essere passati al litio ferro-fosfato sono ora in grado di fornire una efficienza energetica maggiore con un peso complessivo inferiore.

Per questo ora Meraki ci riprova, facendo sfoggio delle installazioni che almeno per ora sembrano funzionare. La connettività solare interessa molti in aree molto diverse: è il caso ad esempio di quel villaggio di pescatori del Cile a 300 chilometri da Santiago, dove nonostante una connessione satellitare e una linea su cavo coassiale non era praticamente disponibile nessuna connessione, e dove una società locale ha speso 20mila dollari in Meraki Solar per portare Internet nelle case di 1.000 diversi utenti a costo zero (perché far pagare per il servizio costerebbe troppo alla popolazione).

E ancora fanno uso di router a energia solare un numero non precisato di centri commerciali, aziende e società tra i 50 e i 200 impiegati, studi medici e altro ancora. In taluni contesti Meraki Solar viene utilizzato non solo per l’accesso pubblico alla rete ma anche per la connessione interna dell’organizzazione cliente .

Tanto più che le nuove revisioni dell’hardware supportano lo standard di cifratura WPA2 Enterprise, la gestione della banda per la qualità del servizio (come per il VoIP o lo streaming) ed SSID multipli. Garantita, inoltre, la possibilità di scalare le dimensioni del sistema per la gestione di migliaia di dispositivi diversi connessi su un solo network.

Alfonso Maruccia

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  • Paolino scrive:
    Nella Sim?
    Mi chiedo la motivazione di inserire un GPS nella sim, quando attualmente l'appicazione GPS puo' essere ospitata sul processore del telefono.Man mano l'integrazione rendera' il GPS sempre piu' una parte integrate dell'hw del cellulare (come il BT...).Perche' metterlo nella SIM, a prestazioni minori di quanto integrato nel cellulare possa essere.
    • Josafat scrive:
      Re: Nella Sim?
      La mia supposizione è che Sagem sia interessata a vendere questa soluzione agli operatori di telefonia mobile, in modo tale che diano ai propri clienti questa SIM per avere il GPS senza dover cambiare telefonino (probabilmente sono moltissimi gli smart-phone che non dispongono di GPS integrato).Se la Sagem avesse solamente integrato il GPS sui propri cellulari non avrebbe fatto nulla di nuovo; inoltre sarebbe stato anche poco utile visto che sul campo dei terminali non sarà mai al top.
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