Si paga anche per le news di Variety

Nel club esclusivo delle riviste online che fanno pagare per l'accesso ai propri contenuti entra anche lo storico magazine dedicato al mondo del cinema. Da venerdì tutti i contenuti sono dietro firewall

Los Angeles (USA) – Ci ha pensato sopra qualche mese e alla fine anche Variety, storica rivista dedicata al cinema e al sempre più vasto mondo che circonda la produzione cinematografica, ha deciso di far pagare i lettori che accedono ai contenuti.

Nell’annunciare le proprie offerte, Variety ha fatto capire di aver scelto una strada ben diversa da quella annunciata nei giorni scorsi da Salon.com. Variety, infatti, pur non facendo a della pubblicità online chiede ai propri lettori di abbonarsi per un giorno per poco meno di tre dollari. Chi vuole può sottoscrivere per un mese a quasi 13 dollari o per l’intero anno per 59 dollari. Per una sola volta ad utente è anche disponibile una “prova gratuita” di 30 giorni.

Ce la farà, in questo modo e con questi prezzi, la divisione online di Variety a superare i problemi di business creati dal gratis, modello che la celebre ezine non sembra più in grado di sostenere? Ci crede Henry Shapiro, vicepresidente di Variety.com: “I nostri contenuti hanno un grande valore aggiunto. Crediamo che i clienti siano pronti a pagare per i nostri articoli sia su Internet che off line”.

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