Spamhaus fuori dall'incubo

Importante decisione di una corte d'appello americana che allegerisce la posizione della celebre organizzazione antispam

Roma – La notissima organizzazione antispam Spamhaus , impegnata da molti anni a difendere la libertà di comunicare in rete, potrebbe uscire senza troppi danni da un
caso giudiziario che ha rischiato di farle perdere il proprio dominio e obbligarla a sborsare quasi 12 milioni di dollari. Una corte d’appello americana, riporta ars, ha infatti bocciato la sentenza di primo grado, sostenendo che quella somma è del tutto fuori misura e va rivista pesantemente al ribasso checché ne dica l’accusa.

Quest’ultima è rappresentata come ben sanno i lettori di Punto Informatico dalla società e360insight, che sostiene di essere stata inserita ingiustamente nella lista nera antispam gestita da Spamhaus e utilizzata da migliaia di provider in tutto il mondo per filtrare le email spammatorie.

La decisione della corte non toglie a Spamhaus l’accusa di aver sbagliato, ma obbliga il tribunale che ha emesso la sentenza di primo grado a rivedere completamente il tipo di ammenda richiesta.

Spamhaus, peraltro, come noto ha sempre rifiutato il procedimento negli USA sostenendo che, essendo l’organizzazione una società britannica, i tribunali americani non possono avere giurisdizione sulle sue attività.

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  • Ste73 scrive:
    Pisanu che dice?
    E il decreto Pisanu? Che obbliga ad identificare chi naviga con un documento di identità?
    • Vincenzo scrive:
      Re: Pisanu che dice?
      l'identificazione via sms si sta rapidamente diffondendo presso i gestori degli hot spot ed è ritenuta conforme ai requisiti di legge vedi qui sottohttp://punto-informatico.it/p.aspx?i=2015099
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