Sono gratis i PC con gli spot

Una pubblicità di 60 secondi ogni venti minuti, un tempo minimo di utilizzo mensile con connessione ad internet: chi accetta, in Gran Bretagna potrà disporre di un nuovo PC
Una pubblicità di 60 secondi ogni venti minuti, un tempo minimo di utilizzo mensile con connessione ad internet: chi accetta, in Gran Bretagna potrà disporre di un nuovo PC


Roma – L’idea non è nuova ma continua a stuzzicare le eminenze grigie del marketing: offrire personal computer in comodato d’uso a chi si impegna a fruire attraverso il PC di una certa dose di pubblicità. Questo è il senso di una offerta messa a punto per il pubblico britannico dalla società d’oltremanica Metronomy Desktop Marketing . Qualcosa che ricorda da vicino una vecchia iniziativa americana fallita miseramente.

Sul proprio sito, l’azienda spiega che a disposizione degli utenti ci sono PC realizzati da IBM che possono essere installati a casa propria se ci si impegna a visualizzare fino a 3 minuti di pubblicità per ogni ora di utilizzo. “Sia che tu intenda rimpiazzare il tuo vecchio PC – recita il sito – sia che tu venga online per la prima volta, noi speriamo che l’informazione di questo sito ti consentirà di avvantaggiarti di questa straordinaria offerta”.

Lampeggia, in fondo al menù sulla destra, la scritta “Ordina il tuo PC gratis” . Frasi a cui è difficile resistere e che Metronomy spera abbiano un forte appeal soprattutto sul pubblico più giovane, considerato più disposto ad assorbire pubblicità se in cambio ottiene la disponibilità di un bene tangibile come un computer. Tanto più che il contratto che lega Metronomy ai suoi utenti prevede, per questi ultimi, la possibilità di recedere in qualsiasi momento restituendo il computer.

Riuscirà Metronomy nell’intento? Fin qui le iniziative che online in cambio di pubblicità offrono servizi gratis non hanno fatto molta strada. Dopo gli esperimenti del pay-to-surf per chi ci prova la via è in salita: difficile controllare che gli utenti davvero guardino la pubblicità, difficile impedire che girino programmini che consentono di simulare un utilizzo corretto del computer preso in casa, difficile far credere che i dati che si raccolgono durante la navigazione internet non siano dati personali, difficile far quadrare i conti viste le spese in cui si incorre. Ma, soprattutto, sarà difficile per Metronomy convincere gli inserzionisti che pubblicare sul proprio circuito uno spot informatico garantisca una qualche forma di ritorno.

sull’argomento vedi anche:
La sindrome del ciuccio
NetFraternity: guerra contro i cheaters
Payland: il Pay-to-surf non esiste più
Juno: rete gratis in cambio del tuo PC
Internet gratis in cambio di pubblicità

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15 12 2003
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