Software e difesa, maggiore sicurezza?

I big del settore americano sperano in una intesa con il Governo per evitare ripercussioni negative sul mercato nella ricerca di una maggiore sicurezza sul software


Washington (USA) – In 250 pagine, colossi del software del calibro di Computer Associates o Microsoft hanno chiesto alla Difesa americana di considerare con grande attenzione la questione mai risolta del software militare e degli effetti che può avere sul mercato la sua realizzazione. A muoversi sono stati i membri della National Cyber Security Partnership , organizzazione di produttori pensata per la realizzazione di nuove sinergie sul fronte della sicurezza.

In particolare, lo studio presentato all’amministrazione Bush chiede di considerare con estrema attenzione in ogni occasione qualora sia davvero necessaria la realizzazione di software fatto su misura per tutti gli ambiti della pubblica amministrazione o della difesa o in che misura ciò debba avvenire. E questo perché un intervento governativo a finanziare la realizzazione di tale software, secondo il rapporto, può avere implicazioni importanti sul mercato e non tutte necessariamente produttive di un vantaggio.

CA e Microsoft, che hanno organizzato il rapporto assieme ad esperti del Dipartimento della Difesa, dell’intelligence americana e delle università statunitensi più prestigiose, ammettono che vi possano essere casi, per esempio per i software di reti infrastrutturali vitali, in cui “possa essere necessario un livello di sicurezza superiore a quello offerto dal mercato”. Ma chiedono che quando ciò si verifica “l’azione del governo che interferisce con l’innovazione del mercato sulla sicurezza sia la più contenuta possibile”.

“Il rapporto – ha spiegato un esponente Microsoft – in pratica suggerisce che governo e industria di settore stabiliscano insieme come procedere nel costruire una infrastruttura informatica più sicura”. Sì, dunque, ad una collaborazione a tutto campo e sì, e questo è in fondo una prima assoluta, ad una spinta in avanti anche regolamentare verso una maggiore sicurezza. Di interesse anche segnalare in questo senso come il rapporto riconosca che “i produttori stanno evitando quasi ogni responsabilità per i danni causati o le spese causate ai propri clienti e utenti da problemi di sicurezza del software”, sebbene non consigli di rendere le imprese del settore civilmente responsabili in questo senso.

I produttori di software chiedono al governo di dare vita, dal prossimo ottobre, ad una tavola rotonda di studio affinché nel corso del 2005 si possano determinare quali sono i punti focali del problema che, secondo i big del settore, è rappresentato dal software militare .

Tra le raccomandazioni del rapporto anche la predisposizione di taglie per virus writer e cracker, la creazione di un camera di scambio di informazione tra gli operatori di rete, il sostegno anche finanziario delle aziende che sviluppano software più sicuro, la nascita di un centro di ricerca governativo sulla risoluzione dei problemi di sicurezza del software.

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  • Anonimo scrive:
    Re: Che cumulo di idiozie
    ecleptical mi dispiace dirtelo ma tu di sistemi economici non hai capito proprio un accidente. ne parli come se fosse un'ideologia da difendere ma non hai mai nemmeno visto un testo di economia, la tua completa ignoranza emerge in modo più che limpido. ed hai anche l'ingenuità di dare degli ignoranti agli altri...comunque grazie!un paio di colleghi che mi vedevano spanzarmi si sono incuriositi... e si sono spanzati anche loro!sei proprio buffo, e spero che nessuno ti prenda sul serio..
  • Anonimo scrive:
    Re: Che cumulo di idiozie
    ecleptical mi dispiace dirtelo ma tu di sistemi economici non hai capito proprio un accidente. ne parli come se fosse un'ideologia da difendere ma non hai mai nemmeno visto un testo di economia, la tua completa ignoranza emerge in modo più che limpido. ed hai anche l'ingenuità di dare degli ignoranti agli altri...comunque grazie!un paio di colleghi che mi vedevano spanzarmi si sono incuriositi... e si sono spanzati anche loro!sei proprio buffo, e spero che nessuno ti prenda sul serio..
  • Anonimo scrive:
    Re: La verita' e' ke la gente nn vuol pagare
    - Scritto da: Anonimo
    Come dicevo in un altro post, internet puo'
    togliere
    di mezzo le major, e tutta catena di
    distribuzione; e il
    consumatore puo' direttamente pagare
    l'autore, il solo
    che merita di essere pagato.
    E ogni autore dovrebbe decidere se
    distribuire le
    sue opere liberamente o meno. Se si, bene;
    se no,
    o la gente paga, oppure si indirizza verso
    prodotti
    alternativi, a costo minore o a costo zero.
    Tutto questo considerando che comunque la
    cultura
    deve avere costi bassi, ma per i libri
    esistono le biblioteche,
    per i film esiste il noleggio, per i
    programmi esiste l'open source e non solo
    quello.
    Personalmente poi io sono anche disposto a
    fare donazioni
    agli autori, certi prodotti non ci crederete
    sono perfino contento di pagarli (alti
    livelli di FANatistimo..)
    Ma cio' che mi fa incavolare e' la gente che
    si inventa teorie assurde per un solo scopo:
    AVERE GRATIS il lavoro di altri!
    Se non lo volete pagare non compratelo!
    Sarebbe piu'
    dignitoso

    La gente è abituata nel pagare i beni primari e secondari. I beni di lusso, anche se vengono divulgati, staranno sempre sotto ai primi due e pertanto, come ovvio, se ci sarà la possibilità di poterli ottenere senza pagare, ci sarà sempre qualcuno che lo farà.Su questo puoi dormire su 2 guanciali.
  • Anonimo scrive:
    Re: copiare in parte è rubare

    Caso 2:
    un artista produce 1000 copie di un cd, con
    le quali spera di campare, perchè non
    ha soldi. Il primo giorno vende uno dei
    mille cd. Poi non ne vende più
    perchè tutti quelli che erano
    interessati a comprarlo lo copiano
    dall'unica persona che ce l'aveva originale.
    L'artista non ha comunque di che campare e
    muore di fame.Estremizzare i casi è solo un tentativo scialbo per tirar acqua la proprio mulino. Un simile caso si ha solo quando un artista pensa che tutti siano ebeti e pretende di voler vendere vagonate di musiche di qualità scaduta come il latte di 1 mese fà.Per il resto, quello che hai detto, non è mai successo.
    Cosa cambia nei due casi? quasi nulla, il
    danno all'artista dal furto o dalla copia
    è uguale. Poco importa se con il suo
    cd l'umanità si è arricchita
    di cultura.Già, e poco importa se, tutti i CD avevano un prezzo vicino ai 30 ? cad. e lui sia l'unico ad averne beneficiato, magari perchè tutto quello che aveva inciso erano solo strimpellature.Ma che vuoi che sia se la cultura, col tempo, diverrà elitaria? Tanto, gente come te e quell'artista avranno i soldi per sopravvivere alle bahamas.Chi, invece, ritornerà ad essere ignorante come una capra verrà schiacciato dal lamer di turno. Ma questi sono dettagli irrilevanti in un mondo capitalista. L'importante è fare soldi il più possibile.
    Ora la situazione attuale è ben
    diversa, però passare da un eccesso
    all'altro non va bene. Legalizzare la copia
    di un prodotto è ingiusto e potrebbe
    avere ripercussioni orribili sulla nostra
    società. Palese. Ma io ritengo che sia giusto combattere la pirateria, se questa si presenta in grosse dimensioni.Il 95% del danno che hanno gli artisti è causato dai grandi piratoni che masterizzano e vendono non certo alla luce del some come quei 4 ebeti che scaricano dal Kazaa di turno.Quella è la vera pirateria da combattere. Tutto il resto è solo che robetta che non causa molti danni.
    Alla fine ci si troverebbe
    liberi di poter copiare qualsiasi cosa, ma
    non ci sarebbe più nulla da copiare!
    Al contrario, ristabilire un giusto rapporto
    produttore-consumatore, sgonfiando i prezzi
    troppo gonfi del giorno d'oggi è un
    dovere morale di chi governa e di chi
    gestisce questa situazione.Quello che vuoi tu è irrealizzabile. Fino a quando tutte le persone di questo pianeta non avranno un I.Q. sufficiente da poter loro permettere di criticare e capire cosa sia giusto e cosa no, di certo quello che si spera non si avvererà mai.Annuncio a tutti coloro che hanno fatto del capitalismo l'unica ragione di vita: Dalla polvere siete venuti e in polvere ritornerete. Tutto il resto è solo un trucco per passare le giornate quando non si han problemi perchè si han soldi dappertutto.
  • theDRaKKaR scrive:
    Re:
    quando il Tizio scoprì come produrre il fuoco non capisco perché non brevettò il metodo! Ci ha perso un sacco di soldi. Meno male che la Civiltà ora ha messo una pezza sopra questo mancanza del Diritto.
  • Anonimo scrive:
    Re: Che cumulo di idiozie


    "[8] Vedi ad esempio www.mp3.com. (Sebbene

    molte delle offerte sul sito siano

    nominalmente soggette a copyright, è

    più che altro un riflesso legale. Le

    tracce si intendono liberamente scaricabili,

    ascoltabili e condivisibili ? e questo

    è esattamente ciò che fa la

    gente.) "

    Infatti, vedetelo....ha chiuso! Altra
    dimostrazione che l'autore dell'articolo
    è un autore sì, ma
    esclusivamente di fuffa.mp3.com non ha chiuso, E' Stato Chiuso. Comperato da un'azienda che ha pensato bene di prendere gli mp3 e venderli come muzak (musica di sottofondo), con il silenzio assenso degli autori... bella schifezza.
  • Anonimo scrive:
    Re: Articolo stupido
    senti, non mettiamo la GPL pure sui libri per favore ... lo stesso stallman la sconsiglia per le opere cartacee, se vuoi le opinioni autoritarie dei tuoi eroi ...
  • Anonimo scrive:
    Re: La verita' e' ke la gente nn vuol pa
    "Il copyright fu progettato dai distributori per sovvenzionare se stessi, non i creatori !"piu' chiaro di così.......
  • avvelenato scrive:
    Re: Che cumulo di idiozie, ekleptical.
    - Scritto da: Ekleptical

    Andiamo sul sito di MUTE e doniamo
    qualche

    euro

    a chi sta lavorando per difenderci

    dall'ingerenza

    delle industrie che vorrebbero
    controllarci.

    Se se, altri poveri illusi (se aspettano le
    donazioni, come il tipo di BitTorrent).

    Cmq non c'è niente da stupirsi: il
    problema fondamentale del pianeta è
    che economia non la studia nessuno. Invece
    di tante materie inutili, andrebbe resa
    obbligatoria fin dalle medie. Almeno la
    gente capirebbe come funziona il mondo in
    cui vive e che gli fornisce il benessere che
    ha e la smetterebbe di scrivere panzane e di
    inventare teorie astratte che fanno male
    alla testa dei poveri fessi impreparati
    culturalmente che se le bevono.

    Siamo in una fase in cui frange della
    popolazione stanno "suicidando" il
    capitalismo nella loro testa, senza volerlo,
    perchè non capiscono quello che
    fanno. Ed è grave che per ignoranza
    queste idee si diffondano sempre più
    nelle fasce giovani. Perchè o la
    prenderanno nei denti appena crescono e si
    troveranno nel mondo reale, soprattutto a
    lavorare, o il tutto collasserà,
    senza possibilità di alternative,
    visto che non ce n'è in giro al
    momento!cumulo di idiozie saranno le tue, che usi la parola capitalismo come fosse carta igienica.Il capitalismo prevede la concorrenza, ed il sistema dei (C) la preclude. L'unica concorrenza è stata sempre la pirateria, grazie alla quale solo ultimamente alcune case sono venute parzialmente incontro ai desideri dei clienti, riducendo prezzi e provvedendo agli store-on line.se io voglio comprarmi il cd "gentle & elegance", voglio proprio quello, non voglio nient'altro! Bisogna trovare un equilibrio corretto affinché i prezzi dei cd non possano essere scelti arbitrariamente dai produttori, lasciando al cliente solo un'alternativa (rinunciare al prodotto), l'arte è un bene culturale e non commerciale!Ekle, io mi sento in colpa a scaricare, ma sicuramente meno di quanto me ne senta a comprare. Ci vorrebbe una via di mezzo, e sono le canze a .50 cents a brano.Ci vorrebbe un copyright meno vessatorio, che limiti a pochi anni (10 ad esempio) il divieto totale di redistribuzione, e successivamente conceda almeno il diritto all'utente della copia privata o lo sharing, purché senza fini commerciali di nessun tipo (nessun p2p con banner).e allora sì che potrebbero iniziare a reprimere il (C). Ma non tutto. Solo chi shara cose nuove, per l'appunto, oppure non distribuite nel paese natale (ci mancherebbe che bisogna obbligare le persone a prendersi i cd d'import, tu che sei un sancarlino puoi farlo, ma un povero cristo o quasi come me no, o magari non spesso)
  • Anonimo scrive:
    Baggianate
    E scusate se la parola esprime poco il concetto. Un concetto fatto di lobby, interessi e monopolio da parte delle case discografiche. Sinceramente fosse per me morirebbero tutti di fame. Viva le etichette indipendenti!
  • Anonimo scrive:
    Re: Che cumulo di "ideologie"
    Certamente l'articolo e' piuttosto ideologico, ma la tua risposta lo e' anche di piu'.Poni con sicurezza l'assioma: capitalismo = proprieta' intellettuale = sistema di distribuzione vigente.Il tutto, mi pare, fondato su di una qualche "scienza economica" che e' una specie di catalogo di certezze, un po' come all'epoca del ballo Excelsior si confondeva la ricerca scientifica con il Manuale dell'Ingegnere. E il Progresso era li' che arrivava.Adesso il Miglior Mondo Possibile c'e' gia', e bisogna solo difenderlo...E se questa non e' ideologia (tu la chiami "fuffa"), allora e' Fede.Mi spiace, non ho la stoffa del Vero Credente
  • Anonimo scrive:
    Re: La verita' e' ke la gente nn vuol pa
    non è che la gente non vuol pagare, è che non vuole pagare troppo.certo che preferirei comprare un dvd originale a 5/6 euro anzichè averne una copia di minore qualità a 2 o 3 euro. potrei anche pagarne 8, per qualcosa che vale veramente. un cd con 2 o 3 brani inediti non deve costare come un cd di tutte canzoni nuove. e se sei amante della musica, la diversa qualità tra un originale e un cd fatto con gli mp3 la senti, eccome se la senti.i supermercati, anni fa, hanno preso il sopravvento sui piccoli negozi perchè guadagnavano meno su ogni singolo pezzo. il cliente spendeva meno ma loro avevano molti più clienti e quindi raggiungevano margini operativi sostanziosi, anche con ricavi minori sul singolo pezzo. la grosse case discografiche hanno strozzato le piccole con un sistema simile, forzando i negozianti e i distributori a vendere tutti i loro prodotti, se volevano vendere anche quelli di moda (che comunque sono loro a pilotare)e ora loro rischiano la stessa fine con internet.se non puoi battere un nemico, alleati ad esso. se vendessero i loro dischi via internet a prezzi irrisori (che sono per loro comunque un guadagno) non avrebbero tutti 'sti problemi.la gente è stufa di essere strangolata dalle multinazionali.
  • astroboy scrive:
    Re: Che cumulo di idiozie

    Cmq non c'è niente da stupirsi: il
    problema fondamentale del pianeta è
    che economia non la studia nessuno. Invece
    di tante materie inutili, andrebbe resa
    obbligatoria fin dalle medie. Almeno la
    gente capirebbe come funziona il mondo in
    cui vive e che gli fornisce il benessere che
    ha e la smetterebbe di scrivere panzane e di
    inventare teorie astrattepiccola lezione di economia....costo di un cd 30? al negoziocosto di un cd staricato da internet < 1 ?il signor Rossi cosa sceglie?
    Siamo in una fase in cui frange della
    popolazione stanno "suicidando" il
    capitalismo nella loro testa, senza volerlo,
    perchè non capiscono quello che
    fanno. Ed è grave che per ignoranza
    queste idee si diffondano sempre più
    nelle fasce giovani. Perchè o la
    prenderanno nei denti appena crescono e si
    troveranno nel mondo reale, soprattutto a
    lavorare, o il tutto collasserà,
    senza possibilità di alternative,
    visto che non ce n'è in giro al
    momento!speriamo!dicono che i periodi di decadenza siano quelli in cui ci si diverte (e si tromba) di più...
  • Anonimo scrive:
    Re: Che cumulo di idiozie
    - Scritto da: Ekleptical
    Siamo in una fase in cui frange della
    popolazione stanno "suicidando" il
    capitalismo nella loro testa, senza volerlo,Confondi il capitalismo con l'industria dei contenuti. Confondi la musica con la tecnologia e la medicina (queste due cose ci hanno dato il benessere, non il copyright, che al contrario rischia di ostacolare le medesime). In altre parole, confondi tutto, al solo scopo di promuovere la tua tesi secondo cui nell'industria dell'intrattenimento tutto va bene così, che non è vero che è un sistema produttivo e distributivo antiquato, che non è vero che si possono studiare sistemi alternativi. Insomma, tutto pur di non ammettere che le cose stanno cambiando, ed è proprio la tecnologia di cui sopra che le sta facendo cambiare.
    perchè non capiscono quello che
    fanno. Ed è grave che per ignoranza
    queste idee si diffondano sempre più
    nelle fasce giovani. Perchè o la
    prenderanno nei denti appena crescono e si
    troveranno nel mondo reale, soprattutto a
    lavorare, o il tutto collasserà,Se il "tutto" di cui parli è "l'industria" della musica (notare bene che pongo l'accento su "industria" e non "musica") allora che collassi pure. Questo modello non è indispensabile, anzi, l'industria dei contenuti come quella che sognano le major potrebbe rivelarsi gravemente lesiva per l'economia nel suo insieme, generando una sorta di bolla speculativa sul genere della new economy, perchè questa industria non produce nulla di tangibile e di prosaicamente utile, la musica è arte, è una ispirazione (incredibile, eh?) quindi bisogna stare attenti a non tirare troppo la corda, credendo di avere a che fare con un business qualsiasi come quello dell'automobile o dell'elettronica di consumo.Alberto
  • Anonimo scrive:
    Trasmissioni televisive
    E' reato condividere e/o scaricare trasmissioni televisive registrate ( no film) ?
    • Anonimo scrive:
      Re: Trasmissioni televisive
      Si.In questo caso il distributore è la rete televisiva, quindi registrando (copiando) dalla TV o scaricando gli episodi digitalizzati commetti cmq un reato.:
      Nime
  • Anonimo scrive:
    La verita' e' ke la gente nn vuol pagare
    Come dicevo in un altro post, internet puo' toglieredi mezzo le major, e tutta catena di distribuzione; e ilconsumatore puo' direttamente pagare l'autore, il soloche merita di essere pagato.E ogni autore dovrebbe decidere se distribuire lesue opere liberamente o meno. Se si, bene; se no,o la gente paga, oppure si indirizza verso prodottialternativi, a costo minore o a costo zero.Tutto questo considerando che comunque la culturadeve avere costi bassi, ma per i libri esistono le biblioteche,per i film esiste il noleggio, per i programmi esiste l'open source e non solo quello. Personalmente poi io sono anche disposto a fare donazioniagli autori, certi prodotti non ci crederete sono perfino contento di pagarli (alti livelli di FANatistimo..)Ma cio' che mi fa incavolare e' la gente che si inventa teorie assurde per un solo scopo: AVERE GRATIS il lavoro di altri!Se non lo volete pagare non compratelo! Sarebbe piu' dignitoso
  • Anonimo scrive:
    Re: indirizzo pezzo italiano
    Sul sito primearmi.altervista.org sono disponibili le versioni pdf e ps,impaginati con Latex, pronte per stampare.W la libera circolazione delle informazioni :)
  • Anonimo scrive:
    Re: Le Major hanno raggiunto lo scopo
    Per fortuna esistono ancora persone capaci di ragionare...non tutti la pensano come vorrebbero le major.Però è vero, i superficiali, i disimpegnati...troppa gente si beve (o gli fa comodo bere) le favole racontate dalle major...comincia anche tu a darti da fare per recuperare il possibile, fai controinformazione. Ogni persona che smetterà di credere alle major sarà una sconfitta per loro.
  • Anonimo scrive:
    Niente di nuovo da Ekleptical...
    Tutte le volte che esce un articolo che manda a monte le sue teorie, allora sono idiozie.Tutte le volte che una notizia apre uno spiraglio per il p2p, lui si affretta a fare un po' di terrorismo (per fortuna inutile) per cercare di controbilanciare.Niente di nuovo neanche oggi....
  • Anonimo scrive:
    Re: Articolo stupido

    per millenni in
    cui non si conoscevano le parole ci si
    riproduceva con la prima che passava"?buonaseeeeeeera
  • Anonimo scrive:
    Re: Che cumulo di idiozie
    complimenti, è una delle prime volte che leggo un titolo perfettamente aderente al contenuto.secondo te dovrei pagare qualcosa anche se racconto la trama di un film ad un amico che non l'ha visto ancora?creare programmi mi dà soddisfazione, la soddisfazione più grossa me la dà sapere che qualcuno usa il mio lavoro, ricevere le donazioni volontarie (molto più di quanto mi aspettassi all'inizio) può essere una soddisfazione, ma ridonare in beneficenza ciò che ricevo volontariamente da altri mi dà ancora più soddisfazione.uno sfruttamento commerciale delle mie idee mi farebbe sentire uno stupido capace di pensare a gettone
  • Anonimo scrive:
    Re: Che cumulo di idiozie
    Spiacente di scriverlo, perché spessoleggo i tuoi comenti e mi piacciono anche, ma secondo la mia umile oppinione, questa voltaun cumulo di cose con poco senso haiscritto tu.Ma hai veramente letto intero articolo in questione ?Pietro
  • Anonimo scrive:
    Re: Che cumulo di idiozie
    - Scritto da: Ekleptical
    ROTFL! Qualsiasi professore di economia di
    fronte a questa frase non può che
    sganasciare e pensare "quest'uomo non ha
    capito una fava di come funziona
    l'economia...almeno quella capitalista".
    E' praticamente una riformulazione quasi
    letterale di certe frasi di Marx. E non
    aggiungo altro...
    Beh...con il tuo tentativo di spiegazione hai reso chiaro a chi capisce qualcosa che tu ne capisci assolutamente 0
  • Anonimo scrive:
    Re: Articolo stupido
    - Scritto da: Anonimo
    Sono d'accordo sul fatto che scaricare
    qualche canzone ogni tanto può essere
    piacevole, e so che praticamente tutti lo
    facciamo, però questo articolo
    è un po' stupido secondo me.
    Se una cosa è di 200 anni fa
    dev'essere considerata antica e quindi non
    è più possibile farla? allora
    la legge sulla violenza sessuale, che
    PROBABILMENTE ha la stessa data, dev'essere
    cancellata perché "per millenni in
    cui non si conoscevano le parole ci si
    riproduceva con la prima che passava"?
    Ma che cavolata è questa???Tu intelligenza 0 eh? :)
  • TADsince1995 scrive:
    Re: Che cumulo di idiozie
    Caro Ekleptical,non condivido ma rispetto le opinioni altrui e di conseguenza anche le tue. Non sostengo che la pirateria online sia legittima o da difendere, solo che non tollero il concetto del "mancato guadagno"... Questi pazzi della RIAA, SIAE, FIMI e scagnozzi vari calcolano i danni in base al "mancato acquisto" da parte della gente degli mp3/divx che scaricano dalla rete. Sono fermamente convinti che se io scarico un mp3 se non avessi avuto possibilità di scaricarlo lo avrei comprato e questa è una cosa profondamente errata. Nei rari casi in cui ho scaricato un mp3 era una canzone che magari mi incuriosiva e che volevo ascoltare un paio di volte per poi cancellare. Non avrei MAI comprato quel singolo, mai. Mi spieghi come ho danneggiato le major e/o il mercato e/o l'economia?TAD
  • Anonimo scrive:
    Re: copiare in parte è rubare
    A parte che l'articolo 624 del CPP si applica solo al primo caso che citi... ma questa è un'altra storia, anche annosa direi...Personalmente credo che gli appassionati di musica siano persone normalissime, con uno stipendio normalissimo e una moralità normalissima che scaricano da internet per capire se vale la pena di distrarre 20 euri dal budget familiare per avere un'opera di questo o quell'artista. Personalmente ho comprato cd di perfetti sconosciuti dopo averne avuto per caso gli mp3. In più, volendo proprio fare dell'accademia, il "reato" non dovrebbe nemmeno essere lo scaricamento del brano. Se io fossi completamente sordo (chiedo perdono alle persone con questo problema che dovessero leggere il mio post, non intendo offenderle in nessun modo) e scaricassi musica che tipo di "furto" starei commettendo?Il fatto di non poter fruire dell'opera non conterebbe nulla agli occhi del detentore dei diritti d'autore?Ribadisco il mio pensiero, d'accordo per la difesa dei diritti di chi fa musica, ma assoluta contrarietà alla strumentalizzazione dei diritti d'autore e alla criminalizzazione totale del file sharing.I veri criminali si trovano in altre faccende affaccendati.Robbi
  • Anonimo scrive:
    Re: Che cumulo di idiozie
    Sono convinto che il capitalismo sia una cosa buona che crea sviluppo e benessere - purchè sia opportunamente regolamentato. Ma quello che sta succedendo nel mondo delle multinazionali dello spettacolo e dell'informazione non crea benessere: lo distrugge. Crea benessere un'industria che produce beni utili, servizi, energia... questi qui vogliono solo arricchirsi.
  • Ekleptical scrive:
    Re: Ma gli artisti dove sono?

    Ma loro fanno qualcosa per cambiare il
    sistema? Fanno pressione per rivoltare come
    un guanto quella societa' a delinquere di
    nome SIAE (dopo aver visto il servizio di
    Report mi viene il voltastomaco solo a
    nominarla), retta da regole e privilegi di
    Carlo Cudega?Sì, l'hanno fatto. Ci sono state le votazione alla SIAE, è cambiato il direttivo. Le vecchie politiche di divisione sono andate e il resto sta andando. Butta nel cesso quella trasmissione di Report: è scaduta, come uno yogurt vecchio di un anno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma gli artisti dove sono?
      sarebbe interessante vedera sta nuova politicadi spartizione............mandero una email a reporter per saperne di piu' a meno che tu se fai da gida e ci fai vedere il nuovo statuto......- Scritto da: Ekleptical

      Ma loro fanno qualcosa per cambiare il

      sistema? Fanno pressione per rivoltare
      come

      un guanto quella societa' a delinquere
      di

      nome SIAE (dopo aver visto il servizio
      di

      Report mi viene il voltastomaco solo a

      nominarla), retta da regole e privilegi
      di

      Carlo Cudega?

      Sì, l'hanno fatto. Ci sono state le
      votazione alla SIAE, è cambiato il
      direttivo. Le vecchie politiche di divisione
      sono andate e il resto sta andando. Butta
      nel cesso quella trasmissione di Report:
      è scaduta, come uno yogurt vecchio di
      un anno.
  • Anonimo scrive:
    Re: Che cumulo di idiozie
    Le copie per uso personale devono essere semprelibere e legali, senza alcun vincolo. Se un autorenon vuole che la sua opera venga copiata, chese la tenga per sè. Se vuole guadagnare ogni voltache la sua opera viene vista da qualcuno, invece dipubblicarla a mezzo stampa, salga su un palcoe la reciti in prima persona. Ogni volta.La condivisione di file fatta senza scopo dilucro/profitto deve essere equiparata alla copia per uso personale. Non è come distribuireopere tramite siti Web che possono lucrare sullapubblicità, o vendere cd masterizzati sulle bancarelle.Deve essere legale prestare copie ad altrepersone, sempre per uso personale e senza scopodi lucro/profitto.L'uso delle tecnologie p2p e simili deve esserelibero, perchè la libertà di comunicare è fondamentale.Invece:Deve essere illegale guadagnare approfittandodella creatività altrui. Tutte le attivitàcommerciali che utilizzano opere tutelate daldiritto d'autore devono corrispondere il dovuto.Conclusione:Combattere la pirateria vera. E lasciare inin pace la libera circolazione di cultura econoscenza.Raccomandazione: Andiamo sul sito di MUTE e doniamo qualche euroa chi sta lavorando per difenderci dall'ingerenzadelle industrie che vorrebbero controllarci. Cdrd
    • Ekleptical scrive:
      Re: Che cumulo di idiozie

      Andiamo sul sito di MUTE e doniamo qualche
      euro
      a chi sta lavorando per difenderci
      dall'ingerenza
      delle industrie che vorrebbero controllarci.Se se, altri poveri illusi (se aspettano le donazioni, come il tipo di BitTorrent).Cmq non c'è niente da stupirsi: il problema fondamentale del pianeta è che economia non la studia nessuno. Invece di tante materie inutili, andrebbe resa obbligatoria fin dalle medie. Almeno la gente capirebbe come funziona il mondo in cui vive e che gli fornisce il benessere che ha e la smetterebbe di scrivere panzane e di inventare teorie astratte che fanno male alla testa dei poveri fessi impreparati culturalmente che se le bevono.Siamo in una fase in cui frange della popolazione stanno "suicidando" il capitalismo nella loro testa, senza volerlo, perchè non capiscono quello che fanno. Ed è grave che per ignoranza queste idee si diffondano sempre più nelle fasce giovani. Perchè o la prenderanno nei denti appena crescono e si troveranno nel mondo reale, soprattutto a lavorare, o il tutto collasserà, senza possibilità di alternative, visto che non ce n'è in giro al momento!
  • Ekleptical scrive:
    Che cumulo di idiozie
    Alcune perle dell'articolo:"Ne consegue che la pratica di applicare un ricarico fisso su ogni copia, indipendentemente dal numero di copie distribuite, ha poco senso, in quanto il costo di produzione e distribuzione di un lavoro è essenzialmente fisso e non più collegato al numero di copie. Dal punto di vista della società, ogni dollaro in più speso oltre a quelli necessari (se ce ne sono) per far emergere un lavoro è in primo luogo uno spreco e costituisce un impedimento alla capacità del lavoro di diffondersi in base ai propri meriti."(dove il "per far emergere", dal contesto si intenda prezzo di vendita)ROTFL! Qualsiasi professore di economia di fronte a questa frase non può che sganasciare e pensare "quest'uomo non ha capito una fava di come funziona l'economia...almeno quella capitalista".E' praticamente una riformulazione quasi letterale di certe frasi di Marx. E non aggiungo altro..."si deve notare che quando i musei propongono una donazione volontaria la gente di solito paga."Forse in USA! Qua in Italia credo che il piatto rimanga clamorosamente vuoto! ...in effetti non conosco musei "a donazione"! Sarà un caso?Peraltro è smentito clamorosamente dai fatti. Stephen King, che voglio dire, è Stephen King, probabilmente l'autore più popolare del pianeta con il maggior numero di fan esistenti, ha provato praticamente questa stessa strada. Un fallimento totale! Non gli dava soldi nessuno!Prince ha provato una strada simile, creando album da vendere solo online dal suo sito.Fallimento idem come sopra.In poche parole: nel mondo reale, non in quello della fuffa, sono tutte ca**ate!Bello anche il "fondo di garanzia". Vorrei vederlo messo in pratica. Scommettiamo che nessuno raccoglie soldi a sufficienza? (ma manco alla lontana)Fantastico il riferimento al solito genio di Stallman e all'Open Source (genio perchè è il più astuto fra gli schiavisti della storia: pieno di gente che lavora per lui, sulle sue idee, sui suoi proggetti e lo fa pure gratis! e se ne vanta e ne è contenta!!! Marx gli fa una pippa).Un mondo, quello dell'Open Source, nel quale gli autori del software (e non chi lo sfrutta per i suoi serverini et similia) per il 99,9% non vedono una lira che è una!!E la chicchissima finale:"Copiare non è furto e non è pirateria. E? ciò che abbiamo fatto per millenni, fino all?invenzione del copyright"Giusto, salvo aggiungere un piccolo particolare, che è FONDAMENTALE. Ossia che quei milleni precedenti sono quelli pre-industriali, nei quali la gente moriva di fame! E no, NON è un caso per NIENTE!Forse v'è sfuggito, ma il capitalismo si basa sulla proprietà intellettuale. Toglietela e dite bye bye al capitalismo.L'autore, e chi concorda con lui, è liberissimo di tornare ai bei tempi antichi, se gli fa piacere. Io passo, grazie.Altra meravigiosa chicca appena colta, da antologia, la nota finale, alla quale il documento fa riferimento circa il sedicente sempre maggior ricorso alla pubblicazione di brani free (ca**ata micidiale!)."[8] Vedi ad esempio www.mp3.com. (Sebbene molte delle offerte sul sito siano nominalmente soggette a copyright, è più che altro un riflesso legale. Le tracce si intendono liberamente scaricabili, ascoltabili e condivisibili ? e questo è esattamente ciò che fa la gente.) "Infatti, vedetelo....ha chiuso! Altra dimostrazione che l'autore dell'articolo è un autore sì, ma esclusivamente di fuffa.==================================Modificato dall'autore il 02/04/2004 19.18.28
  • Anonimo scrive:
    Le Major hanno raggiunto lo scopo
    Cosa scrive l'autore di questo articolo? che l'industria ha lottato strenuamente e con tutti i mezzi per imporci il concetto mentale che copiare è uguale a rubare.Ebbene, basta leggere alcuni dei post di questo forum per rendersi conto che il loro lavoro ha funzionato: molti sono convinti di questo, e insistono nel sostenere questa tesi.Nessuno prova a fare la seguente ipotesi: come sarebbero andate le cose se il Governo inglese dell'epoca non avesse introdotto quella particolare forma di censura gestita da una corporazione?Attendo risposte. Cdrd
  • Anonimo scrive:
    Re: Copiare diverso da rubare
    - Scritto da: Anonimo
    Guarda che chi non ha capito il succo del
    discorso sei tu.
    Se gli autori potessero distribuire il loto
    materiale a poco prezzo senza l'intervento
    dei distributori ( internet potrebbe
    permetterlo ) ci sarebbe comunque una massa
    enorme di persone che quel prodotto lo
    copierebbero ( gratis ) da altri che lo
    hanno pagato ( ma poco ovviamente ).E' quello che succede anche adesso, ma le major non sono ridotte alla fame...
    Se non ci credi basta che vai a guardare la
    sorte toccata al tanto osannato mondo
    dell'open source.Si vediamo...
    Red Hat nella cacca totale se non arrivava
    IBM a pompargli soldi.Che vaccata.
    Mandrake nella cacca totale ( pur avendo
    letto una marea di forum dove degli ipocriti
    dichiaravano a migliaia di essere disposti a
    pagare ).Mandrake e' uscita dai problemi che aveva, direi che hai cannato l'esempio...
    Corel aveva incominciato a produrre software
    per linux e ha smesso per manzanza di
    profitti.In un'economia di mercato, e' giusto che i peggiori spariscano...
    Io te lo pagherei volentieri quel giorno (
    poco perchè non ci sono intermediari
    ), poi gli altri me li regali ( equivalente
    del fare una copia di un'opera ).Che equivalenza del cavolo... beh al livello del resto del tuo intervento, d'altra parte.
  • Anonimo scrive:
    Re: La Biclicletta è mia
    Ok. Allora io vengo da te e ti dico: "Mi piace la tua bicLicletta, sai che ti dico? Me ne faccio costruire una uguale".Anche questo è rubare?:-)
    • Ekleptical scrive:
      Re: La Biclicletta è mia

      Ok. Allora io vengo da te e ti dico: "Mi
      piace la tua bicLicletta, sai che ti dico?
      Me ne faccio costruire una uguale".
      Anche questo è rubare?Sì, se la bicicletta è coperta da brevetti.
      • Raxiel scrive:
        Re: La Biclicletta è mia
        E' un paragone totalmente sballato.Tutto il problema del parapiglia è proprio questo. Il fatto che per una canzone, un file o un testo riesco ad ottenere una copia para para esattamente uguale all'originale senza dover fare assolutamente nulla.Cosa che per la bicicletta non è fattibile... anche il farsene costruire una richiede manodopera e quindi soldi. Sarebbe giusto il paragone se te la facessi clonare, ma siccome simili apparecchiature non esistono (e a questo punto, spero che non le inventino) il problema non si pone.E' giusto che ci sia un organizzazione che protegga i diritti d'autore, ma è giusto che questo non faccia costare l'opera 3 volte in piu di quanto effettivamente prende l'artista, senno a questo punto è inutile.Condivido con Ekleptical quando dice che non gli autori di Open Source non prendono una lira, io stesso ne sono l'esempio. Ma per fortuna ci sono ancora persone che si accontentano di un grazie.
        • Anonimo scrive:
          Re: La Biclicletta è mia
          - Scritto da: Raxiel
          E' giusto che ci sia un organizzazione che
          protegga i diritti d'autore, ma è
          giusto che questo non faccia costare l'opera
          3 volte in piu di quanto effettivamente
          prende l'artista, senno a questo punto
          è inutile.E qui è il punto cruciale, che l'articolovoleva chiarire. E' giusto che ci sia un organizzazione che protegga i diritti d'autore, ma questa organizazzione non èRIAA né SIAE, e diritti d'autore non sonocopyright. Questa confusione l'hanno creatavolutamente le major e RIAA e SIAE.Copyright è diritto esclusivo di copiare la opera e distribuire le copie. (e guadagnare vendendo queste copie). E questo diritto e questo guadagno stannoproteggendo RIAA e SIAE. Di autori se nefregano beatamente. Ma perché dirlo così non suona bene, allora ci fanno credere,che loro prottegono i poveri autori.Chi, dopo aver letto l'articolo non ha capito questa verità nuda e cruda, può anche continuare discuttere se è lecito copiare le opere protette dal (C)-dirittodi copiare, ma io penso, che sarebbe una discussione inutile.Buona giornata a voi.Pietro
  • Anonimo scrive:
    titolo appropriato al contenuto

    Copiare e' rubare, mi spiace per voi ma se
    l'opera e' coperta da coppyright vuol dire
    rubare.Copiare non è rubare, tanto è vero che le leggi attuali consentono la copia in determinate circostanze (copia privata, citazione, ecc.), mentre non consentono mai il furto.
    Tutto il resto sono solo parole per
    autoconvincersi che non si commette nessun
    atto illecito.Scaricare musica e film protetti da copyright è un illecito in alcuni casi, te ne do atto.Ma è moralmente molto peggio usare il copyright CONTRO gli autori (ad esempio mixare musiche famose ottenendo un nuovo prodotto non è consentito senza il consenso dell'autore originale, e al limite neppure usare fotografie di un giornale per fare un collage lo è), CONTRO la cultura (alcuni libri non possono essere pubblicati perchè chi ne detiene i diritti di pubblicazione è irrintracciabile), CONTRO il libero scambio delle idee.Ti faccio un esempio: la mia copia personale di "The Phantom Edit", montaggio non autorizzato di "Star Wars - The Phantom Menace", è un furto? Oppure è un modo per preservare un'opera d'arte che non può essere scambiata se non tra amici?Altro esempio: il film "Signore e signori", insuperabile capolavoro della commedia all'italiana di Pietro Germi (che con quel film ha conquistato il Gran Premio della giuria a Cannes), non è più possibile guardarlo perchè non è stato pubblicato in VHS o DVD, e del distributore (la Dear Fox) si sono perse le tracce. Se nel 1975, quando l'ho visto in TV, avessi avuto il videoregistratore e ne avessi fatto una copia, sarei nel giusto a ripparlo in DivX e distribuirlo io? E se ce ne fosse la possibilità, sarei un ladro se lo scaricassi da eDonkey?
  • Anonimo scrive:
    La Biclicletta è mia

    Essi sono riusciti a sostituire i termini caricati pirateria e furto al più preciso copia: come se non ci fosse differenza tra rubare la tua bicicletta (adesso tu non hai più la bicicletta) e copiare la tua canzone (adesso tutti e due abbiamo la canzone). Se io voglio prendere/usare la tua bicicletta te la devo chiedere, altrimenti, prendere e basta, è rubare.Io vengo da te e ti chiedo di usare la tua bicicletta, tu mi dici 'ok ecco la mia bici'; oppure mi dici 'ecco la mia bici, tu che mi dai in cambio?'; ovvero ancora mi dici: la bici mi serve a me e non te la posso dare, sorry...'Altrimenti è rubare.
  • Anonimo scrive:
    Re: ERRORE
    Rileggi l'articolo, oppure sostituisci il termine rubare con uno corretto... :(
    • Anonimo scrive:
      Re: ERRORE
      - Scritto da: Anonimo
      Rileggi l'articolo, oppure sostituisci il
      termine rubare con uno corretto... :(Ho riletto, allora mi tocca sostituire il termire rubare con fregare da parte dei soliti scrocconi.
      • warrior666 scrive:
        Re: ERRORE
        Insomma qui chi copia la roba è visto come uno scroccone, ok, però alla fine è anche uno che non può permettersela se no che senso avrebbe rischiare, avere una qualita inferiore etc? E' il copyright ad essere una cosa troppo pesante.In fin dei conti se uno non fa successo copyright o meno è costretto ad arrangiarsi in qualche altro modo e viceversa anche se qualcuno gli frega parte dei suoi guadagni non può certo lamentarsi di passarsela male..Poi è anche vero che se uno non paga perchè lo dovrebbero fare gl'altri? Però come si ricordava nell'articolo non servono molti investimenti per lo più per creare un'opera d'arte e ormai i costi di distribuzione di una volta non hanno più senso di esistere così come i loro prezzi..
      • Anonimo scrive:
        Re: ERRORE
        - Scritto da: Anonimo


        - Scritto da: Anonimo

        Rileggi l'articolo, oppure sostituisci
        il

        termine rubare con uno corretto... :(

        Ho riletto, allora mi tocca sostituire il
        termire rubare con fregare da parte dei
        soliti scrocconi.Leggiti anche qualche testo giuridico,ti farà bene: parli di rubare e poi di illecito,che è una contraddizione in termini enorme(se è illecito non è reato e quindi non è furto).
  • Anonimo scrive:
    ERRORE
    Copiare e' rubare, mi spiace per voi ma se l'opera e' coperta da coppyright vuol dire rubare.Tutto il resto sono solo parole per autoconvincersi che non si commette nessun atto illecito.
  • Anonimo scrive:
    Re: Dovrebbero decidere gli autori
    Probabilmente è quello che accadrà nel breve termine (5-10 anni), ma a lungo termine è chiaro che l'articolo a ragione al 100%.Chi si farà pagare il prodotto in se attingerà ad un mercato sempre più ristretto, chi invece punterà tutto su concerti e simili attingerà ad un pubblico decisamente più vasto (per la musica, i concerti, altre forme di introito nasceranno per libri e cinema).Alla lunga il diritto d'autore è destinato a morire, ha fatto il suo tempo.
    • Ataru73 scrive:
      Re: Dovrebbero decidere gli autori
      - Scritto da: Anonimo
      Alla lunga il diritto d'autore è
      destinato a morire, ha fatto il suo tempo.Il problema non è tanto il diritto d'autore che, IMHO, è sacrosanto (se decido di farmi pagare per un'opera che ho creato io e trovo persone disposte a comprarla non ci vedo nulla di male): è il copyright. Quello che non funziona è che qualcuno possa decidere se, dove e come distribuire il lavoro degli autori, addirittura prevaricando gli autori stessi.Per assurdo, una volta che l'autore ha trasferito il copyright alla RIA di turno non è più libero di disporre della sua opera come crede... non è nemmeno libero di fare esecuzioni della sua opera senza il permesso del distributore.E' questo che deve venire cambiato.
  • Anonimo scrive:
    Dovrebbero decidere gli autori
    Internet puo' togliere di mezzo i distributori:e gli autori dovrebbero decidere se farsi pagare o meno.I consumatori da parte loro possono decidere se pagareo indirizzarsi verso musica/film/programmi free.
  • XavierX scrive:
    Ma gli artisti dove sono?
    Ma gli artisti, in particolari i musicisti, dove sono?Chi si lamenta dei mancati proventi, chi dice di essere a favore del p2p in toto, chi solo se non a fine di lucro... Ma loro fanno qualcosa per cambiare il sistema? Fanno pressione per rivoltare come un guanto quella societa' a delinquere di nome SIAE (dopo aver visto il servizio di Report mi viene il voltastomaco solo a nominarla), retta da regole e privilegi di Carlo Cudega?E' il solito discorso: in fondo hanno dei bei privilegi e se li tengono stretti. Altro che artisti...
  • Anonimo scrive:
    Re: copiare in parte è rubare
    L'artista, se non entra nel giro delle multinazionali dell'intrattenimento/discografiche muore di fame comunque.L'artista che diffonde le sue canzoni sui sistemi p2p, se è bravo, diventa ricco. Se l'artista non sa suonare/cantare e diventa famoso solo perchè entra nel giro sopra descritto ci fregherebbe solo i soldi qualora comprassimo un suo cd (per non parlare del fatto che andrebbe ad aggiungersi alla luuuuuuuuuuuunga schiera di pseudo-artisti che sono sulla vetta solo grazie a marketing e spinte e non certo per le loro qualità ...). Se l'artista è bravo e con il p2p riesce a farsi conoscere e diventa ricco, sicuramente troverà molte persone che poi compreranno i suoi cd e andranno ai suoi concerti.E tutto questo è un bene.
  • Anonimo scrive:
    Re: Copiare diverso da rubare
    Guarda che chi non ha capito il succo del discorso sei tu.Se gli autori potessero distribuire il loto materiale a poco prezzo senza l'intervento dei distributori ( internet potrebbe permetterlo ) ci sarebbe comunque una massa enorme di persone che quel prodotto lo copierebbero ( gratis ) da altri che lo hanno pagato ( ma poco ovviamente ).Per cui all'autore di cui sopra resterebbe ben poco.Se non ci credi basta che vai a guardare la sorte toccata al tanto osannato mondo dell'open source.Red Hat nella cacca totale se non arrivava IBM a pompargli soldi.Mandrake nella cacca totale ( pur avendo letto una marea di forum dove degli ipocriti dichiaravano a migliaia di essere disposti a pagare ).Corel aveva incominciato a produrre software per linux e ha smesso per manzanza di profitti.La realtà è che alla gente di pagare non gli frega un tubo ( la massa intendo magari tu no- e neanche io se è per quello) se una cosa la può avere gratis.Ripeto ...scendiamo dal pero dell'utopia.Per quanto riguarda i libri di storia sarà meglio che ti aggiorni leggendone di migliori.Tanto per farti un esempio Leonardo ( mica uno da nulla no??) è stato in vari periodi a servizio di signori feudali.Talmente interessati al suo genio che al posto di ospitarlo solo per autocelebrarsi ( come sostieni tu avallato dai tuoi studi) gli imponevano la realizzazione pratica di macchine da guerra con la minaccia ( mooolto velata ) di mandarlo fuori dalle balle.Ti saluto, e ti faccio una proposta.Se veramante , nel tuo intimo, pensi realmente quello che dici perchè non vieni a lavorare un giorno da me.Io te lo pagherei volentieri quel giorno ( poco perchè non ci sono intermediari ), poi gli altri me li regali ( equivalente del fare una copia di un'opera ).In questa maniera io potrei grattarmi le balle e magari divento un autore di opere.Ciaoooo
  • Anonimo scrive:
    Re: Copiare diverso da rubare
    Premessa: non sono quello di prima- Scritto da: Anonimo
    Vai a leggerti dei libri di storia un po'
    seri.Vista l'idiozia che hai scritto sotto, fallo anche tu, va.
    che possono essere benissimo paragonati alle
    major attuali.No. Non lo possono essere. Le major hanno lo scopo di ottenere *profitto*, i mecenati dovevano *autocelebrarsi* a scopo "pubblicitario".
    Il mondo è sempre uguale , nessuno fa
    nulla per nulla.Seee, e non ci sono più le mezze stagioni e quando c'era lui, eccetera.Il mondo dei servi della gleba che dovevano dare buona parte del suo raccolto ai nobili, il resto alla Chiesa e mangiare le briciole era ben diverso da quello creato dai giacobini dopo la Rivoluzione Francese. Anche il concetto di proprietà era ben diverso.
    Tu mica ti alzi alla mattina e
    simpaticamente vai a lavorare dicendo al tuo
    capo " guarda oggi non avevo un tubo da fare
    per cui lavorerò tutto il giorno per
    farti guadagnare dei soldi, non preoccuparti
    di pagarmi a fine mese perchè io sono
    un benefattore e lavoro gratis".Evidentemente non hai capito nulla né dell'articolo né tantomeno del commento di cui sopra.Mi spieghi perché un'artista deve vendere a bassissimo costo i suoi diritti di sfruttamento commerciale ad un impresa di avvoltoi e accettare una royalty di 1 euro per ogni 20 guadagnati dai necrofagi di cui sopra?Ma tra tutti i produttori della cosiddetta proprietà intellettuale solo (alcuni) programmatori hanno capito che il copyright è una presa per i fondelli?
    Scendere dal pero ed essere umili prego.
  • Anonimo scrive:
    Re: In parte sì e in parte no
    - Scritto da: Anonimo
    é sbagliato dire che il copyright
    esiste solo per finanziare i distributori di
    opere. Probabilmente è nato con
    quell'intento, ma ora si è sviluppata
    una cultura che prevede il sostegno
    economico all'artista.ma è anche vero il contrario, se un'artista vuole distribuire le sue opere liberamente non può, serve il bollino siae per forza... Non può tentare di guadagnare da solo ma deve passare per l'editore
  • Anonimo scrive:
    Re: copiare in parte è rubare
    sono d'accordo con te, infatti l'errore secondo me sta proprio in questa frase:
    Poi non ne vende più perchè tutti quelli che erano interessati
    a comprarlo lo copiano dall'unica persona che ce l'aveva
    originale.Se i prezzi fossero più ragionevoli dubito molto che uno si metta li a cercare, scaricare, masterizzare, stampare la copertina, ecc. per avere la sua copia quando può prenderla già pronta...Potendo però scaricarlo puoi farti una idea di cose che non conosci prima di acquistarle
  • Anonimo scrive:
    Re: Copiare diverso da rubare
    Vai a leggerti dei libri di storia un po' seri.Beethoven e Mozart e molti altri erano celeberrimi (alcuni in realtà lo sono diventati secoli dopo ) però dovevano ottemperare a degli impegni anche loro.Sempre non dovessero dare il c...o ( non metaforicamente ) ai loro mecenati ( se non sai cos'è cercatelo sul vocabolario ) che possono essere benissimo paragonati alle major attuali.Il mondo è sempre uguale , nessuno fa nulla per nulla.Tu mica ti alzi alla mattina e simpaticamente vai a lavorare dicendo al tuo capo " guarda oggi non avevo un tubo da fare per cui lavorerò tutto il giorno per farti guadagnare dei soldi, non preoccuparti di pagarmi a fine mese perchè io sono un benefattore e lavoro gratis".Scendere dal pero ed essere umili prego.
  • Anonimo scrive:
    Re: Articolo stupido
    si vede che non lo hai letto tutto.Studia!
  • Anonimo scrive:
    Re: copiare in parte è rubare
    Pensa ai Gem Boy: la gente scarica le loro canzoni da internet e poi va a vedere i loro concerti, ma finchè i gestori dei locali in cui i GB suonano dovranno dare tutti gli incassi alla SIAE è ovvio che i GB non potranno campare solo di musica. Chi è in questo caso a ostacolare il musicista? Il P2P o la più grande cosca italiana?
  • Anonimo scrive:
    Re: Articolo stupido
    Se il mondo intorno cambia non vedo perchè anche le leggi non dovrebbero cambiare per migliorare, anche la siae fondata nel 41 (se non sbaglio) dovrebbe essere cambiata per portarla al passo con i tempi e per far recuperare il suo ruolo nei confronti degli autori e non sembrare un mezzo unicamente per fare cassa...
  • picdp scrive:
    l'autore dell'articolo ha un dono
    è riuscito a sintetizzare in poche righe tutto quello che c'è da dire.poi chiamarlo diritto d'autore anzichè abuso di editore è un'altra cosa
  • allanon scrive:
    Commento stupido
    nel tuo commento paragoni stupro e copia, non vedo davvero il nesso.Lo scenario proposo dall'articolo è invece molto realistico, sicuramente più verosimile al mondo favoleggiato dalle major, in cui in nome del diritto dautore dovranno esistere solo strumenti che controllino ogni mia mossa, pur di evitare che si commetta uno pseudo-reato.==================================Modificato dall'autore il 02/04/2004 13.13.50
  • Anonimo scrive:
    Re: Articolo stupido

    Se una cosa è di 200 anni fa
    dev'essere considerata antica e quindi non
    è più possibile farla? la tendenza a non considerare il contesto e' piuttosto diffusa di questi tempiovvio che "non uccidere" e' un comandamento valido 3000 anni fa come oggi.E' una norma di civiltaMa in fatto di tecnologie e di diritto d'autore, una legge di 200 anni fa probabilmente oggi e' da rivederenon si puo' certamente portare nel digitale para para la legislazione che si applica alle opere "materiali"ovviamente i principi restano validi sono da aggiornare nella loro applicazione
    • rosco44 scrive:
      Re: Articolo stupido
      oltre a non condividere la definizione di "stupido", gratuitamente affibbiato ad un articolo che ha dato un'informazione che sicuramente molti non possedevano, io aggiungerei qualcosa in più:Fermo restando quanto affermato da Fogel, e cioé che il copyright è nato come metodo di controllo (=censura) da parte del Potere su ciò che veniva pubblicato, il problema di fondo è come remunerare adeguatamente gli artisti.Un moderno concetto di copyright dovrebbe solo prevedere, a mio parere, che il nome dell'autore resti indissolubilmente legato con la sua opera per SEMPRE. Poi è lo stesso artista che deve decidere come far conoscere la propria opera.I maggiori costi di pubblicazione di un libro, ad esempio, sono legati alla distribuzione ed essa è necessaria per far conoscere l'esistenza stessa del libro. Ma, al giorno d'oggi è ancora vero che questa possa/debba essere l'unica maniera di far conosce la propria opera?Grazie ad Internet esistono decine di migliaia di Forum più o meno specifici che trattano gli argomenti più disparati su cui qualunque artista potrebbe postare piccoli pezzi della sua opera per farla conoscere ai probabili interessati per poi venderla per intero dal suo sito.Ovviamente il basso costo dell'opera intera, a causa della totale assenza di costi aggiuntivi impropri, invoglierebbe chiunque a pagare il giusto prezzo. Aggiungo che rilasciando l'opera sotto la GPL/LGPL garantirebbe all'autore che altri non potrebbero mai appropriarsi del suo lavoro.Basterebbe fare mente locale a quanti, pur potendo liberamente copiare un'intera distribuzione GNU/Linux , preferiscono comprarla perché ritengono importante collaborare almeno economicamente al progredira della tecnologia informatica.Naturalmente siete tutti liberi di pensarla come Vi parerosco44 ==================================Modificato dall'autore il 02/04/2004 13.40.31
  • Anonimo scrive:
    Articolo stupido
    Sono d'accordo sul fatto che scaricare qualche canzone ogni tanto può essere piacevole, e so che praticamente tutti lo facciamo, però questo articolo è un po' stupido secondo me.Se una cosa è di 200 anni fa dev'essere considerata antica e quindi non è più possibile farla? allora la legge sulla violenza sessuale, che PROBABILMENTE ha la stessa data, dev'essere cancellata perché "per millenni in cui non si conoscevano le parole ci si riproduceva con la prima che passava"?Ma che cavolata è questa???
  • Anonimo scrive:
    Re: copiare in parte è rubare
    - Scritto da: Anonimo
    basti un esempio:
    Caso 1:
    arriva un ladro nel magazzino e gli ruba
    tutte le copie.

    Caso 2:
    Poi non ne vende più
    perchè tutti quelli che erano
    interessati a comprarlo lo copiano

    Cosa cambia nei due casi? quasi nulla, Se e` cosi` mi chiedo come mai tutti i negozi di dischi non abbianochiuso i battenti dato che il caso 2 e` perfettamente applicabile gia` oggi a pressoche` tutti i prodotti in vendita (che troviamo tranquillamente sui sistemi di sharing)Se il caso 1 fosse altrettando applicabile (tutti i negoziregolarmente e quotidianamente svaligiati) non credo vi sarebbero dubbi sul fallimento istantaneo di tali imprese.L'importo del giro d'affari legato alla vendita di dischi corrisponde pertanto precisamente a quel 'quasi nulla'di cui si parlava
  • allanon scrive:
    Finalmente un articolo che parla chiaro
    Come da soggetto, l'unica giustificazione che do alle major è che Roma non è stata fatta in un giorno. Il mondo sta cambiando, e anche velocemente, se il copyright ci ha messo un secolo a nascere non pretendo che muoia in un giorno, ma con i ritmi attuali di sviluppo deve avere ancora pochi anni di vita, oppure diventerà una inutile palla al piede dei paesi che si ostineranno a sostenerlo.Pensiamo alla matematica, da sempre è fatta di dimostazioni costruite su altre dimostazioni. Se qualcuno avesse brevettato la radice quadrata quanti anni avrebbero dovuto attendere le altre dimostazioni per poter utilizzare questo principio matematico basilare? Pitagora aveva davvero bisogno di incassare i diritti sulla sua scoperta per evitare che i suoi alievi la utilizzasero in altre applicazioni senza dargli il giusto compenso, costringendolo così alla fame?Il copyright è chiaramente un invenzione recente, ha anche avuto la sua utilità, ma ha indubbiamente fatto il suo tempo. In un mondo in cui la tecnologia è diventata un pilasto portante della società rendere inutilizzabili precedenti risultati precedenti, anche per un tempo abbastanza limitato, significa mettere un inutile fardello alla crescita. I paesi che saranno in grado di adeguarsi più velocemente al nuovo sistema avranno indubbiamente una crescita più veloce, sia culturale che tecnica. Tutti quelli che invece si ostineranno ad utilizzare vecchi modelli soccomberanno a causa della loro stessa miopia, a lungo andare è inevitabile.
  • Anonimo scrive:
    Re: In parte sì e in parte ... pure

    é sbagliato dire che il copyright
    esiste solo per finanziare i distributori di
    opere. Probabilmente è nato con
    quell'intento, ma ora si è sviluppata
    una cultura che prevede il sostegno
    economico all'artista.Stai parlando delle ultime scoperte su Marte?Perchè qui da noi non mi sembra proprio. Lamaggior parte degli artisti che conosco sisostiene economicamente facendo altri mestieri!
    é vero che una
    volta non esisteva il copyright, ma è
    anche vero che un tempo non c'era un
    interesse per l'arte così sviluppato
    e generalizzato, vi era semplicemente il
    supporto di chi era disposto a sovvenzionare
    gli artisti (la figura del mecenate).E' vero il contrario: nel Rinascimento, per fareun esempio, l'interesse per l'arte era talmentesviluppato e generalizzato che i politici deltempo usavano l'arte e gli artisti per ottenereil consenso a governare. Quello che mancavaallora era il concetto di mercificazionedell'arte, o meglio la sua monetizzazione.Ma anche adesso le opere dei grandi pittorivalgono tantissimo solo dopo che l'autore èmorto - solitamente in miseria.
    Gli artisti che non raggiungevano questo
    "target" quasi sempre morivano squattrinati
    e anche abbastanza presto.Dopo l'avvento del copyright, gli artisti chenon riescono a farsi conoscere, ovvero quelliche non concludono un accordo con un editore,muoiono squattrinati.
    é però vero che tra ieri e
    oggi c'è una differenza mostruosa,
    tale che molti artisti, da squattrinati che
    erano si sono trasformati in divinità
    multimiliardarie, il che non è
    moralmente inaccettabile.Quando Papa Giulio II commissionò a Michelangelol'affresco della Cappella Sistina, fonti dell'epocasi lamentarono per i compensi multimiliardari chel'artista aveva ottenuto per il lavoro. Di quale"ieri" stai parlando?
    L'idea di questo articolo è che la
    distribuzione a costo quasi zero può
    permettere l'abolizione del copyright.
    Secondo me questo è un concetto
    sbagliato, perchè riflette in maniera
    eccessiva i recenti disagi nell'acquisto dei
    beni, che hanno comportato una
    criminalizzazione del copyright.
    In realtà , per il bene dell'arte,
    qualunque essa sia, è bene che il
    supporto agi artisti resti, perchè
    è il miglior modo per stimolare la
    dedizione ad un mestiere.Ma l'articolo spiega proprio che il copyright nonserve a supportare gli autori, ma GLI EDITORI. Miviene un dubbio: lo hai letto?
    Del resto, siccome gli artisti di qualcosa
    devono pur campare, l'unica alternativa ad
    un supporto economico derivante dalle
    vendite sarebbe un sovvenzionamento statale,
    ma questo sappiamo bene che è inaccettabile
    per i criteri di indipendenza e meritocrazia.Lo stato italiano passa una pensione agliartisti italiani in miseria; il DL Urbani verteprincipalmente nell'erogazione di sostegni distato al cinema; la maggior parte dei teatriitaliani, senza le sovvenzioni statali, nonpotrebbero rimanere aperti; persino la SIAE,che dovrebbe in teoria servire da esattoreper conto degli autori, usa parte dei proventiper remunerare gli esecutori di musica classicainvece che darli agli autori a cui spetterebbe.(ma una cosa l'hai scritta giusta: questesovvenzioni non esaltano di certo indipendenzae merito degli artisti sovvenzionati. Un esempioper tutti: la maggior parte dei film che hannogoduto negli ultimi anni delle sovvenzioni distato non sono neppure arrivati nelle sale, ela maggior parte di quelli arrivati nelle salenon vi sono rimasti abbastanza neppure percoprire le spese di distribuzione ...)
    In sostanza si è giunti ad un momento
    storico in cui è giusta una revisione
    del sistema, ma non è giusta la
    criminalizzazione del sistema stesso. Il
    concetto di copyright è stato
    danneggiato dall'atteggiamento chiuso e
    conservatore delle major, che invece
    dovrebbero aprirsi ad un nuovo modello di
    business (stile iTunes) sullo stile del
    prodotto "on-demand".Perchè complicarsi la vita in questo modo?Perchè semplicemente non si dice: aboliamoil copyright e la figura dell'editorelicenziatario in esclusiva di un pezzo dicultura?Le idee non sono beni materiali: se ioprendo la tua bicicletta, io ho la biciclettae tu no; ma se io suono la tua musica siamoin due ad avere la tua musica, se scarico iltuo libro siamo in due ad avere il tuo libro.Il fatto che fino a dieci anni fa un autoreera praticamente obbligato a servirsi di uneditore per distribuire le proprie creazioni,non vuol dire che oggi debba essere costrettoa farlo dalla legge, legge che oggi consegnaper 70 anni ad un editore il diritto esclusivo di far conoscere o non conoscere almondo le opere di un autore, condannandoall'oblio buona parte della produzioneartistica contemporanea.
  • Anonimo scrive:
    Re: Multinazionali e copyright
    - Scritto da: Orsogrigio
    Io sono convinto (e mi piacerebbe un
    contraddittorio) che la battaglia odierna
    sui diritti d'autore ne nasconda una ben
    più importante:
    a governare sono (e saranno) i governi
    democraticamenti eletti o le multinazionali
    del profitto?

    Datemi del visionario (se ci tenete) ma
    pensateci !Che cavolo di domanda, le multinazionali del profitto!I governi democratici sono solamente delle facciate per giustificare l'operato delle multinazionali. E questo ormai da anni.La prova è che con la Cina si riesce a fare profitto e si stanno aprendo dei grandi e nuovi strabilianti mercati. La maggior parte dei prodotti sono "Made in China", e la cosa funziona benissimo.Chi ci guadagna? Le multinazionali.I governi democratici stanno a guardare. Il fatto che la Cina non sia democratica non disturba nessuno purchè si possa fare profitto.La Corea del Nord invece non va bene. Infatti non si apre al commercio multinazionale, e lo stesso vale per Cuba.I principi democratici sono da decenni relegati al secondo posto rispetto al profitto.
    • Anonimo scrive:
      Re: Multinazionali e copyright

      I principi democratici sono da decenni relegati
      al secondo posto rispetto al profitto.e questo per te è ok ?
  • Anonimo scrive:
    Re: copiare in parte è rubare
    - Scritto da: Anonimo
    basti un esempio:
    Caso 1:
    un artista produce 1000 copie di un cd, con
    le quali spera di campare, perchè non
    ha soldi. Il giorno prima di lanciare il suo
    cd, arriva un ladro nel magazzino e gli ruba
    tutte le copie. L'artista non si può
    pemettere di incidere altri cd e muore di
    fame.Povero artista vittima della criminalita'.
    Caso 2:
    un artista produce 1000 copie di un cd, con
    le quali spera di campare, perchè non
    ha soldi. Il primo giorno vende uno dei
    mille cd. Poi non ne vende più
    perchè tutti quelli che erano
    interessati a comprarlo lo copiano
    dall'unica persona che ce l'aveva originale.
    L'artista non ha comunque di che campare e
    muore di fame.Caso 2. bisa) Tutti quelli che hanno copiato il brano decidono che fa schifo e lo cancellano: l'artista fa bene a morire di fameb) Tutti quelli che hanno copiato il brano (o anche gran parte di essi), hanno apprezzato il brano, e allora cominciano a fondare dei fan-club dell'artista che era sconosciuto fino al giorno prima, la stampa ne parla, lo invitano alle trasmissioni, gli chiedono quando comincia il tour, intanto gli altri 999 CD esistenti diventano introvabili, i collezionisti li pagherebbero a peso d'oro, l'artista fa il suo primo concerto e fa il pieno...

    Cosa cambia nei due casi? quasi nulla, il
    danno all'artista dal furto o dalla copia
    è uguale. Poco importa se con il suo
    cd l'umanità si è arricchita
    di cultura. Invece cambia: se effettivamente l'umanita' si e' arricchita di cultura, indirettamente l'artista si e' arricchito nel portafogli.Se invece l'umanita' non si e' arricchita, avremo un buffone di meno.
    Intanto quell'artista è
    morto di fame, e se a qualche altro
    poveraccio verrà in mente di seguire
    la sua strada saprà già che
    fine farà.Poverino. Tu devi proprio aver sofferto la fame...
    Ora la situazione attuale è ben
    diversa, però passare da un eccesso
    all'altro non va bene. Legalizzare la copia
    di un prodotto è ingiusto e potrebbe
    avere ripercussioni orribili sulla nostra
    società. Alla fine ci si troverebbe
    liberi di poter copiare qualsiasi cosa, ma
    non ci sarebbe più nulla da copiare!
    Al contrario, ristabilire un giusto rapporto
    produttore-consumatore, sgonfiando i prezzi
    troppo gonfi del giorno d'oggi è un
    dovere morale di chi governa e di chi
    gestisce questa situazione.I prezzi devono tornare a rappresentare il giusto valore delle cose, quello si, ma non dimentichiamoci che senza la copia, oggi non avremmo 3000 anni di cultura occidentale, che gli amanuensi ci hanno tramandato copiando manoscritti sempre a mano...La storia insegna che la copia diffonde la cultura.Non sara' un Urbani qualunque o quattro speculatori delle major a sovvertire questo principio sacrosanto.L'uomo si e' evoluto dagli altri primati quando ha imparato a copiare, non dimentichiamocelo.
  • Orsogrigio scrive:
    Multinazionali e copyright
    Io sono convinto (e mi piacerebbe un contraddittorio) che la battaglia odierna sui diritti d'autore ne nasconda una ben più importante:a governare sono (e saranno) i governi democraticamenti eletti o le multinazionali del profitto?Datemi del visionario (se ci tenete) ma pensateci !
  • Anonimo scrive:
    Re: copiare in parte è rubare
    - Scritto da: Anonimo
    Al contrario, ristabilire un giusto rapporto
    produttore-consumatore, sgonfiando i prezzi
    troppo gonfi del giorno d'oggi è un
    dovere morale di chi governa e di chi
    gestisce questa situazione.Sono d'accordo.proprio ieri avevo in mano un giornale su cui, nell'ultima pagina, c'erano delle strabilianti offerte di cd vecchi ma pur sempre bellissimi come dire straits, pink floyd, etc etc,I prezzi erano veramente allettanti tipo 6 cd 30?, dentro di me mi sono chiesto: " ma che razza di offerta è questa, dove è la fregatura??" Ero li li per spedire l'ordine quando in piccolo le ggo "covers"....vaffa....erano dei remake fatti da artisti sconosciuti. Se i cd originali costassero così, che senso ha scaricarli da internet? Mi posso scaricare gli mp3 dell'album che mi interessa come ascolto preliminare, ma comunque, a quel prezzo, CORMPREREI L'ORIGINALE!!! Non venitemi a dire che stampare un cd costa caro, con delle tirature industriali, al giorno d'oggi costa solo pochi centesimi!!!.E avete presente cosa prende un'artista in italia x ogni copia venduta di un brano??? Sei ti va bene1?...!!!!Tutto il resto sono royalities... Per questo che non compro + cd originali ( tranne che in rarissimi casi), non ho voglia di ingrassare quei marcioni della siae e delle lobbie discografiche!!!!!bazt!
    • Anonimo scrive:
      Re: copiare in parte è rubare
      - Scritto da: Anonimo

      [snip]
      I prezzi erano veramente allettanti tipo 6
      cd 30?, dentro di me mi sono chiesto: " ma
      che razza di offerta è questa, dove
      è la fregatura??" ... A natale come tutti gli anni, ho fatto un giro in finlandia ... cara come sempre per moltiarticoli .... ma!meraviglia :oscopro che CD / VHS / DVD anche di artistifamosi ma ormai vecchiotti (~3/5 anni) oppureopere di scarso successo vengono vendutea 1?/5?, le compilation di roba strana (musicaceltica, latino americana, disco dell'anno primaecc...) arrivano ad un massimo di 3?, 5? per quellicon doppio CDCia'Ni
  • soulista scrive:
    Re: copiare in parte è rubare

    un artista produce 1000 copie di un cd, con
    le quali spera di campareun vero artista crea per comunicare, non per "campare"
  • Anonimo scrive:
    copiare in parte è rubare
    basti un esempio:Caso 1:un artista produce 1000 copie di un cd, con le quali spera di campare, perchè non ha soldi. Il giorno prima di lanciare il suo cd, arriva un ladro nel magazzino e gli ruba tutte le copie. L'artista non si può pemettere di incidere altri cd e muore di fame.Caso 2:un artista produce 1000 copie di un cd, con le quali spera di campare, perchè non ha soldi. Il primo giorno vende uno dei mille cd. Poi non ne vende più perchè tutti quelli che erano interessati a comprarlo lo copiano dall'unica persona che ce l'aveva originale.L'artista non ha comunque di che campare e muore di fame.Cosa cambia nei due casi? quasi nulla, il danno all'artista dal furto o dalla copia è uguale. Poco importa se con il suo cd l'umanità si è arricchita di cultura. Intanto quell'artista è morto di fame, e se a qualche altro poveraccio verrà in mente di seguire la sua strada saprà già che fine farà.Ora la situazione attuale è ben diversa, però passare da un eccesso all'altro non va bene. Legalizzare la copia di un prodotto è ingiusto e potrebbe avere ripercussioni orribili sulla nostra società. Alla fine ci si troverebbe liberi di poter copiare qualsiasi cosa, ma non ci sarebbe più nulla da copiare! Al contrario, ristabilire un giusto rapporto produttore-consumatore, sgonfiando i prezzi troppo gonfi del giorno d'oggi è un dovere morale di chi governa e di chi gestisce questa situazione.
  • Anonimo scrive:
    In parte sì e in parte no
    É sbagliato dire che il copyright esiste solo per finanziare i distributori di opere. Probabilmente è nato con quell'intento, ma ora si è sviluppata una cultura che prevede il sostegno economico all'artista. É vero che una volta non esisteva il copyright, ma è anche vero che un tempo non c'era un interesse per l'arte così sviluppato e generalizzato, vi era semplicemente il supporto di chi era disposto a sovvenzionare gli artisti (la figura del mecenate). Gli artisti che non raggiungevano questo "target" quasi sempre morivano squattrinati e anche abbastanza presto.É però vero che tra ieri e oggi c'è una differenza mostruosa, tale che molti artisti, da squattrinati che erano si sono trasformati in divinità multimiliardarie, il che non è moralmente inaccettabile.L'idea di questo articolo è che la distribuzione a costo quasi zero può permettere l'abolizione del copyright. Secondo me questo è un concetto sbagliato, perchè riflette in maniera eccessiva i recenti disagi nell'acquisto dei beni, che hanno comportato una criminalizzazione del copyright. In realtà , per il bene dell'arte, qualunque essa sia, è bene che il supporto agi artisti resti, perchè è il miglior modo per stimolare la dedizione ad un mestiere.Del resto, siccome gli artisti di qualcosa devono pur campare, l'unica alternativa ad un supporto economico derivante dalle vendite sarebbe un sovvenzionamento statale, ma questo sappiamo bene che è inaccettabile per i criteri di indipendenza e meritocrazia.In sostanza si è giunti ad un momento storico in cui è giusta una revisione del sistema, ma non è giusta la criminalizzazione del sistema stesso. Il concetto di copyright è stato danneggiato dall'atteggiamento chiuso e conservatore delle major, che invece dovrebbero aprirsi ad un nuovo modello di business (stile iTunes) sullo stile del prodotto "on-demand".
  • Anonimo scrive:
    Re: Copiare diverso da rubare
    - Scritto da: Anonimo
    Giusto!
    Copiare è diverso da rubare.
    Anche in questo e altri forum, vedo spesso
    gente che parla di chi usa il p2p e file
    sharing, si tratta di milioni di persone nel
    mondo, come ladri.

    Copiare un file non è rubare, e anche
    parlare di mancato profitto è tutto
    da dimostrare, nella maggior parte dei casi.Io invece vedo molte persone che ammantandosidi argomentazioni inverosimili (quelle dell'articoload esempio) rubano sistematicamente il lavorointellettuale/artistico di altri che non hannodeciso di regalare loro le proprie opere.Non si può ignorarlo.
    • gerry scrive:
      Re: Copiare diverso da rubare
      - Scritto da: Anonimo
      Io invece vedo molte persone che ammantandosi
      di argomentazioni inverosimili (quelle
      dell'articolo
      ad esempio)Motivi?
      rubano sistematicamente il lavoro
      intellettuale/artistico di altri che non
      hanno
      deciso di regalare loro le proprie opere.Io condivido in parte le idee espresse dall'articolista.Copiare non è rubare, sul fatto che vada regolamentato non si dicute. Che invece sia equiparato ad un furto mi sembra una grossa cavolata, sono due cose diverse e trattarle come se fossero uguali mi sembra stupido
    • Africano scrive:
      Re: Copiare diverso da rubare
      - Scritto da: Anonimo

      - Scritto da: Anonimo

      Giusto!

      Copiare è diverso da rubare.

      Anche in questo e altri forum, vedo
      spesso

      gente che parla di chi usa il p2p e file

      sharing, si tratta di milioni di
      persone nel

      mondo, come ladri.



      Copiare un file non è rubare, e
      anche

      parlare di mancato profitto è
      tutto

      da dimostrare, nella maggior parte dei
      casi.

      Io invece vedo molte persone che ammantandosi
      di argomentazioni inverosimili (quelle
      dell'articolo
      ad esempio) rubano sistematicamente il lavoro
      intellettuale/artistico di altri che non
      hanno
      deciso di regalare loro le proprie opere.

      Non si può ignorarlo.
      Non si può nemmeno ignorare che decidere qualcosa senza avere la possibilità di fare rispettare la propria decisione ha un valore pratico nullo.Se possiedi un miglio quadrato di terra puoi recintarlo, mettere guardie, farne in pratica un fortino e decidere tu chi fare entrare e chi no.Se scopri un'isolotto, puoi piantarci la tua bandierina e farti il tuo stato e magari riuscire ad avere una forza in grado di buttare a mare eventuali intrusi non graditi.Se però scopri un nuovo pianeta e riesci pure a trasfertici, ci pianti una bandierina ed è tuo? Pretenderesti di lottizzarlo a peso d'oro?Il fatto che la tecnologia consente di moltiplicare indefinitivamente una tua opera ti dà potere assoluto su tutte le copie? Il merito dell'originale è sicuramente tuo, e non è questo che ti viene negato, non tuo è il merito delle possibilità tecnologiche che non pongono limiti alle capacità di diffonderle, né si può pretendere che queste possibilità vengano ignorate solo perché tu vorresti decidere su tutto un pianeta.Se temi che molti possano regalarsi il frutto del tuo lavoro non hai altra soluzione che non far fruttare nulla. Non vuoi che ci sia chi faccia il bagno a gratis nel mare che hai scoperto? O non lo scoprivi o andavi in cerca di laghetti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Copiare diverso da rubare
      Bisogna rendersi conto che i
    • Anonimo scrive:
      Re: Copiare diverso da rubare
      Bisogna rendersi conto che i "distributori" non sono sempre esistiti, gli artisti invece si'. Beethoven e Mozart sono vissuti in un'epoca in cui non esistevano dischi ne' case discografiche eppure erano celeberrimi ugualmente. Le case discografiche hanno avuto senso nel periodo compreso tra l'invenzione del disco come modo di diffusione della musica a quello dell'invenzione di un altro modo di diffusione, che soppianta il disco. Il disco stampato e distribuito sta morendo e lo seguiranno le case discografiche; ma questo e' naturale, come e' naturale che altri settori di industria siano morti insieme ai loro prodotti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Copiare diverso da rubare
      - Scritto da: Anonimo

      - Scritto da: Anonimo

      Giusto!

      Copiare è diverso da rubare.

      Anche in questo e altri forum, vedo
      spesso

      gente che parla di chi usa il p2p e file

      sharing, si tratta di milioni di
      persone nel

      mondo, come ladri.



      Copiare un file non è rubare, e
      anche

      parlare di mancato profitto è
      tutto

      da dimostrare, nella maggior parte dei
      casi.

      Io invece vedo molte persone che ammantandosi
      di argomentazioni inverosimili (quelle
      dell'articolo
      ad esempio) rubano sistematicamente il lavoro
      intellettuale/artistico di altri che non
      hanno
      deciso di regalare loro le proprie opere.

      Non si può ignorarlo.
      Io vedo invece 4 lamer egoisti che si riempiono le tasche dei soldi altrui, facendo pagare i CD a prezzi esorbitanti e rifilando, il più delle volte, autentiche patacche musicali.Vuoi comporre musica? Bene, mi sta bene e lo accetto.Vuoi fare come Britney che spende 1000 $ per comprarsi una cremina idiota, mentre c'è gente che lavora e nonostante tutto non riesce a campare? Bene, allora è meglio se ti fai un esame di coscienza e provi a vedere se quanto hai composto vale la morte e il dolore di chi non vuole diventare ignorante e lavora come un negro per permettersi 2 CD allo scopo di rimanere al passo con i tempi.Il capitalismo, fin da quando è nato, ha sempre basato la sua politica sull'accentramento di tutte le cose che potevano essere utili a chi l'esercitava, a discapito di tutti gli altri (pertanto, esercitando egoismo).C'è chi compone musica senza tanti sintetizzatori e fà della buona musica, divulgandola, pure, gratuitamente. Quelli non muoiono di fame.Questo non si può ignorarlo.
  • Anonimo scrive:
    Copiare diverso da rubare
    Giusto!Copiare è diverso da rubare.Anche in questo e altri forum, vedo spesso gente che parla di chi usa il p2p e file sharing, si tratta di milioni di persone nel mondo, come ladri.Copiare un file non è rubare, e anche parlare di mancato profitto è tutto da dimostrare, nella maggior parte dei casi.Il formato digitale, dati che corrono su reti, sono cose nuovissime nella storia umana, per cui il fatto che idee possano correre sotto forma di bit, impulsi elettrici, è un fatto epocale che richiede un adattamento della società.Non si può ignorarlo.Del resto chi ha le idee e le realizza va tutelato, ma non sto parlando di industrie cinematografiche e del disco, ma degli artisti.Penso che comunque le industrie abbiano, se si svegliano e cambiano approccio verso gli utenti, non puoi denunciare o minacciare chi ti ha fatto guadagnare fior di soldi fino a ieri, oggi e anche domani (sempre che non si stufino di questo atteggiamento).Le major sono arroganti e prepotenti.E' naturale che ci sia opposizione verso un fenomeno che rischia di far diminuire ricavi, ma parte di questo è colpa loro che non hanno capito il cambiamento.E anche ora dimostrano di aver capito poco.Un conto è chi vende materiale pirata, un conto sono gli utenti.E le leggi ah hoc fatte da governi compiacenti sono aquantomeno discutibili, tipo l'estensione del dititto d'autore ad oltre 70anni per compiacere la disney che rischiava di vedere "liberi" di essere utilizzati da chiunque personaggi come topolino &co.Queste leggi servili dovrebbero far reagire gli utenti sia verso le industrie, ma soprattutto contro i politici, che per interesse più o meno velato(come quella peggio delle ******* della parlamentare europea moglie del capo di un'industria del settore musicale che ha redatto la legge europea, che faccia da cu**).Copiare!=rubare
  • Anonimo scrive:
    Karl Fogel ha ragione!
    Karl Fogel ha ragione ! :pNon c'è molto da dire!8)
  • Anonimo scrive:
    indirizzo pezzo italiano
    http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=1509
  • Anonimo scrive:
    tutto il pezzo in italiano
    si torva sul sito blog donchisciotte
  • Anonimo scrive:
    Troppo bello...
    .. per essere realizzabile.
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