ShareArt, l'IA al museo: come funziona, a cosa serve

ShareArt, IA al museo: come funziona, a cosa serve

Un apparato che fa leva sull'intelligenza artificiale per valutare come i visitatori approcciano le opere esposte nei musei: il progetto ShareArt.
Un apparato che fa leva sull'intelligenza artificiale per valutare come i visitatori approcciano le opere esposte nei musei: il progetto ShareArt.

Possiamo finalmente tornare al museo, dopo che la pandemia ci ha privati per lungo tempo dell'opportunità. C'è chi, invece di starsene con le mani in mano attendendo il ritorno del pubblico tra corridoi e sale, ha approfittato del lungo stop per mettere a punto una tecnologia che potrà essere impiegata al fine di calibrare e migliorare l'offerta rivolta al pubblico, facendo leva sulle potenzialità dell'intelligenza artificiale. È ciò a cui mira la collaborazione messa in campo tra ENEA e Istituzione Bologna Musei.

L'IA di ENEA per il ritorno al museo

Il progetto ShareArt è stato presentato ufficialmente oltre un mese fa, ma in questi giorni sta riscuotendo curiosità e interesse a livello globale, grazie a un articolo condiviso dalla redazione di Bloomberg. In estrema sintesi, si tratta di un apparato che osserva e analizza il visitatore, raccogliendo informazioni sul suo comportamento, sulle modalità con le quali approccia un dipinto, una statua o un'installazione e su come ne fruisce.

Attraverso una telecamera posizionata nei pressi dell'opera, il sistema rileva automaticamente i volti che guardano in direzione dell'opera stessa, acquisendo dati relativi al comportamento degli osservatori come, ad esempio, il percorso compiuto per avvicinarsi, il numero di persone che l'hanno osservata, il tempo e la distanza di osservazione, il genere, la classe di età e lo stato d'animo dei visitatori che osservano.

Insomma, un'IA capace di valutare il gradimento di un'opera, così da poter eventualmente ottimizzarne la posizione e l'esposizione all'interno del percorso museale. Considerando il contesto attuale, il sistema è inoltre in grado di rilevare l'eventuale non rispetto delle norme anti-COVID relative al distanziamento e all'obbligo di indossare la mascherina.

Si dovrà necessariamente tener conto dell'accoglienza da parte del pubblico, fornendo ogni informazione del caso sulle modalità di raccolta e trattamento dei dati elaborati.

Come si legge nel comunicato del mese scorso, la collaborazione finalizzata al progetto ShareArt fa parte delle iniziative di ricerca e sviluppo di soluzioni legate ai Big Data, ritenute di grande interesse per la Regione Emilia-Romagna.

Fonte: ENEA
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