SIAE, AGCOM e i diritti umani

Il regolamento AGCOM è auspicabile e legittimo: nessun attrito tra diritto d'autore e libertà di espressione, assicura la collecting society dello Stivale. Lo ha già chiarito la Corte Costituzionale. In piena era analogica

Roma – Il tanto tormentato regolamento AGCOM per l’enforcement della protezione del diritto d’autore non violerebbe in alcun modo i diritti umani mettendo a rischio la libertà di espressione, anzi: lo dimostra il fatto che miri al consolidamento dei diritti di proprietà intellettuale, che pure sono istanze tutelate dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani. La SIAE è intervenuta nel dibattito riguardo alle competenze di AGCOM, dibattito che da mesi sta dividendo le istituzioni.

La nota di SIAE segue di poche ore le dichiarazioni del Ministro degli Esteri Emma Bonino, la quale, accodandosi alle parole del relatore speciale per la Promozione e Tutela della Libertà di Informazione delle Nazioni Unite Frank La Rue, ha concordato sulla necessità di affidare agli organi legislativi il compito di normare una materia complessa come quella della tutela del diritto d’autore, che secondo La Rue necessita di un adeguato bilanciamento fra le istanze della libertà di espressione e quelle di una protezione delle opere, soprattutto quando si tratta di gestire un sistema basato sulle rimozioni e sui blocchi di contenuti immateriali e disponibili online, che più si presterebbe ad abusi e leggerezze rispetto al sistema dei sequestri analogici . “Ritengo – affermava asciutta il Ministro degli Esteri – che si tratti di una prerogativa del Parlamento e auspico che quanto prima Camera e Senato arrivino a una normazione della delicata materia. Al momento opportuno il governo farà la sua parte”.

È così che la collecting society dello Stivale interviene per esprimere la propria opinione, e per manifestare la propria disponibilità a incontrare Bonino, “dopo aver ascoltato le dichiarazioni del titolare della Farnesina nell’ambito dell’incontro con il Signor Frank La Rue, relatore Onu per la libertà d’espressione”. “Ribadendo la profonda stima nei confronti del Ministro – si legge nella nota – la SIAE ricorda che nessuno più di lei dovrebbe sapere che gli autori e gli artisti in generale hanno un’elevatissima sensibilità nei confronti dei diritti umani e tuttavia il regolamento Agcom nulla ha a che vedere con la violazione di tali diritti”.

Nessun attentato ai diritti umani e alla libertà di espressione sarebbe ravvisabile nel regolamento AGCOM, che affida ad un’autorità amministrativa piuttosto che alla magistratura il compito di stabilire cosa sia lecito e illecito online, assicura dunque SIAE: il regolamento AGCOM, spiega la collecting society italiana, “Per contro, rafforza i diritti della proprietà intellettuale che pure sono tutelati dalla stessa Dichiarazione dei diritti dell’uomo all’art. 27, a mente del quale ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore “. Così come non ci sarebbe da ravvisare alcun attrito tra la tutela della libertà di espressione e quella del diritto d’autore: il perché lo ha già illustrato il Presidente della SIAE Gino Paoli in una recente lettera indirizzata ai Presidenti di Camera e Senato, citando una sentenza della Corte Costituzionale. La numero 38 , che risale al 1973 e che affronta la questione dei sequestri nel contesto della stampa.

Gaia Bottà

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