Software usato, un mercato che non tutti conoscono

Con Corrado Farina, responsabile Relicense, approfondiamo il mercato del software usato: quanto convene e come si possono vendere o comprare licenze.
Con Corrado Farina, responsabile Relicense, approfondiamo il mercato del software usato: quanto convene e come si possono vendere o comprare licenze.

Si può acquistare la licenza per l’utilizzo di software “usato”? Si, eccome, purché rispettando alcuni requisiti. Le potenzialità economiche sono di grande impatto, soprattutto in un momento come questo, tanto per chi cede quanto per chi acquista. Il problema è che non tutti conoscono però questa possibilità, molti ne ignorano la piena regolarità e troppi non sfruttano così un potenziale tesoretto che hanno tra le mani (e che potrebbero sfruttare per il rilancio delle attività).

Abbiamo così voluto tentare di fare ulteriore chiarezza su questo fronte, le cui potenzialità sono in molti casi tutte da sfruttare, avvalendoci dell’approfondimento di Relicense, gruppo attivo nella gestione delle licenze software usate.

Relicense: vendere e acquistare software usato

Vendere o acquisire un software usato non significa averne in mano il cofanetto contenente un supporto per l’installazione: la questione è invece legata alle licenze e soltanto attraverso un puntuale lavoro di tracciamento e certificazione è possibile vendere e cedere il diritto all’uso del software stesso. Relicense fa esattamente questo, consentendo alle aziende di cogliere una opportunità che, agendo in proprio, non sarebbe possibile né commisurare, né portare a termine.

Ne abbiamo parlato con Corrado Farina, Sales Director Relicense.

Quand’è che una licenza software può essere acquisita o ceduta?

“Per poter essere trasferita, una licenza deve poter essere verificata al momento dell’acquisto. Il trasferimento, per poter essere legalmente corretto, deve pertanto rispondere a precisi requisiti che Relicense, in qualità di intermediario, si cura di recuperare, ricostruire e certificare. Quel che facciamo, insomma, è esattamente questo lavoro procedurale che consente ad una azienda di poter rendere il software cedibile, dopodiché ci assicuriamo che altre aziende possano trarne vantaggio acquisendo a loro volta la licenza d’uso.

Relicense cura l’intera filiera perché il passaggio deve poter consegnare nelle mani di chi acquisisce tutto quanto necessario per poter attestare il corretto trasferimento della licenza: ogni documentazione viene pertanto raccolta e verificata affinché tutto possa avvenire in modo tale per cui di fronte a qualsivoglia verifica si abbia tutto quanto necessario per certificare la regolarità del software in uso”.

Quali sono le normative di riferimento e quali sono i requisiti per un trasferimento di licenze?

“Non esiste una vera e propria normativa a regolamentare questi aspetti, ma il faro che indica la direzione è la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 3 luglio 2012, ove la legittimità del trasferimento di licenze è stata riconosciuta e da cui ha avuto inizio questa nuova sponda di opportunità. La sentenza non definisce quindi alcuna indicazione, né alcun modus operandi, ma fissa alcuni requisiti minimi che occorre ottemperare per far sì che il trasferimento della licenza sia legittimo, riconosciuto e valido a tutti gli effetti.

Tra questi requisiti si segnalano in particolare:

  • la licenza deve essere di tipo “perpetuo”, dunque priva di scadenza: non si tratta dunque di un servizio, perché per definizione non è cedibile;
  • la licenza non deve prevedere la manutenzione ancora attiva: la manutenzione, in quanto servizio,. non può essere ceduta a terzi;
  • la licenza deve essere stata regolarmente acquistata dal primo possessore e tale acquisizione deve essere comprovata da regolare documentazione;
  • la licenza deve essere stata venduta in origine sul territorio europeo: l’esaurimento del diritto di distribuzione è alla base dei requisiti per la legittimità del trasferimento ed esclude pertanto da questo mercato i software acquisiti ad esempio in territorio USA (che negli anni passati, in tempi di particolare debolezza del dollaro, era una pratica molto diffusa in Europa);
  • occorre poter dimostrare la catena di proprietà (ad esempio a seguito di divisioni e fusioni aziendali) e tutta la storia delle licenze (spesso frutto di molti anni di aggiornamenti).

Per arrivare al trasferimento, dunque, c’è un complesso lavoro di indagine di società come Relicense, ma è un lavoro apre a grandi opportunità successive”.

Quanto può essere conveniente affidarsi a software usato?

“Quando si tratta di vendere le licenze, occorre partire dalla considerazione per cui quel che si sta vendendo sia un vero e proprio surplus: non si tratta dunque di speculazione, ma di monetizzare un asset che non è più utile.

In fase di acquisto si può stimare un vantaggio netto nell’acquisto di software usato che arriva ad uno sconto di circa il 40% per le versioni più recenti e arriva anche al 90% con le versioni più datate. Quest’ultimo aspetto non va sottovalutato, perché il software più datato può essere estremamente utile se si hanno problemi di compliance”.

Quali sono i software più commercializzati nel mercato delle licenze usate?

“I principali sono certamente Windows Server, Windows 10 e Office, ma anche SQL, Visio, Project, Exchange e altri ancora. I nostri tecnici (assieme ai consulenti di diversi paesi europei di Deloitte), analizzano l’intera storia della licenza e consegnano l’intera documentazione nelle mani di chi acquisisce la licenza, così che in caso di audit si possa dimostrare la bontà dell’intera procedura”.

Qual è il vostro cliente? Chi acquista licenze usate?

“Ci sono piccoli studi professionali o piccole aziende (da una decina di licenze), ma anche grandi multinazionali che acquistano decine di migliaia di copie. Su grandi volumi anche un piccolo risparmio può fare una grande differenza. Questa soluzione è ottimale per avere un modello “ibrido”, ad esempio per avere una mail in cloud e una licenza software perpetua (così da poter ottimizzare la spesa rispetto a modelli solo-cloud)”.

E la pubblica amministrazione?

“In fase di cessione delle licenze la PA è ancora assente, poiché in Italia non ci sono norme snelle per la vendita di un bene dello Stato, serve un bando pubblico ogni volta. In fase di acquisto, al contrario, ci sono già state operazioni su MEPA e sono già avvenute cessioni tramite partner locali”.

Quale figura aziendale è in grado di valutare la bontà di acquisire licenze software usate?

“Il nostro punto di riferimento è nel comparto IT. La comprensione vera dell’opportunità parte da qui, dopodiché si tirano in ballo ufficio acquisti ed ogni aspetto legale correlato, ma tutto si smuove quando è l’IT a comprendere il vantaggio oggettivo del ricorrere a licenze di questo tipo”.

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08 07 2020
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