Spagna, i link del P2P sono assolti

Tre casi archiviati da tre giudici spagnoli: linkare un'opera condivisa in violazione del diritto d'autore non può configurarsi come reato. I link del P2P sono link come tutti gli altri

Roma – Pubblicare dei link ai contenuti che circolano in rete senza l’autorizzazione dei detentori dei diritti non costituisce un crimine. Non per il giudice spagnolo che ha archiviato un procedimento a carico di Todotorrente.com , che metteva a disposizione file torrent per attingere a contenuti caricati dagli utenti, non per altri due giudici che nel medesimo giorno hanno archiviato due casi che pendevano su Indicedonkey e Emule24horas .

Non esiste reato , non esistono prove sufficienti a dimostrare che i gestori di Todotorrente.com abbiano violato le leggi sul diritto d’autore e abbiano danneggiato i detentori dei diritti: non ospitano i contenuti, non sono condannabili . Le indagini erano iniziate nel 2006, nel 2007 il sito era stato chiuso , gli amministratori erano stati arrestati, le loro abitazioni erano state messe a soqquadro alla ricerca di prove. Le forze dell’ordine ritenevano che Todotorrente.com fosse la vetrina online di una gang organizzata e senza scrupoli che, catturando l’attenzione di 700mila utenti al mese, avrebbe racimolato 30mila euro di guadagni all’anno con la pubblicità presente nel sito e avrebbe inflitto all’industria dei contenuti perdite per 535mila euro. Il sito non conteneva le opere ma, spiegavano le autorità, “disponeva di collegamenti a programmi di scambio di file denominati peer to peer o P2P . Semplicemente cliccando su questi link, e senza mettere in atto alcuna altra azione, venivano automaticamente eseguite tutte le operazioni necessarie perché l’utente ottenesse una copia illecita sul suo computer, in perfette condizioni per essere riprodotta”.

La pubblicazione di link era stata considerata un favoreggiamento della violazione del diritto d’autore , per questo motivo gli amministratori si sono dovuti difendere in tribunale. Il giudice di una corte di Orihuela incaricato di valutare la loro posizione ha però archiviato il procedimento: “L’indagine effettuata ha dimostrato che i siti web si sono limitati a fornire l’indirizzo dove è possibile scaricare l’opera, senza però ospitare alcun file o fornire direttamente la possibilità di effettuare il download – ha spiegato il magistrato – quindi l’accusa di aver commesso un delitto non risulta debitamente giustificata”. Il caso è stato provvisoriamente archiviato, l’accusa potrà chiederne la riapertura.

Ma gli amministratori di Todotorrente.com avranno a disposizione due precedenti per orchestrare la propria strategia difensiva, qualora i tutori dei diritti degli autori dovessero tornare alla carica. Il primo caso, valutato da un giudice di Ponferrada, ha assolto gli amministratori di Emule24horas , un sito dedicato al client di sharing e ai materiali che circolano nelle reti P2P: i gestori del sito rischiano comunque di dover corrispondere un risarcimento, che verrà eventualmente stimato in una nuovo procedimento civile. Il secondo caso, di rilevanza penale, ruotava intorno a Indicedonkey , dedicato alla pubblicazione di link ai contenuti scambiati da netizen a mezzo P2P: un giudice di Madrid ha stabilito che il codice penale non contempla reati che possano attribuirsi agli amministratori del sito e ha chiuso il caso, invitando eventualmente l’accusa a rivolgersi ad una corte che abbia competenza civile.

Entrambi i siti, Emule24horas e Indicedonkey , erano finiti nel mirino delle autorità e dei detentori dei diritti nel 2006 , entrambi i siti non ospitavano che link a materiali condivisi dai netizen e ospitati su hard disk che non avevano nulla a che vedere con gli amministratori dei siti. Gli admin di Emule24horas sono stati scagionati sulla base del fatto che “non c’è alcuna prova che abbiano caricato in Internet il materiale e i contenuti protetti dal diritto d’autore che sono oggetto di scambio illecito, né che siano le stesse persone che ne abbiano praticato lo scambio”. Il magistrato argomenta che “sono solo gli amministratori di una pagina web che in sé non è illecita, anche se alcuni dei suoi utenti l’hanno usata come uno dei mezzi per commettere atti che possono considerarsi come reati”. Gli amministratori di Indicedonkey sono stati sollevati dalla responsabilità penale in quanto “il link rappresenta solo un modo di facilitare per l’utente l’accesso ad un’altra pagina web senza doverne digitare l’indirizzo”.

Si tratta di decisioni che confermano l’orientamento mostrato nei giorni scorsi da una corte di Madrid, che ha assolto gli admin di Sharemula.com , un corrispettivo iberico di The Pirate Bay: la magistratura spagnola sembra aver deciso che i link del P2P non possono essere discriminati.

Gaia Bottà

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