Due dei paesi più popolosi al mondo hanno annunciato l’introduzione o l’applicazione di leggi che vietano ai minori di 16 anni di accedere ai social media. I governi di India e Indonesia hanno evidenziato l’impatto negativo sui più giovani causato da contenuti di ogni tipo, da quelli sessualmente espliciti al cyberbullismo. Il primo paese al mondo con una simile restrizione è stato l’Australia. Il primo paese europeo potrebbe essere la Francia.
Milioni di minorenni in India e Indonesia
L’India è attualmente il paese più popoloso al mondo (quasi 1,5 miliardi di persone) e quindi anche uno dei principali mercati per le aziende tech. Lo stato del Karnataka (la capitale Bengaluru è un importante hub tecnologico) con oltre 70 milioni di persone è il primo del paese a proporre il divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni. La restrizione potrebbe estendersi ad altri stati e all’intero paese asiatico.
Non ci sono ancora molti dettagli, ma sembra che il divieto dovrebbe entrare in vigore per i minori di 13 anni entro i prossimi 90 giorni e successivamente riguardare la fascia di età 13-16 anni. Come evidenzia il Financial Times, un eventuale ban avrebbe conseguenze per gli accordi commerciali tra il governo indiano e l’amministrazione Trump.
Il divieto di accesso ai minori di 16 anni è stato invece già approvato in Indonesia circa un anno fa. Le nuove regole consentono l’uso dei social media a basso rischio agli utenti con almeno 13 anni. L’età minima per quelli ad alto rischio è 16 anni. L’obbligo verrà imposto gradualmente a partire dal 28 marzo 2026. L’Indonesia aveva bloccato l’accesso a Grok (ripristinato all’inizio di febbraio).
Tra le piattaforme digitali ad alto rischio ci sono YouTube, TikTok, Facebook, Instagram, Threads, X, Bigo Live e Roblox. L’80% dei bambini indonesiani usa i social media e sono esposti giornalmente a pornografia, cyberbullismo e frodi. Un portavoce di YouTube ha dichiarato che l’azienda investe nella sicurezza dei minori da oltre un decennio, mentre un portavoce di Meta ha sottolineato che simili ban potrebbero portare i minori verso siti meno sicuri.
Al momento, l’Australia è l’unico paese al mondo con un ban in vigore. Simili divieti potrebbero essere introdotti anche in Germania, Austria, Spagna, Slovenia, Grecia, Danimarca, Malesia, Norvegia e Regno Unito.