Skype tra due fuochi

Potenzialmente in balia dei provider in Europa, confinata fuori dal mercato mobile negli States. Skype chiede all'UE di tutelare la neutralità e dimostra che i cittadini vogliono il VoIP sui telefonini

Roma – Skype si sente minacciata da alcune misure restrittive, dirette e indirette, proposte o messe in atto su più fronti da governi e altre compagnie. In Europa la normativa sulle telecomunicazioni, nota sotto il nome di Electronic Communications Framework , verrà aggiornata entro metà aprile: alcuni degli emendamenti proposti con il Pacchetto Telecom introdurrebbero il principio secondo cui gli ISP sono liberi di bloccare servizi e siti, inclusi P2P, VoIP e streaming, fin tanto che l’utente ne sia informato e abbia la possibilità di cambiare provider. Tralasciando le ovvie implicazioni sulla net neutrality e le pastoie burocratiche nel transito da un operatore all’altro, resta il problema di quei paesi dove tutti i fornitori d’accesso impediscono un determinato servizio in barba alle esigenze dei cittadini.

Firmataria con Google, Yahoo!, Amazon, eBay ed altri, ha lanciato un appello agli europarlamentari perché salvaguardino gli interessi dei loro elettori. “Sarebbe come se le compagnie elettriche decidessero quali frigoriferi e TV puoi comprare oppure no”, ha commentato sul blog aziendale Jean-Jacques Sahel, capo del team dei Rapporti Governativi con l’UE di Skype.

Nemmeno negli USA sembra esserci pace per il noto gestore di telefonia via Internet, con Mozilla e EFF che hanno richiesto all’ufficio brevetti statunitense una deroga al DMCA per lo sblocco dell’iPhone in quanto l’uso di software VoIP sul cellulare Apple è limitato al solo WiFi. Ad oggi non esiste un client ufficiale dalla casa lussemburghese sul melafonino, solo applicazioni concorrenti di terze parti nell’App Store, e con ogni probabilità bisognerà aspettare l’esito di questa vicenda prima di vederne uno.

Il sondaggio commissionato da Skype all’americana Zogby cerca conferme alla sua tesi sulla libertà di accesso ai servizi tra la popolazione: dei tremila intervistati in Gran Bretagna, Stati Uniti, Giappone e Spagna il 70% non ha mai scaricato un applicativo sul proprio cellulare, una percentuale analoga dichiara di non provare un pari controllo del proprio telefonino rispetto al PC di casa, pochi di meno vorrebbero essere loro stessi a scegliere di quali programmi disporre piuttosto che delegare il compito agli operatori telefonici. Va in controtendenza la Spagna, isola felice dove metà del campione ha effettuato almeno un download ed altrettanti sono disposti a pagare per il software installato sul telefono. Secondo Scott Durchslag, COO di Skype, questo avviene perché il modello virtuoso funziona e bisogna “Dare all’utenza quei servizi voce, video, filesharing ecc. analogamente a quanto avviene sul computer casalingo”. “L’utenza – spiega Durchslag – si aspetta la libertà di installare quel che vuole, dove vuole”.

Fabrizio Bartoloni

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  • mik.fp scrive:
    Perche' parli al futuro?
    Piu' che l'AI io sono preoccupato dei transuomini ... che sono gia' realta', anche se ancora la potenza di calcolo disponibile non basta ad elaborare i segnali del cervello, e una volta attaccati alla macchina non ci si puo' piu' muovere ... brrrr ... ;)edit: sono rinco ... nel titolo avevo scritto "perche' parli al passato?"-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 24 marzo 2009 03.43-----------------------------------------------------------
  • Momento di inerzia scrive:
    Non è sempre vero
    "Essendosi fino ad ora sempre avverate dai tempi di Giulio Verne le previsioni degli scrittori di quella che una volta era detta fantascienza"Il raggio miniaturizzante non è ancora stato inventato e non lo sarà mai semplicemente perché è fisicamente impossibile.Non è quindi sempre vero che la fantascienza si trasforma in scienza.E potrebbe pure succedere che domani si scopra che l'intelligenza a livello di cervello umano è intrinsecamente incompatibile con l'elaborazione automatica, ponendo la pietra tombale sull'IA :DSolo una provocazione
    • Drummer scrive:
      Re: Non è sempre vero
      Accolgo volentieri la tua provocazione: secondo me, nella nostra presunzione umana di esseri superiori, immaginiamo la nostra forma di pensiero come l'unica possibile, e che quindi le macchine dovranno per forza avere una forma mentis simile a quella dell'homo sapiens, solo più raffinata.Una mente artificiale dovrebbe essere migliore di noi, in ogni campo, altrimenti non potrebbe essere paragonabile alla nostra: dovrebbe essere migliore nel progettare edifici, nell'effettuare scelte strategiche in guerra, nella gestione finanziaria, nella composizione di musica, nel pilotare un qualsiasi veicolo... in una parola, in tutto.Ma, solo a titolo di esempio, è già da almeno una decina di anni che le macchine sono decisamente superiori agli umani in un'attività considerata strettamente correlata all'intelligenza: il gioco degli scacchi.Ci sono cose nelle quali il cervello umano è e resterà a lungo ineguagliabile, ma altre nelle quali in breve tempo verrà sorpassato (se non lo è già al momento).Io credo che nel momento in cui le menti artificiali saranno abbastanza evolute da acquisire coscienza di sé, non saranno superiori o inferiori a noi, ma solamente "diverse". Diverse in un modo che non possiamo nemmeno immaginare. Ma quello sarà solo il primo passo... e l'evoluzione inizierà da lì.
      • Momento di inerzia scrive:
        Re: Non è sempre vero
        - Scritto da: Drummer
        Accolgo volentieri la tua provocazione: secondo
        me, nella nostra presunzione umana di esseri
        superiori, immaginiamo la nostra forma di
        pensiero come l'unica possibile, e che quindi le
        macchine dovranno per forza avere una forma
        mentis simile a quella dell'homo sapiens, solo
        più
        raffinata.Chiarisco che ho parlato di "intelligenza a livello di cervello umano", ovvero un'intelligenza artificiale in grado di competere con quella umana.Quali che siano poi le forme astratte di pensiero dietro questa intelligenza, è ininfluente
        Una mente artificiale dovrebbe essere migliore di
        noi, in ogni campo, altrimenti non potrebbe
        essere paragonabile alla nostra:Potrebbe anche essere semplicemente pari o leggermente più stupida
        Ma, solo a titolo di esempio, è già da almeno una
        decina di anni che le macchine sono decisamente
        superiori agli umani in un'attività considerata
        strettamente correlata all'intelligenza: il gioco
        degli
        scacchi.Questo non è propriamente vero.I programmi di scacchi battono gli umani solo grazie alla mostruosa preparazione teorica e alla possibilità di esplorare in breve tempo tutte le possibili ramificazioni di una mossa.Deep Blue, per esempio, conosceva tutte le partite di Kasparov e contro un altro G.M.I. del suo livello si sarebbe trovato in difficoltàI programmi di scacchi saranno veramente intelligenti solo quando batteranno gli umani con gli stessi strumenti, ovvero la semplice conoscenza delle regole.Avere intelligenza infatti significa avere la capacità di risolvere problemi inediti.Tutto il resto è esperienza.Si, i computer ci possono battere in esperienza (non a caso si parla di "sistemi esperti") semplicemente perché le loro banche dati sono immensamente più grandi della nostra capacità di memorizzare, persino della persona dotata della memoria eudetica più estesa, ma quanto a intelligenza?
        Io credo che nel momento in cui le menti
        artificiali saranno abbastanza evolute da
        acquisire coscienza di sé, non saranno superiori
        o inferiori a noi, ma solamente "diverse".non è detto che l'intelligenza presupponga l'autocoscienza.Ci sono molti animali intelligenti, ma il circolo degli autocoscienti è decisamente ristretto.
  • Momento di inerzia scrive:
    Galactica
    Curioso che questo articolo arrivi proprio nel fine settimana in cui Galactica, The Reimagined Series si conclude con una panoramica sui robot moderni e una riflessione su un ciclo di creazione della IA da spezzare
  • Paolini scrive:
    CUBASIA E' UN GRANDE
    come da oggetto
    • KC scrive:
      Re: CUBASIA E' UN GRANDE
      noto con piacere che la profondita' dei tuoi post e pari a quella delle apparizioni del Paolini televisivo (rotfl)siete mica la stessa persona, spero :D[img]http://dilatua.libero.it/c/img66/fg/05/5038/2006/8/paolini4.jpg[/img]
  • opensordo scrive:
    verissimo
    http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1949857 VENDO GIOCHI ORIGINALI PER PC
  • Luke scrive:
    La "singolarità tecnologica"
    Si va da tempo discutendo sul "quando" (e non molto sul "se") arriveremo alla così detta "singolarità tecnologica", ovvero a costruire un supercomputer più intelligente di qualsiasi essere umano, e quindi in grado di progettare a sua volta un prototipo di se stesso ancora più intelligente, e via di questo passo, in una escalation esponenziale di intelligenza artificiale.http://en.wikipedia.org/wiki/Technological_singularityAlcuni pensano che la "singolarità" sia lontana, altri molto vicina. Secondo me non è così lontana, probabilmente è posta all'interno dell'aspettativa di vita della presente generazione. Sui pericoli di una superintelligenza non mi sembra il caso di discutere perchè mi sembra evidente già oggi che il mondo che abbiamo creato è troppo complicato per noi: si guardi la recente crisi economica, il riscaldamento globale, la crisi energetica, e le nostre richieste sempre più elevate in termini di sicurezza, controlli e risoluzione di problemi globali di natura molto complessa.Penso che simili obiettivi richiederanno l'ausilio di mezzi tecnologici sempre più sofisticati, quindi immagino che i supercomputer diventeranno in grado di apprendere e fare scelte logiche sempre più in autonomia, fino al punto nel quale l'uomo sarà un semplice supervisore, e non più il pilota del proXXXXX decisionale.Ci sono ovviamente persone spaventate da questa prospettiva, ma se siete fra queste, fatevene una ragione: alla fine rinunceremo alla sacra prerogativa di decidere per noi stessi per cederla a queste nostre creazioni, così come stiamo rinunciando alla privacy per la sicurezza, e lo faremo perchè i vantaggi saranno evidenti. Non vedete quali inauditi disastri combiniamo spesso e volentieri? Quante sciagure si sarebbero potute evitare se una mente più attenta avesse valutato ogni dettaglio? Siamo umani, quindi fallibili, una I.A. in futuro sarà "meno umana" di noi, e noi la riterremo indispensabile.In un lontano futuro saremo accuditi da queste I.A. come un padrone si prende cura dei suoi animaletti domestici. Saremo grassi e felici, perchè siamo esseri umani ed in fondo quello che vogliamo e stare bene e non avere problemi. Le I.A. progrediranno fino al punto di progettare quello che oggi non ci sogniamo nemmeno.La singolarità tecnologica è l'ultimo step dell'evoluzione darwiniana.
    • Momento di inerzia scrive:
      Re: La "singolarità tecnologica"
      - Scritto da: Luke
      Le
      I.A. progrediranno fino al punto di progettare
      quello che oggi non ci sogniamo
      nemmeno.Un uso corretto dell'ortografia?
      La singolarità tecnologica è l'ultimo step
      dell'evoluzione
      darwiniana.Al contrario, liberati da determinati compiti avremo più tempo e modo per evolvere intellettualmente.L'evoluzione non è un proXXXXX che si interrompe perché un computer prende le decisioni
      • Er Puntaro scrive:
        Re: La "singolarità tecnologica"
        - Scritto da: Momento di inerzia
        Al contrario, liberati da determinati compiti
        avremo più tempo e modo per...... dedicarci a consumare XXXXXgrafia e XXXXXXX secondo quanto appreso nella XXXXXgrafia. Sta già avvenendo. Il destino non si può cambiare. Il pianeta Terra diventerà un XXXXXXXX spaziale.
  • G,G scrive:
    Nessun Dogma!!!
    Il dogma sulla presunta superiorità dell'uomo sarà l'ultimo a crollare nella nostra storia.Non credo ci sia molto da dire, chi vuole capire capisca...Ps. quando le scimmie hanno iniziato a parlare è stato durissimo riuscire a dimostrarlo...
  • Osvy scrive:
    Non esisteranno mai macchine davvero..
    .. pensanti. Fatto bene a mettere "pensanti" tra virgolette. Ogni macchina può avere, anzi ha, una sua logica di funzionamento, ma non potrà mai avere un pensiero. Magari potrà fare molte più cose di noi e pure fatte molto molto meglio, come già succede. Potrà fare operazioni chirurgiche delicatissime da sola, una volta impostata. Ma l'idea di pensiero che gli appioppiamo addosso è un paradosso, una idea portata all'estremo.In realtà, nessuna macchina potrà mai "pensare" né essere "intelligente": almeno se diamo alle parole il giusto valore è una allegra bufala. E' una cosa di tale buonsenso che francamente non mi pare ci sia da perdere oltre tempo per motivare, basta che ciascun umano "pensi" bene a questa cosa... saluti
    • tautologia scrive:
      Re: Non esisteranno mai macchine davvero..
      La tua sembra proprio una tautologia.In pratica definisci il pensiero come una caratteristica umana e ne deduci che solo gli esseri umani possono averlo.http://it.wikipedia.org/wiki/Tautologia
      • Momento di inerzia scrive:
        Re: Non esisteranno mai macchine davvero..
        Concordo.Tutto dipende da come si definiscono intelligenza e pensiero
  • Beppe scrive:
    Data?
    Concordo con una parte dell'articolo, ma dissento sulla parte riguardante Data, si perchè nell'ipotesi che in futuro potessimo creare un Data, io avrei un profondo rispetto per lui, per il suo sapere, per la sua saggezza, acquisita magari in un secondo, ma che richiederebbe intere generazioni umane, lo stesso vale se mi trovassi davanti un extraterreste, mai mi verrebbe in mente di annientarlo perchè più inelligente di me.La paura sarebbe quella dell'esatto contrario, noi in quanto unità biologiche mortali e mortalmente stupide, saremmo utili a questi esseri?Se come in precedenza si creasse un clu clus clan anti androide o anti exatraterreste, come agirebbero questi esseri? con compassione come si fai con dei bambini, o con rabbia come si fa con le mosche?Data è troppo buono per essere un degno esempio, data si sacriferebbe per un essere umano, una macchina pensante é consciente della propria esistenza, quindi della sua possibile scomparsa, agirebbe di conseguenza anteponendo la sua esistenza a quella umana, Data ha incosciamente una sorta di devozione per il suo creatore che osa chiamare papà, la macchina invece proverebbe compassione per essere che l'ha creata, in quanto mortale, biologico e stupido, lei potrebbe essere la perfezione creata da un essere imperfetto.Quindi io penso che Data non rispecchi la realtà, ma la fiaba per bimbi, la vesione addolcita di una possibile realtà, molto meno socievole e molto più pericolosa.Al quesito posto da Cubasia "che adoro per le sue riflessioni", ne pongo un'altro, se al momento prossimo alla fine, vi proponessero di trasferire tutto il contenuto del vostro cervello in un androide, una sorta di backup di voi come entità pensante e da quel punto immortale, lo fareste?
    • Funz scrive:
      Re: Data?
      - Scritto da: Beppe
      Concordo con una parte dell'articolo, ma dissento
      sulla parte riguardante Data, si perchè
      nell'ipotesi che in futuro potessimo creare un
      Data, io avrei un profondo rispetto per lui, per
      il suo sapere, per la sua saggezza, acquisita
      magari in un secondo, ma che richiederebbe intere
      generazioni umane, lo stesso vale se mi trovassi
      davanti un extraterreste, mai mi verrebbe in
      mente di annientarlo perchè più inelligente di
      me.Se fosse più intelligente di noi ci annienterebbe lui, o come minimo si terrebbe accuratamente alla larga (come dice il bravo Bill Watterson)
      Al quesito posto da Cubasia "che adoro per le sue
      riflessioni", ne pongo un'altro, se al momento
      prossimo alla fine, vi proponessero di trasferire
      tutto il contenuto del vostro cervello in un
      androide, una sorta di backup di voi come entità
      pensante e da quel punto immortale, lo
      fareste?Perchè no, a patto che qualcuno non cerchi di decidere per me se possa farlo oppure no, o se possa terminare la mia esistenza quando voglio o meno.
      • Beppe scrive:
        Re: Data?
        - Scritto da: Funz
        Se fosse più intelligente di noi ci annienterebbe
        lui, o come minimo si terrebbe accuratamente alla
        larga (come dice il bravo Bill
        Watterson)Questo è un dubbio amletico, è un dubbio che ho da sempre, se ci fosse una razza superiore, ovviamente lo sarebbe anche a livello spirituale oppure no?Se lo fosse anche a livello spirituale, conscia del proprio potere, potrebbe persino protegerci anche da noi stessi, come facciamo noi con le specie in via di estinzione.Se non lo fosse sarrebbe una specie predatrice, colonizzatrice, una sorta di zecca spaziale, che si insinua su un pianeta per sfruttarne tutte le risorse per poi passare ad un'infinità di altri.Ci penso anche quando sento che le nostre sonde spaziali sono arrivate a miliardi di kilometri dalla terra, sarà una cosa inutile perchè non c'è nessuno, pericolosa o buona?Noi terrestri siamo come una tartarughina appena nata, che esce dalla sabbia della spiaggia che ne ha ospitato l'uovo, per inoltrarsi in un oceano sconosciuto "non sempre benevolo nei suoi confronti.
        • Momento di inerzia scrive:
          Re: Data?
          - Scritto da: Beppe
          Questo è un dubbio amletico, è un dubbio che ho
          da sempre, se ci fosse una razza superiore,
          ovviamente lo sarebbe anche a livello spirituale
          oppure
          no?Le due cose non sono correlate.Dirlo a priori è impossibile
          Se lo fosse anche a livello spirituale, conscia
          del proprio potere, potrebbe persino protegerci
          anche da noi stessi, come facciamo noi con le
          specie in via di
          estinzione.Noi lo facciamo solo perché ci sentiamo in colpa oppure perché pensiamo di averne un tornaconto.Sicuramente non perché ci sentiamo superiori
    • Momento di inerzia scrive:
      Re: Data?
      Prima di Data, Sung aveva creato Lore e gli abitanti della colonia, temendolo perché troppo perfetto, avevano chiesto a Sung di disattivarlo e creare un androide meno perfezionato.Come vedi, Star Trek è arrivato alle stesse conclusioni di Cubasia
    • Drummer scrive:
      Re: Data?
      C'è una cosa fondamentalmente sbagliata, a mio avviso, nel Data pensato dagli autori di Star Trek: per quanto lui sia un essere decisamente superiore rispetto agli umani e non umani che gli stanno intorno, vivendo in una comunità formata prevalentemente da Terrestri, si sforza costantemente di diventare "più umano".Se voi viveste in una comunità di scimpanzè, vi dareste tanto da fare per essere come loro?
      • Momento di inerzia scrive:
        Re: Data?
        Gli autori di Star Trek ne sono perfettamente consapevoli, infatti, al loro primo incontro e sentendo le sue intenzioni, il comandante Riker lo apostrofa sorridendo con un "Pinocchio".Ma comunque Data non si sente superiore, semplicemente perché mancando di emozioni ritiene di essere imperfetto.Infatti suo fratello Lore, che, dal punto di vista di Data potrebbe essere considerato perfetto, tenta di distruggere gli umani
  • ullala scrive:
    A.I. o I.A.?
    la Intelligenza Artificiale (cosidetta) è la bufala più grande mai apparsa dalla nascita della informatica.La prova del 9 è piuttosto semplice, le potenzialità di qualunque teoria o qualunque scoperta scientifica si misurano (a questo mondo non in quello dei se.. e dei vorrei...) misurando i progressi (pratici o teorici non fa differenza) fatti sul campo.Purtroppo le teorie sulla I.A. sono ferme (senza progressi ne pratici ne evoluzioni di una qualche rilevanza sostanziale) ai tempi degli albori della informatica (e non parlo di informatica "moderna") oggi si può dire senza tema di smentita che dai tempi di von Neumann (e le teorie sulla A.I. sono ancora più antiche) un elaboratore ha aumentato la propria capacità di calcolo e in generale elaborative... di molti ordini di grandezza.... la A.I. invece...... sta al palo LO STESSO PALO a cui stava alle sue origini.... Questo dice tutto....Occuparsi di A.I.?C'è un equivalente in "latinus macheronicus"!!!Fuffo fuffas, fuffavi, fuffatum fuffare!
    • guast scrive:
      Re: A.I. o I.A.?
      No non sta al palo, la sua evoluzione è molto lenta perchè qui non si tratta di costruire una macchina, ma di creare un meccanismo di ragionamento efficiente. Il bello è che l'uomo ancora non ha chiaro come funziona il suo stesso cervello, crearne uno artificiale è un lavoro complicatissimo. Però passo passo qualcosa si sta facendo. Iniziando a risolvere determinati problemi come il riconoscimento vocale, l'equilibrio o il riconoscimento di oggetti si stanno costruendo le basi con cui realizzare in futuro qualcosa di più complesso.Ricapitolando lo sviluppo dell'intelligenza artificiale non è fermo, ma è lento. D'altra parte non sono le paure umane a rallentarlo, ma le difficoltà oggettive. E' chiaro che chi ha scritto questo articolo non è uno del campo (per non dire che non ne sa proprio niente)
      • opensordo scrive:
        Re: A.I. o I.A.?
        http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1949857 VENDO GIOCHI ORIGINALI PER PC
      • ullala scrive:
        Re: A.I. o I.A.?
        - Scritto da: guast
        No non sta al palo, la sua evoluzione è molto
        lenta perchè qui non si tratta di costruire una
        macchina, ma di creare un meccanismo di
        ragionamento efficiente. Il bello è che l'uomo
        ancora non ha chiaro come funziona il suo stesso
        cervello, crearne uno artificiale è un lavoro
        complicatissimo. Però passo passo qualcosa si sta
        facendo. Iniziando a risolvere determinati
        problemi come il riconoscimento vocale,
        l'equilibrio o il riconoscimento di oggetti si
        stanno costruendo le basi con cui realizzare in
        futuro qualcosa di più
        complesso.

        Ricapitolando lo sviluppo dell'intelligenza
        artificiale non è fermo, ma è lento. D'altra
        parte non sono le paure umane a rallentarlo, ma
        le difficoltà oggettive. E' chiaro che chi ha
        scritto questo articolo non è uno del campo (per
        non dire che non ne sa proprio
        niente)1) Lui non ne sa niente o molto poco dal punto di vista tecnico e dal punto di vista storico e metodologico (e questo si capisce perfettamente) Ma già questo è un buon motivo per non farci un articolo sopra.2) per il resto penso tu non abbia capito il senso di quello che ho detto ... che l'evoluzione non sia "lineare" ci sta... ma che non ci sia no!Le teorie E LE METODOLOGIE (e parlo di teoria non di semplice pratica sperimentale) sono ferme (nessun progresso... non è questione di "lineare") alle LORO origini....Cioè ai tempi di Alan Turing che non è proprio l'ultimo grido della savana!Kurzweil (forse la "mente" più brillante tra quelli che ci si sono applicati di recente) non ha prodotto nulla che non fossero algoritmi nel senso stretto e tradizionale del termine... nulla cioè che possa essere identificato come realmente correlato alla A.I. o I.A. che sia...La "produzione" di chiacchere invece (e non risultati... e parlo anche solo di quelli teorici) è ben più antica!Fatti una cultura anche solo sommaria prima di ascoltare le chiacchere da salotto, ti posto 2 link non certo a sostegno delle mie tesi... ma se guardi davvero bene scopri che sono oltre 60 anni che si dicono le stesse cose e kurzweil che era (e beninteso è tuttora) un brillante ricercatore e intellettuale ora è un vecchietto di 61 anni che ha prodotto molti e apprezzatissimi risultati ma nessuno nel settore dell' I.A.... delle suo "previsioni" sulla A.I. non ce ne è una che si sia avverata!Ci sarà un motivo?http://en.wikipedia.org/wiki/Artificial_intelligencehttp://en.wikipedia.org/wiki/Ray_Kurzweil
    • Daneel scrive:
      Re: A.I. o I.A.?
      Il ritmo del cambiamento accelera. L'evoluzione della scienza e della tecnologia non è un proXXXXX lineare, ma esponenziale: la sua stessa accelerazione tende ad aumentare. E la crescita esponenziale è "esplosiva", a un certo punto procede tanto veloce da provocare un salto qualitativo. E' quello che succederà presto, sostiene Ray Kurzweil: quel punto, la "singolarità", è dietro l'angolo. Tre aree, in particolare, la stanno preparando: l'ingegneria genetica, la nanotecnologia, l'intelligenza artificiale forte - e l'evoluzione di ciascuna favorisce e accelera l'evoluzione delle altre. Quale sarà il risultato? Un formidabile potenziamento degli esseri umani, che grazie a queste tecnologie saranno in grado di superare la loro "biologicità".Tratto dalla presentazione del libro "La singolarità è vicina", di Ray Kurzweil. Te ne consiglio la lettura.
      • ullala scrive:
        Re: A.I. o I.A.?
        - Scritto da: Daneel
        Il ritmo del cambiamento accelera. L'evoluzione
        della scienza e della tecnologia non è un
        proXXXXX lineare, ma esponenziale: la sua stessa
        accelerazione tende ad aumentare. E la crescita
        esponenziale è "esplosiva", a un certo punto
        procede tanto veloce da provocare un salto
        qualitativo. E' quello che succederà presto,
        sostiene Ray Kurzweil: quel punto, la
        "singolarità", è dietro l'angolo. Tre aree, in
        particolare, la stanno preparando: l'ingegneria
        genetica, la nanotecnologia, l'intelligenza
        artificiale forte - e l'evoluzione di ciascuna
        favorisce e accelera l'evoluzione delle altre.
        Quale sarà il risultato? Un formidabile
        potenziamento degli esseri umani, che grazie a
        queste tecnologie saranno in grado di superare la
        loro
        "biologicità".

        Tratto dalla presentazione del libro "La
        singolarità è vicina", di Ray Kurzweil. Te ne
        consiglio la
        lettura.E io ti consiglio di guardare la data di pubblicazione!e renderti conto che non è una novità!E il punto è proprio questo:Kurzweil (che è un esperto ... anzi direi il maggiore esperto nel campo) ripropone teorie che sono vecchie di 40 anni!Non c'è un singolo passo avanti ne da allora ne dalla pubblicazione (molto più recente ma decisamente non nuova) del libro da te citato!Non ti dice nulla questo?...Bhe credo che invece dovrebbe dirti qualcosa!
  • Ricky scrive:
    Ma sappiamo veramente cosa sial'A.i?
    Vorrei considerare un attimo la definizione stessa di A.I.Intelligenza artificiale , ma cosa e' realmente?Pare sia la ricostruzione elettronica del pensiero umano, dei suoi schemi, ma non tutti, solo quelli che SERVONO.Ma per sostituire l'uomo nei compiti "bovini" e lasciarlo libero di concentrarsi su cose piu' "alte" queste A.I. devono comunque essere in grado di fare cose che , di per se, ne implicano altre,implicano una mente comunque umana sotto.L'uomo non ha paura di una intelligenza semplice e intrisecamente innocua,la modella da passerelle non e' spaventevole.Lo e' la consapevolezza che si cerca di mettere le capacita' della mente umana a bordo di un COSO che ne centuplichera', milluplichera' N volte la potenza.E noi, alla fine, saremo esserini limitati ed insignificanti al cospetto di simili intelligenze.La soluzione?Una fusione...uomo/macchina, una evoluzione ulteriore che permetterebbe all'uomo, o cio' che ne resta, di continuare ad esistere.Ma quello che mi chiedo e':serve? Se l'uomo , piu' semplicemente, si occupasse di migliorare sempere di piu' la qualita' della vita,senza delegare praticamente tutto ai robot,non sarebbe meglio?L'uomo e' quello che pratica sport,quello che va' allo stadio e urla come un caprone,quello che corre dietro alle belle figliole in preda agli ormoni.Prima di creare delle AI dovremmo pensare ad un modello di societa' in grado di sposare le cose, di gestire l'uomo e la sua natura CON macchine di intelligenza umana e PIU' CHE UMANA...
  • VincenzoDAl conzo scrive:
    DATA
    .. a proposito di DATA, mi sento di segnalare una puntata di star trek molto carina e attinente con l'argomento 'La misura di un uomo'. Cmq io penso che l'AI pian piano si insinuerà nella nostra vita, prima con oggetti molto semplici è 'stupidi' come peraltro il già esistente Roomba x esempio, poi magari aggiungeranno nuove funzionalità e ad un certo punto si raggiungerà una 'massa critica' di funzionalità, ed a noi sembrerà che i nostri robottini acquisiranno una coscienza di se, dei pensieri indipendenti... certo non potremo mai saperlo davvero cosi come io non posso sapere se il mio cane o la bellaXXXXX che incontro per strada ha davvero coscienza di se (di solito le belle fighe non ne hanno...), proprio perchè io sono io e non sono te. Io 'presumo' che altre macchine biologiche come lo sono io abbiano coscienza di se come la sento io. Concludendo, spero che il mio roomba non prenda mai coscienza di se perchè mi manderebbe a XXXXXX per tutti i calzini che è costretto a scansare.....
    • xxxxxxxxxx scrive:
      Re: DATA

      Cmq io penso che l'AI pian piano si insinuerà
      nella nostra vita, prima con oggetti molto
      semplici è 'stupidi' come peraltro il già
      esistente Roomba x esempio, poi magariROOMBA!! C'e' qualcuno che lo ha? Funge??
  • The Real Gordon scrive:
    Molto bene
    Vedo che si è smesso di parlare di proposte sinistro-sovietiche come i sindacati, e invece si parla di discorsi più piacevoli e leggeri. :DE ricordate, think FLEXIBLE 8)
  • Orfheo scrive:
    Non e' paura.
    No, non e' paura. E' qualcosa di molto piu' complesso e profondo. E' il ricordo ancestrale delle battaglie che abbiamo combattuto e vinto durante la nostra faticosa evoluzione che ci rende diffidenti di fronte ad una intelligenza non umana.Non e' un caso che la nostra specie sia una delle poche selezionate dall'evoluzione che non ha parenti stretti: l'intelligenza, la consapevolezza di se', la coscienza ed infine il nostro strumento piu' potente, il linguaggio, sono stati cosi' efficienti da spazzare via tutti i concorrenti diretti.Lo abbiamo sempre saputo, lo sappiamo e lo sapremo sempre, anche dopo essere andati oltre l'uomo.E non lo permetteremo: non sara' un AI (ma in italiano non dovrebbe essere IA? ;-) ) a rimpiazzarci. Prenderemo il posto di noi stessi: e' sicuramente la strada piu' facile. E non e' fantascienza, anche se e' un argomento lontano dalle preoccupazioni contingenti. Riguarda un futuro all'orizzonte temporale della generazione dei trentenni di oggi. Penso sia giusto che se ne preoccupino con qualche anticipo ;-) e ringrazio l'autore dell'articolo per aver proposto qualche spunto su questo dilemma, che prima o poi, ci troveremo ad affrontare (mi piacerebbe vedere i politici italiani discuterne fra una ventina d'anni: credo sara' molto divertente).Siamo sul bordo di eventi che un matematico definirebbe "catastrofici", di una discontinuita' nella storia dell'umanita'. Per la prima volta, per quanto ne sappiamo, la selezione naturale sta per essere sostituita da una selezione consapevole: la coscienza che seleziona il proprio contenitore fisico.La prossima settimana, nel mio dipartimento universitario si terra' un seminario dal titolo "Silicon in vivo. Architectural solutions to the problem of linking the world of microelectronics to that of living systems".Questa non e' fantascienza: succede oggi, fa parte del mio lavoro quotidiano. E le tecnologie combinate dell'elettronica e della genomica, figlie di una conoscenza piu' profonda delle leggi quantistiche che governano il nostro Universo, presto permetteranno di accedere al collegamento che fondera' organismi biologici con organismi artificiali.E' alla nostra portata governare la nostra forma fisica e la capacita' di elaborazione dell'informazione che tale forma consente.Ne saremo in grado?Orfheo.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 marzo 2009 10.03-----------------------------------------------------------
    • Funz scrive:
      Re: Non e' paura.
      - Scritto da: Orfheo
      No, non e' paura. E' qualcosa di molto piu'
      complesso e profondo. E' il ricordo ancestrale
      delle battaglie che abbiamo combattuto e vinto
      durante la nostra faticosa evoluzione che ci
      rende diffidenti di fronte ad una intelligenza
      non
      umana.I neanderthal erano umani anche loro

      E non e' fantascienza, anche se e' un argomento
      lontano dalle preoccupazioni contingenti.
      Riguarda un futuro all'orizzonte temporale della
      generazione dei trentenni di oggi. Penso sia
      giusto che se ne preoccupino con qualche anticipo
      ;-) e ringrazio l'autore dell'articolo per aver
      proposto qualche spunto su questo dilemma, che
      prima o poi, ci troveremo ad affrontare (mi
      piacerebbe vedere i politici italiani discuterne
      fra una ventina d'anni: credo sara' molto
      divertente).Non ti preoccupare, abbiamo la Chiesa e Berlusconi che ci difendono dalla scienza cattiva :p
      Siamo sul bordo di eventi che un matematico
      definirebbe "catastrofici", di una discontinuita'
      nella storia dell'umanita'. Per la prima volta,
      per quanto ne sappiamo, la selezione naturale sta
      per essere sostituita da una selezione
      consapevole: la coscienza che seleziona il
      proprio contenitore
      fisico.Lo spero, sul serio
      La prossima settimana, nel mio dipartimento
      universitario si terra' un seminario dal titolo
      "Silicon in vivo. Architectural solutions to the
      problem of linking the world of microelectronics
      to that of living
      systems".

      Questa non e' fantascienza: succede oggi, fa
      parte del mio lavoro quotidiano.Beato te
      E le tecnologie combinate dell'elettronica e
      della genomica, figlie di una conoscenza piu'
      profonda delle leggi quantistiche che governano
      il nostro Universo, presto permetteranno di
      accedere al collegamento che fondera' organismi
      biologici con organismi
      artificiali.E la Chiesa? E i movimenti per la "vita"?I problemi più grossi non saranno tecnologici!
      E' alla nostra portata governare la nostra forma
      fisica e la capacita' di elaborazione
      dell'informazione che tale forma
      consente.

      Ne saremo in grado?
      Speriamo
    • logico scrive:
      Re: Non e' paura.
      Concordo.Però c'è anche dell'altro: nel nostro istinto c'è la propensione a prevalere sugli altri e, molto spesso, questa si manifesta col danneggiare i presunti o reali concorrenti, piuttosto che nel migliorare sé stessi.Credo sia per questo che tantissimi sono portati a vedere nell'Intelligenza Artificiale prima una minaccia che una opportunità.... e a sparare ad alzo zero su Cubasia :))
  • MeX scrive:
    Cubasia ha capito...
    che é meglio smettere di parlare di lavoro di sti tempi e ci buttiamo sulla fantascienza :)
  • logico scrive:
    facciamo un po' d'ordine
    - elaborazione- intelligenza- propensione- coscienza- volontàSono concetti diversi che spesso nella discussione si mescolano tra loro in un groviglio confusionario.Operativamente sono, ovviamente, correlati; ma, mentre alcuni richiedono la presenza di qualcun altro come prerequisito, nessuno di essi è automaticamente causa di un altro.Facciamo il caso semplice (e capitale) di intelligenza e volontà:ovviamente non ci può essere volontà senza intelligenza, ma dal possesso del requisito dell'intelligenza non discende necessariamente il possesso della capacità di volere (neppure se all'intelligenza si aggiungono la capacità di avere delle propensioni e la coscienza).
  • Francesco scrive:
    non condivido
    Questa volta non posso condividere il modo di vedere l'A.I. Un bancomat, un radio faro, un navigatore satellitare non sono sono esseri pensanti, non sono consapevoli di tenere per le palle la vita di uno o più esseri umani.Quindi non possono fare paura perchè non possono prendere iniziative, sono limitati a svolgere il loro ripetitivo lavoro
    • pentolino scrive:
      Re: non condivido
      quoto in pieno, nel tentativo di recuperare cubasia ha toppato miseramente anche oggi
    • riddler scrive:
      Re: non condivido
      Le macchine, anche se intelligenti, non possono essere peggiori dei loro creatori responsabili di omicidi, stragi, guerre e palle varie. Negli anni 50 l'inverno nucleare era una prospettiva realistica e non ricordo skynet all'opera. Ragion per cui non sarei particolarmente preoccupato.
      • Venerdi13 scrive:
        Re: non condivido
        - La forma umana biologica ha dei Sentimenti e per questo che riusciamo anche a sopravvivere,una macchina ci avrebbe già sterminati, perchècomportandoci come parassiti, per logica, va fatta la disinfestazione.- Lo so ci Autodistruggeremo, ma è nostra la scelta e nostre saranno le decisioni, avere unIntelligenza Artificiale comporta, un sviluppo,a fasi di questa, ma prima che i sentimenti siano "Scoperti" saremmo distrutti dalla semplice,Analisi Logica, e quindi in una fase di sviluppola macchina capirà che il biologico va eliminato,prima di arrivare al sentimento di protezione diquest'ultima.
    • nodata scrive:
      Re: non condivido
      Esatto. Ci si fida, ma di qualcosa di collaudato (e comunque i guasti e mal funzionamenti sono sempre dietro l'angolo) che svolge compiti ripetitivi e ben circoscritti e dove spesso l'intervento umano è richiesto (impostazioni, regolazioni, controlli ecc). Niente a che vedere con qualcosa che "pensa" e che sia capace di scelte autonome e al quale affidare la propria vita.Siamo ancora troppo lontani da una cosa del genere e perciò al momento non mi fiderei assolutamente.Ma più che un qualcosa di artificale ed intelligente, prevedo un potenziamento dell'essere umano tramite interfaccie digitali, elettroniche, biologiche e chimiche.
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