Spazi in cerca d'autore, viaggio nei coworking

Punto Informatico indaga sul lavoro nomade, che combina Internet e socialità. Oltre il telelavoro, anche in Italia si va diffondendo il cowo, dove intelligenze eterogenee entrano in contatto. E lavorano in modo nuovo

Davide Tagliapietra ha poco più di trent’anni anni e disegna imbarcazioni. Nel suo curriculum ci sono lavori importanti, tra cui diversi scafi da competizione e gli interni di +39, protagonista della trentaduesima Americàs Cup. Ha un socio, che lavora ad Amsterdam, e una azienda sua, la ST Yachts. In compenso non ha un ufficio privato, Davide, né uno studio nella propria casa milanese. Perché la sua attività la svolge in un coworking.

coworkers A occhio e croce, Davide è in buona compagnia. Basta infatti dare un’occhiata ad un wiki dedicato per scoprire come negli Stati Uniti ci siano ormai decine di realtà di coworking attivi, e come realtà analoghe si stiano moltiplicando ai quattro angoli del mondo.

Ma cosa sono esattamente, questi “coworking”? Si tratta di spazi equipaggiati – con scrivanie, sale riunioni, connessione di rete – che vengono affittati a professionisti e freelance per periodi più o meno prolungati. Non sono come i tradizionali studi associati, o semplici affittacamere: ci si può passare un anno come un’ora, nei cowo, e ci si incontrano professionalità molto eterogenee. C’è chi parla di “atmosfera” dei coworking, e persino chi si spinge a vedere in essi una delle forme emergenti dell’organizzazione contemporanea, al punto di incrocio tra una casa, un internet café e l’ufficio vecchia maniera.

Sulla home dello wiki si legge: “il coworking è uno spazio di collaborazione e socializzazione cafe-like per sviluppatori, scrittori e lavoratori indipendenti”. Detto così sembra interessante. Resta da capire però cosa ci sia di concreto, dietro alle etichette ed alle esperienze dei singoli. Proviamo a capirlo con una serie di testimonianze dal campo.

Il primo cowo di cui si ha notizia è stato creato nel 2005 da Brad Neuberg, un programmatore informatico della Bay Area. Obiettivo di Neuberg, racconta l’ International Herald Tribune , era aggirare i limiti “incrociati” della vita d’ufficio e di quella casalinga. “Potevo avere un lavoro fisso – con una struttura ed una comunità – oppure essere free lance, godendo di indipendenza e libertà. Ma io volevo entrambe” spiega al quotidiano statunitense. “Perché mi piace il lavoro individuale, da libero professionista, ma ogni tanto mi fa bene anche avere delle persone intorno”. E così ha affittato quattro grandi stanze in una ex fabbrica di cappelli e ci ha costruito dentro la “Hat Factory”, il primo coworking della storia.

Adesso, ovviamente Brad lavora lì, ma intorno a lui ci sono “enne” postazioni popolate ogni settimana di facce diverse: designers, freelance, consulenti ed imprenditori di passaggio nella Baia. Alcuni pagano i 200$ di affitto mensile e “bloccano” una scrivania per mesi, altri si fermano magari per un’ora, nell’attesa di un appuntamento o del volo di ritorno a casa. Sul palco della Hat Factory si recita a soggetto, e gli attori cambiano di giorno in giorno.

Nei mesi successivi l’esempio di Neuberg è stato seguito da altri imprenditori e liberi professionisti – prima in California e poi in altre zone degli USA – ed oggi negli States si contano oltre 100 coworking attivi (Fonte: cowo wiki ). Ma non di soli Stati Uniti vivono i coworking: sulla cartina globale del movimento, contenuta all’interno dello wiki, si contano tra gli altri 62 cowo in Europa, 5 in Cina, 9 in Sudamerica.

la mappa

In Italia, le esperienze di cowo conosciute sono quattro: due a Milano, ed una rispettivamente a Roma e Bologna. Nel caso di MonkeyBusiness, uno dei due spazi milanesi, l’idea di creare un cowo è nata al punto di incrocio tra curiosità e razionalità imprenditoriale. Massimo Carraro , il fondatore, la racconta così a Punto Informatico : “Alcuni dei soci della nostra agenzia pubblicitaria se n’erano andati ed avevamo un surplus di spazio. Navigando in rete abbiamo trovato diversi riferimenti al cowo ed abbiamo pensato: perché non proviamo anche noi? Dopotutto gli step da fare non erano poi così tanti…si trattava solo di riorganizzare un’ala dell’ufficio e riattare le postazioni. E poi potevamo cogliere due piccioni con una fava: avere persone interessanti in ufficio, ed anche qualcuno con cui condividere le spese”. Di lì a creare un cowo vero e proprio, il passaggio è stato breve.

Lo spazio ha aperto nello scorso aprile, e da allora ha incontrato un successo pressoché costante: “Per un buon periodo, più o meno fino alla fine dell’estate 2008, abbiamo dovuto tenere una lista d’attesa per le nostre 12 postazioni”, ci spiega Carraro. “Poi il flusso si è stabilizzato, ma nel complesso stiamo continuando a conoscere un buon successo”.

Un po’ diversa la storia del coworking di Roma, nato da una costola della rivista 7thFloor come “incubatore di cervelli”. Dice in proposito a Punto Informatico il fondatore Andrea Genovese : “Visto che siamo un progetto editoriale open il cui principale scopo è quello di condividere conoscenze ed esperienze sui temi del business online, della comunicazione digitale, dell’experience design, è stato un passo naturale per noi aprire un cowo. Avevamo uno spazio molto grande nel cuore di Roma dove già passavano molti creativi, sviluppatori, giornalisti, esperti di internet. E allora abbiamo pensato di fare rete tra di loro”.

coworkers Ma cosa offrono, in concreto, i coworking? Tutti i “pacchetti base” prevedono l’attribuzione di uno spazio di lavoro personale – con sedia, scrivania e magari una porzione di armadio -, la possibilità di impiegare luce, gas e rete internet, l’accesso libero ad aree comuni come cucinotti, open space, divani et similia.

Detto questo, i servizi ed il grado di strutturazione variano in modo considerevole da caso a caso. Alcuni cowo non possiedono neppure una sede fisica autonoma, e si riuniscono in modo più o meno rapsodico all’interno di internet café o case private . Altri invece si presentano con configurazioni stabili, con orari e uffici propri e tutto il resto.

In alcuni casi i loro format si discostano di poco da quelli dei Business Center tradizionali – come alle Sandbox Suites di San Francisco, dove i coworkers si vedono assegnati soltanto un cubicolo e l’accesso al thermos del caffé – mentre in altri vengono proposte sperimentazioni più o meno avanzate lungo le frontiere del mercato del lavoro. Ed al Cubes and Crayons di Menlo Park, Calif., dove la popolazione è formata in larga parte di imprenditrici e free lance donna, il pacchetto standard comprende anche un servizio completo di child care – con tanto di fasciatolo e sala giochi – ospitato in un’ala attigua dello stesso palazzo.

Anche le tariffe sono variabili. I differenziali hanno spesso a che fare con la collocazione del coworking: una membership mensile con accesso di rete illimitato all’Hub di Londra costa 295 sterline (circa 450 euro), mentre per una postazione al Rootspace di Beirut se ne pagano circa 50. Presso MonkeyBusiness, il coworking milanese dove lavora il nostro Davide Tagliapietra, il canone mensile per una scrivania è di 200 euro (250 se si vuole affittare un computer), ma sono previste anche quote parcellizzate per periodi più brevi (affitto a settimana o a giornata) e forfettizzate per quelli più lunghi.

Al di là di prezzi, prese e biberon, tuttavia, la vera cifra distintiva dei coworking è data dalla loro precipua “atmosfera”, che si vuole informale e collaborativa. Molti di coloro che approdano nei cowo non sono mossi solo dalla ricerca di postazioni comode e a buon mercato, ma anche dal desiderio di condividere spazio ed idee con persone potenzialmente affini. “Il coworking punta a creare un ambiente collaborativo per freelance e lavoratori indipendenti. L’idea è quella di avere uno spazio la cui atmosfera consenta alle persone che hanno delle affinità di incontrarsi, alimentandone la produttività e la creatività” si legge ad esempio in uno dei blog . E Andrea Genovese di 7th Floor dice: “Nel coworking si va per cercare dei soci part time”, dei collaboratori “di idee e di entusiasmo”. “Si tenta di stare nel flusso delle cose, come fosse una sorta di facebook dei propri spazi professionali!”.

Accanto alla collaboratività, poi, l’altro elemento più spesso additato dagli attori per descrivere l’appeal dei cowo è la loro duttilità operativa. Intervistato sul blog di coworking Milano, ad esempio, Davide Tagliapietra racconta: “Qui ho una postazione per lavorare flessibile, con tutti i servizi di cui ho bisogno per la mia attività. Ma la flessibilità che il cowo mi offre è anche di più: posso adattare le mie esigenze di mese in mese, decidendo se e come far crescere la mia azienda. Una duttilità che è difficile da trovare all’esterno”.

Insomma le soluzioni in coworking piacciono perché sono flessibili, poco impegnative dal punto di vista burocratico, e consentono di fare rete con facilità. Ed anche per questo riescono ad attirare una popolazione sempre più ampia e variegata. Non si tratta più soltanto dei programmatori e dei technogeek che affollavano le sale della Hat Factory e degli altri cowo dei primordi. No. Adesso dentro ai cowo ci puoi trovare professionisti di ogni tipo: architetti, consulenti d’impresa, attivisti politici, talvolta persino scrittori . Dice ad esempio Massimo Carraro di MonkeyBusiness: “Da noi sono passate persone molto diverse tra loro e – quel che non ci saremmo aspettati – non tutte provenienti dal mondo della rete. Certo, ci sono stati programmatori ed esperti informatici; ma accanto a loro abbiamo avuto anche giornalisti, esperti di pubbliche relazioni, architetti”.

In altre parole, i cowo sembrano intercettare le esigenze di una porzione non irrilevante dell’attuale mercato del lavoro. Precisamente, le esigenze di quelli che un recente articolo dell’Economist chiama “nomadic workers”: lavoratori che si muovono lungo e fuori i confini delle organizzazioni formalizzate, confrontandosi con un mercato sempre più fluido e destrutturato come collaboratori, free lance, indipendenti.

A questi nomadi contemporanei, gli spazi cowo offrono tutto quello di cui hanno bisogno: una scrivania, una buona wireless, la possibilità di sfuggire per qualche ora (o magari per qualche mese) all’isolamento del lavoro casalingo. O, per dirla in parole più semplici, un pezzetto di identità.

Giovanni Arata

fonti immagini: qui e
qui

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  • 3my78 scrive:
    ottimo
    Idea che condivido!http://3my78.blogspot.com/
  • William Wilson scrive:
    cagata
    E' una cagata che venga imposto dall'alto per vincolo governativo e insuperabile.Io lascerei ai singoli insegnanti la facoltà di decidere e poter imporre la consegna dei cellulari prima della lezione (da lasciar in cattedra) o se lasciarli ai ragazzi. In questo modo se un insegnante ha una classe civile e con cui è riuscito a instaurare un dialogo non dovrà per forze ricorrere a divieti forzosi.Provvedimenti come questi dimostrano solo la debolezza e l'incapacità del mondo degli adulti di rapportarsi ai più giovani.
    • MeMedesimo scrive:
      Re: cagata
      In parte vero in parte no.Ecco perché, secondo me, non hai del tutto ragione: se sei un insegnante ed autonomamente vieti l'uso del cellulare, rischi di dover "rendere conto" ai genitori. Lungi da me giustificare questa situazione, ma ti assicuro che questo avviene fin troppo spesso.Se il regolamento viene imposto in maniera generalizzata (sarebbe più che sufficiente un regolamento scolastico a dire il vero), o si accetta o si accetta... non ci sono margini di discussione.Per contro hai ragione sul fatto che certe cose andrebbero "fatte capire" più che imposte. Però a questo punto, ci vuole, e torno al punto di prima, la collaborazione delle famiglie. Se il prof nega e a casa dicono "tu devi avere il cellulare perché se ti cerco devi rispondermi".. salta tutto, no?CiaoMeMedesimo
      • William Wilson scrive:
        Re: cagata
        - Scritto da: MeMedesimo
        In parte vero in parte no.
        Ecco perché, secondo me, non hai del tutto
        ragione: se sei un insegnante ed autonomamente
        vieti l'uso del cellulare, rischi di dover
        "rendere conto" ai genitori. Lungi da me
        giustificare questa situazione, ma ti assicuro
        che questo avviene fin troppo
        spesso.No, perché per *regolamento* il docente avrebbe la facoltà (e *non* l'obbligo) di chiedere che non vengano introdotti i cellulari a lezione.Se il genitori si lamentano, l'insegnante ha sempre e comunque il regolamento e la scuola dalla sua parte, che gli danno la possibilità di vietare i cellulari.Imporre l'obbligo generalizzato significa:1. Ammettere una sconfitta da parte delle istituzioni.2. Rifiutare a priori la possibilità di un dialogo.A me piace invece pensare una classe in cui un insegnante all'inizio, avendone la facoltà, vieta l'introduzione i cellulari e altri aggeggi simili e poi, nel corso dei mesi, riuscendo a costruire un rapporto di fiducia coi ragazzi, magari il divieto lo toglie perché il clima permette comunque di far lezione.
        Se il regolamento viene imposto in maniera
        generalizzata (sarebbe più che sufficiente un
        regolamento scolastico a dire il vero), o si
        accetta o si accetta... non ci sono margini di
        discussione.Appunto.Si uccide in anticipo il dialogo e la discussione. Come se fossero impossibili a priori.E ti sembra educativo? A me no.
        Per contro hai ragione sul fatto che certe cose
        andrebbero "fatte capire" più che imposte. Però a
        questo punto, ci vuole, e torno al punto di
        prima, la collaborazione delle famiglie. Se il
        prof nega e a casa dicono "tu devi avere il
        cellulare perché se ti cerco devi rispondermi"..
        salta tutto,
        no?No, perché la scuola dà la facoltà del divieto al docente. E quindi il genitore si attacca.
        • Bastard Inside scrive:
          Re: cagata
          In teoria avresti ragione, ma purtroppo in pratica, come è vero che spesso la maleducazione dei figli nasce da quella dei genitori, è altrettanto vero che i genitori maleducati sono sempre i più energici e chiassosi (e a volte violenti, come ci dicono sempre più spesso le cronache, purtroppo) nel difendere i figli quando hanno torto. E' uno dei purtroppo tanti esempi di minoranza talmente rumorosa da prevalere sui modi più quieti della maggioranza.
    • Marco Azzalini scrive:
      Re: cagata
      Sono completamente d'accordo con 'MeMedesimo'.Mia moglie insegna in un Liceo dove per regolamento dell'istituto _non_ si possono usare dispositivi di alcun genere (cellulari, iPod, ciccioPod, tizioPod, ect ) in aula e, nonostante questo, ne sequestra in media uno a settimana, che finiscono poi in presidenza finché il genitore non va a riprenderli.E' una regla di comportamento che deve venire dalle famiglie: rispetto delle istituzioni e dei 'luoghi' in generale... se manca questo, le regole repressive possono solo arginare il problema non certo risolverlo.ciaoMarco
      • max scrive:
        Re: cagata
        in giappone diversi anni fa c'era un uso spropositato del cellulare in metropolitana (come sta capitando qui da noi, la storia si ripete e nessuno impara) alla fine l'hanno vietato però solo le conversazioni, i giapponesi tutti diligenti o quasi.... hanno smesso.pensate che qui accadrà la stessa cosa?
  • Enjoy with Us scrive:
    FINALMENTE !!!!
    Non se ne poteva più di tutto questo abuso del cellulare, mi pare sacrosanto che almeno a scuola stiano spenti!Ma stiamo scherzando come fa un'insegnante a tenere una lezione se i ragazzini sono impegnati con SMS, MMS, suonerie se non peggio, come dimostrano i fatti della ragazzina dodicenne di Treviso?
    • lellykelly scrive:
      Re: FINALMENTE !!!!
      purtroppo se i buoni insegnamenti non partono dai genitori, c'è solo la galera per i loro figli.
      • MeMedesimo scrive:
        Re: FINALMENTE !!!!
        ...un po' eccessivo nelle conseguenze, ma condivido la sostanza...- Scritto da: lellykelly
        purtroppo se i buoni insegnamenti non partono dai
        genitori, c'è solo la galera per i loro
        figli.
    • XYZ scrive:
      Re: FINALMENTE !!!!
      - Scritto da: Enjoy with Us
      Non se ne poteva più di tutto questo abuso del
      cellulare, mi pare sacrosanto che almeno a scuola
      stiano
      spenti!
      Ma stiamo scherzando come fa un'insegnante a
      tenere una lezione se i ragazzini sono impegnati
      con SMS, MMS, suonerie se non peggio, come
      dimostrano i fatti della ragazzina dodicenne di
      Treviso?Mah io a scuola il cellulare lo tenevo acceso e in tasca non perchè era o meno vietato tenerlo, ma perchè, a seconda della situazione lo reputavo utile o superfluo per i miei fini! Eppure non ho mai avuto problemi a scuola.. Ne di bullismo d'altronde (se non qualche beota scorribanda tra amici..).. Mah! Sarà....
      • Armisael Garrick scrive:
        Re: FINALMENTE !!!!
        Qui si parla del giappone. In ambito educativo in effetti, per quanto sia contrario ai divieti in generale, può servire. Il Giappone è ancora una società abbastanza chiusa e diventa problematico evitare che le persone vivano in un compartimento stagno rispetto al resto della società. No, non sto parlando di Otaku ed Hikikomori. La tendenza societaria è questa, con una conseguente difficoltà mostruosa a farsi conoscenti fuori dall'ambito di lavoro od in genere a vivere senza che la società gli appioppi un determinato ruolo. Costringendo i ragazzi a non usare il telefonino a scuola magari potrebbe iniziare ad invertire questa tendenza societaria. Oltrepassata la cortina della cultura pop (della quale io sono un fan sfegatato heh,) il giappone è una società come le altre, con i suoi problemi ed i suoi pregi.
      • DarkSchneider scrive:
        Re: FINALMENTE !!!!
        - Scritto da: XYZ
        - Scritto da: Enjoy with Us

        Non se ne poteva più di tutto questo abuso del

        cellulare, mi pare sacrosanto che almeno a
        scuola

        stiano

        spenti!

        Ma stiamo scherzando come fa un'insegnante a

        tenere una lezione se i ragazzini sono impegnati

        con SMS, MMS, suonerie se non peggio, come

        dimostrano i fatti della ragazzina dodicenne di

        Treviso?

        Mah io a scuola il cellulare lo tenevo acceso e
        in tasca non perchè era o meno vietato tenerlo,
        ma perchè, a seconda della situazione lo reputavo
        utile o superfluo per i miei fini!
        Tenerlo acceso, in tasca, o nello zaino, senza suoneria in se non sarebbe un problema e non darebbe fastidio. Il punto è che c'è un abuso e si passano le lezioni ad inviare SMS (o nel caso del giappone direi più email). Per non far torto a nessuno e non stare a distinguere i vari casi si fa prima a vietarlo. Il fatto è che non è raro che anche i professori si "dimentichino" di spengere il cellulare e spesso ricevano telefonate durante le lezioni, sarebbe carino che il divieto valga per tutti. Meglio ancora sarebbe piazzare una bell agabbia di faraday a maglie sufficientemente strette sull'edificio ed aumentare i telefoni pubblici nelle scuole. Si risolve il problema e si dà la possibilità di usare il cellulare in cortile durante la ricreazione o le ore di buco varie.

        Eppure non ho mai avuto problemi a scuola..
        Ne di bullismo d'altronde (se non qualche beota
        scorribanda tra amici..)..

        Mah! Sarà....
        • Sgabbio scrive:
          Re: FINALMENTE !!!!
          - Scritto da: DarkSchneider
          - Scritto da: XYZ

          - Scritto da: Enjoy with Us


          Non se ne poteva più di tutto questo abuso del


          cellulare, mi pare sacrosanto che almeno a

          scuola


          stiano


          spenti!


          Ma stiamo scherzando come fa un'insegnante a


          tenere una lezione se i ragazzini sono
          impegnati


          con SMS, MMS, suonerie se non peggio, come


          dimostrano i fatti della ragazzina dodicenne
          di


          Treviso?



          Mah io a scuola il cellulare lo tenevo acceso e

          in tasca non perchè era o meno vietato tenerlo,

          ma perchè, a seconda della situazione lo
          reputavo

          utile o superfluo per i miei fini!


          Tenerlo acceso, in tasca, o nello zaino, senza
          suoneria in se non sarebbe un problema e non
          darebbe fastidio. Il punto è che c'è un abuso e
          si passano le lezioni ad inviare SMS (o nel caso
          del giappone direi più email). Per non far torto
          a nessuno e non stare a distinguere i vari casi
          si fa prima a vietarlo. Il fatto è che non è raro
          che anche i professori si "dimentichino" di
          spengere il cellulare e spesso ricevano
          telefonate durante le lezioni, sarebbe carino che
          il divieto valga per tutti. Meglio ancora sarebbe
          piazzare una bell agabbia di faraday a maglie
          sufficientemente strette sull'edificio ed
          aumentare i telefoni pubblici nelle scuole. Si
          risolve il problema e si dà la possibilità di
          usare il cellulare in cortile durante la
          ricreazione o le ore di buco
          varie.



          Eppure non ho mai avuto problemi a scuola..

          Ne di bullismo d'altronde (se non qualche beota

          scorribanda tra amici..)..



          Mah! Sarà....Non sono d'accordo su usare un mezzo del genere, perchè poi sarebbe usato con un doppio fine per spillare soldi alla gente per usare i TELEFONI PUBBLICI. Nella mia ex scuola si lamentavano dei cellulari solo perchè quasi nessuno usava il telefono a gettoni che era a disposizione della scuola(andava anche con schede telefoniche ovviamente).Invece di sprecare soldi per fare una gabbia, non sarebbe meglio responsabilizzare gli studenti, trattandoli come persone e non come deficenti ?
          • DarkSchneider scrive:
            Re: FINALMENTE !!!!
            - Scritto da: Sgabbio

            Non sono d'accordo su usare un mezzo del genere,
            perchè poi sarebbe usato con un doppio fine per
            spillare soldi alla gente per usare i TELEFONI
            PUBBLICI. Per le comunicazioni importanti e urgenti si è sempre usato il telefono della segreteria, ovviamente in modo gratuito. Per le cose superflue si può anche pagare il telefono pubblico o rimandare.
            Nella mia ex scuola si lamentavano dei
            cellulari solo perchè quasi nessuno usava il
            telefono a gettoni che era a disposizione della
            scuola(andava anche con schede telefoniche
            ovviamente).

            Invece di sprecare soldi per fare una gabbia, non
            sarebbe meglio responsabilizzare gli studenti,
            trattandoli come persone e non come deficenti
            ?Certamente ma se questo non avviene e non si vogliono imporre i divieti resta solo l'impedimento tecnico.
          • Sgabbio scrive:
            Re: FINALMENTE !!!!
            - Scritto da: DarkSchneider
            Per le comunicazioni importanti e urgenti si è
            sempre usato il telefono della segreteria,
            ovviamente in modo gratuito. Per le cose
            superflue si può anche pagare il telefono
            pubblico o
            rimandare.Ovvio.
            Certamente ma se questo non avviene e non si
            vogliono imporre i divieti resta solo
            l'impedimento
            tecnico.Ma poi gli insegnanti non la prenderebbero bene, visto che su questi divieti sono da sempre privilegiati. Poi l'impedimento tecnico, non so quando potrebbe essere legale in italia.
          • DarkSchneider scrive:
            Re: FINALMENTE !!!!
            - Scritto da: Sgabbio
            Ma poi gli insegnanti non la prenderebbero bene,
            visto che su questi divieti sono da sempre
            privilegiati. Poi l'impedimento tecnico, non so
            quando potrebbe essere legale in
            italia.Gli insegnanti dovrebbero dare l'esempio e rinunciare a qualcosa se serve a migliorare il loro stesso lavoro. Per quanto riguarda la legalità non so che dire, bisognerebbe informarsi. Va anche detto che la gabbia fa da parafulmine ed è un dispositivo di sicurezza, se com effetto collaterale inibisce il segnale del cellulare non ci si puù far molto. @^Ovviamente le maglie devono essere sufficientemente strette.
          • shevathas scrive:
            Re: FINALMENTE !!!!

            Non sono d'accordo su usare un mezzo del genere,
            perchè poi sarebbe usato con un doppio fine per
            spillare soldi alla gente per usare i TELEFONI
            PUBBLICI. mah.
            Nella mia ex scuola si lamentavano dei
            cellulari solo perchè quasi nessuno usava il
            telefono a gettoni che era a disposizione della
            scuola(andava anche con schede telefoniche
            ovviamente).non credo sia solo per quello.
            Invece di sprecare soldi per fare una gabbia, non
            sarebbe meglio responsabilizzare gli studenti,
            trattandoli come persone e non come deficenti
            ?responsabilizzare significa anche dover sanzionare comportamenti poco corretti. Temo che al primo cell. sequestrato al demente che vuole far ascoltare la suoneria supermegafica alla classe durante l'ora di matematica si griderà all'abuso di potere ed alla violazione della convenzione di ginevra.Se il tipo ha così tanta fretta di telefonare può sempre uscire in cortile per farlo, o chiedere alla segreteria.
          • Sgabbio scrive:
            Re: FINALMENTE !!!!
            - Scritto da: shevathas
            responsabilizzare significa anche dover
            sanzionare comportamenti poco corretti. Temo che
            al primo cell. sequestrato al demente che vuole
            far ascoltare la suoneria supermegafica alla
            classe durante l'ora di matematica si griderà
            all'abuso di potere ed alla violazione della
            convenzione di
            ginevra.
            Se il tipo ha così tanta fretta di telefonare può
            sempre uscire in cortile per farlo, o chiedere
            alla
            segreteria.Si può partire con la nota sul registro, poi dopo al sequestro del cellulare...poi ovvio non che che deve rimanere confiscato per sempre, magari fino alla fine della lezione. Però responsabilizzare le persone non vuol dire solo sanzionare, non intendevo questo.
          • shevathas scrive:
            Re: FINALMENTE !!!!

            Si può partire con la nota sul registro, poi dopo
            al sequestro del cellulare...poi ovvio non che
            che deve rimanere confiscato per sempre, magari
            fino alla fine della lezione. o riconsegnato, dietro firma di ricevuta di consegna ai genitori.

            Però responsabilizzare le persone non vuol dire
            solo sanzionare, non intendevo
            questo.vuol dire anche sanzionare. E' come il divieto di sosta, la sensibilizzazione per certi parcheggiatori lascia il tempo che trova, un multone invece rimane molto più educativo.
          • ninjaverde scrive:
            Re: FINALMENTE !!!!

            Non sono d'accordo su usare un mezzo del genere,
            perchè poi sarebbe usato con un doppio fine per
            spillare soldi alla gente per usare i TELEFONI
            PUBBLICI. Nella mia ex scuola si lamentavano dei
            cellulari solo perchè quasi nessuno usava il
            telefono a gettoni che era a disposizione della
            scuola(andava anche con schede telefoniche
            ovviamente).

            Invece di sprecare soldi per fare una gabbia, non
            sarebbe meglio responsabilizzare gli studenti,
            trattandoli come persone e non come deficenti
            ?Certo, considerando però che la gabbia potrebbe essere utile per scopi diversi e forse anche importnati...Vi sono anche tinteggiature per pareti che hanno un compito analogo e servono anche a schermare le comunicazioni dei telefononi, e alle finestre reti metalliche anti-zanzare potrebbero fare atrettanto da schermo.Ma ovviamente è l'educazione che conta, non il proibizionismo fatto con schermi. Gli insegnati devono essere in grado di imporre la disciplina senza farla però pesare oltre misura, ma giustificandola col buon senso.A scanso però di alunni "zucconi" (qualcuno nelle classi c'è sempre e talvolta ci sono anche gli "zucconi-bulli") sarebbe opportuna la consegna dei cellulari prima dell'inizio delle lezioni.E poi un telefono pubblico forse sarebbe anche utile, poichè non tutti "devono" avere per forza il telefonino a portata di mano... Oppure l'oggetto deve far parte dell'individuo come i pantaloni o le mutande? O magari come un futuro (ipotetico) micocip per identificare gli alunni?
          • Sgabbio scrive:
            Re: FINALMENTE !!!!
            La consegna dei cellulari all'inizio delle lezioni, mi sembra una stupidata. Il cellulare e sempre un effetto personale di una persona.
          • ninjaverde scrive:
            Re: FINALMENTE !!!!
            - Scritto da: Sgabbio
            La consegna dei cellulari all'inizio delle
            lezioni, mi sembra una stupidata. Il cellulare e
            sempre un effetto personale di una
            persona.Come gli indumenti intimi insomma.... (rotfl)....Non lo uso... Mi sento un pò nudo.... :
        • MeMedesimo scrive:
          Re: FINALMENTE !!!!
          Non sarebbe carino... dovrebbe essere OBBLIGATORIO!In classe si fa lezione: gli studenti seguono senza distrazioni e i professori seguono senza distrazioni.. (se poi ci sono casi gravi c'è sempre la segreteria...)Faccio presente che in molte aziende è normalmente così per tutti...
          sarebbe carino che
          il divieto valga per tutti. Meglio ancora sarebbe
          piazzare una bell agabbia di faraday a maglie
          sufficientemente strette sull'edificio ed
          aumentare i telefoni pubblici nelle scuole. Si
          risolve il problema e si dà la possibilità di
          usare il cellulare in cortile durante la
          ricreazione o le ore di buco
          varie.
          • SiN scrive:
            Re: FINALMENTE !!!!
            - Scritto da: MeMedesimo
            Non sarebbe carino... dovrebbe essere
            OBBLIGATORIO!anche da noi è così.il difficile è far rispettare le regole...
          • DarkSchneider scrive:
            Re: FINALMENTE !!!!
            - Scritto da: MeMedesimo
            Non sarebbe carino... dovrebbe essere
            OBBLIGATORIO!
            In classe si fa lezione: gli studenti seguono
            senza distrazioni e i professori seguono senza
            distrazioni..
            Ovviamente il vezzeggiativo era sarcastico. Stavo solo facendo notare che se si vuole insegnare il rispetto delle regole bisogna farlo nei fatti.
            (se poi ci sono casi gravi c'è sempre la
            segreteria...)
            Come una volta... E non mi pare che fosse la fine del mondo.
            Faccio presente che in molte aziende è
            normalmente così per
            tutti...
          • Sgabbio scrive:
            Re: FINALMENTE !!!!
            E legale inibire il segnale dei cellulari in un luogo pubblico ?
    • Sgabbio scrive:
      Re: FINALMENTE !!!!
      - Scritto da: Enjoy with Us
      Non se ne poteva più di tutto questo abuso del
      cellulare, mi pare sacrosanto che almeno a scuola
      stiano
      spenti!
      Ma stiamo scherzando come fa un'insegnante a
      tenere una lezione se i ragazzini sono impegnati
      con SMS, MMS, suonerie se non peggio, come
      dimostrano i fatti della ragazzina dodicenne di
      Treviso?Non prendiamo casi limiti come la norma, come fa il Moige o altri quando vogliono imporre qualcosa di anacronistico.Responsabilizzare le persone, mi sembra una idea migliore che imporre dall'alto un divieto di non portare un prezioso messo di comunicazione come il cellulare.Poi oltre agli studenti per democrazia, anche gli insegnati dovrebbero essere soggetti a questo divieto... cosa che poi non succede.
      • Enjoy with Us scrive:
        Re: FINALMENTE !!!!
        - Scritto da: Sgabbio
        - Scritto da: Enjoy with Us

        Non se ne poteva più di tutto questo abuso del

        cellulare, mi pare sacrosanto che almeno a
        scuola

        stiano

        spenti!

        Ma stiamo scherzando come fa un'insegnante a

        tenere una lezione se i ragazzini sono impegnati

        con SMS, MMS, suonerie se non peggio, come

        dimostrano i fatti della ragazzina dodicenne di

        Treviso?

        Non prendiamo casi limiti come la norma, come fa
        il Moige o altri quando vogliono imporre qualcosa
        di
        anacronistico.

        Responsabilizzare le persone, mi sembra una idea
        migliore che imporre dall'alto un divieto di non
        portare un prezioso messo di comunicazione come
        il
        cellulare.

        Poi oltre agli studenti per democrazia, anche gli
        insegnati dovrebbero essere soggetti a questo
        divieto... cosa che poi non
        succede.Giustissimo, in classe nessuno deve usare il cellulare!Ai miei tempi quando i cellulari non esistevano se un genitore voleva parlare con il figlio aveva il numero della scuola, e non mi sembra che la cosa non funzionasse bene, idem per Professori e affini.Quindi proibiamo una buona volta il cellulare nelle scuole, se qualcuno trasgredisce viene punito! Hanno reintrodotto il 5 in condotta no? Allora che lo usino!
        • Sgabbio scrive:
          Re: FINALMENTE !!!!
          - Scritto da: Enjoy with Us
          Giustissimo, in classe nessuno deve usare il
          cellulare!
          Ai miei tempi quando i cellulari non esistevano
          se un genitore voleva parlare con il figlio aveva
          il numero della scuola, e non mi sembra che la
          cosa non funzionasse bene, idem per Professori e
          affini.
          Quindi proibiamo una buona volta il cellulare
          nelle scuole, se qualcuno trasgredisce viene
          punito! Hanno reintrodotto il 5 in condotta no?
          Allora che lo
          usino!Ai tuoi tempi forse, ma le cose sono cambiate, non puoi impedire alle persone di portare il cellulare a scuola a prescindere. Si deve impedire che disturbino le lezioni con il cellulare che è una cosa ben diversa.Rendiamoci contro che il Cellulare fa parte ormai nelle nostre vite. Ci deve essere un uso responsabile, non un divieto di portare tale oggetto solo perchè c'è chi ne abusa.
          • Enjoy with Us scrive:
            Re: FINALMENTE !!!!
            - Scritto da: Sgabbio
            - Scritto da: Enjoy with Us


            Giustissimo, in classe nessuno deve usare il

            cellulare!

            Ai miei tempi quando i cellulari non esistevano

            se un genitore voleva parlare con il figlio
            aveva

            il numero della scuola, e non mi sembra che la

            cosa non funzionasse bene, idem per Professori e

            affini.

            Quindi proibiamo una buona volta il cellulare

            nelle scuole, se qualcuno trasgredisce viene

            punito! Hanno reintrodotto il 5 in condotta no?

            Allora che lo

            usino!

            Ai tuoi tempi forse, ma le cose sono cambiate,
            non puoi impedire alle persone di portare il
            cellulare a scuola a prescindere. Si deve
            impedire che disturbino le lezioni con il
            cellulare che è una cosa ben
            diversa.

            Rendiamoci contro che il Cellulare fa parte ormai
            nelle nostre vite. Ci deve essere un uso
            responsabile, non un divieto di portare tale
            oggetto solo perchè c'è chi ne
            abusa.E chi ha parlato di proibire ai ragazzi di portarseli dietro!Al primo squillo però parte la nota sul registro e il sequestro del cellulare!Se un ragazzo non sa stare alle regole va punito altrimenti la disciplina va a farsi friggere e senza disciplina non puoi insegnare nulla!Il cellulare poi non può continuare ad essere usato come paravento per la maleducazione!In passato prima del cellulare chi mai si sarebbe sognato di mettersi a parlare o di fare comunque rumori a teatro, cinema o chiese, o ancora ti pare mai possibile che durante una visita medica il paziente si affanni a rispondere al cellulare o ancora ti pare possibile vedere automobilisti impegnati in conversazioni chilometriche o addirittura a inviare messaggini?Ma siamo impazziti o cosa?Non mi sembra che prima del 1990 non si campasse!Il cellulare è utilissimo e ci sono molti modi per usarlo in modo discreto!Basta spegnerlo dove è necessario e/o in alternativa inserire la vibrazione, il numero del chiamante è generalmente sempre visibile, quindi se anche lo si richiama dopo 10 minuti non mi sembra una tragedia.Dovrebbe bastare il buon senso, ma visto che così non è bisogna sanzionare certi atteggiamenti dannosi per se e per gli altri!
    • MeMedesimo scrive:
      Re: FINALMENTE !!!!
      Non tanti anni fa, se ti distraevi con un giornaletto, o con un qualsiasi giochino, te lo ritiravano e te lo restituivano a fine lezione (e magari qualche prof più perfidino degli altri ti interrogava pure.. tanto per "colpirne 1 per educare l'intera classe eheheh :-D ), oggi invece si suscita tanto clamore parlando di vietare l'uso dei cellulari in classe.. mi sembra talmente assurdo che davvero mi chiedo dove stiamo andando...Come ho già accennato in un altro post odierno, secondo me ogni scuola dovrebbe avere un regolamento chiaro dove si afferma cosa si può fare e cosa no. Chi lo rispetta si iscrive, chi non lo rispetta può cercarsi un altra scuola. E dal mio punto di vista, nel regolamento sarebbe più che opportuno chiarire che il cellulare in classe si tiene spento (meglio se chiuso a chiave in un armadietto durante le lezioni).Se serve comunicare con i ragazzini (cose urgenti), c'è la segreteria come è stato per decenni senza che nessuno vedesse un problema...troppo banale come pensiero? Forse, ma perché ovvio... secondo meMeMedesimo- Scritto da: Enjoy with Us
      Non se ne poteva più di tutto questo abuso del
      cellulare, mi pare sacrosanto che almeno a scuola
      stiano
      spenti!
      Ma stiamo scherzando come fa un'insegnante a
      tenere una lezione se i ragazzini sono impegnati
      con SMS, MMS, suonerie se non peggio, come
      dimostrano i fatti della ragazzina dodicenne di
      Treviso?
      • Enjoy with Us scrive:
        Re: FINALMENTE !!!!
        - Scritto da: MeMedesimo
        Non tanti anni fa, se ti distraevi con un
        giornaletto, o con un qualsiasi giochino, te lo
        ritiravano e te lo restituivano a fine lezione (e
        magari qualche prof più perfidino degli altri ti
        interrogava pure.. tanto per "colpirne 1 per
        educare l'intera classe eheheh :-D ), oggi invece
        si suscita tanto clamore parlando di vietare
        l'uso dei cellulari in classe.. mi sembra
        talmente assurdo che davvero mi chiedo dove
        stiamo
        andando...

        Come ho già accennato in un altro post odierno,
        secondo me ogni scuola dovrebbe avere un
        regolamento chiaro dove si afferma cosa si può
        fare e cosa no. Chi lo rispetta si iscrive, chi
        non lo rispetta può cercarsi un altra scuola. E
        dal mio punto di vista, nel regolamento sarebbe
        più che opportuno chiarire che il cellulare in
        classe si tiene spento (meglio se chiuso a chiave
        in un armadietto durante le
        lezioni).
        Se serve comunicare con i ragazzini (cose
        urgenti), c'è la segreteria come è stato per
        decenni senza che nessuno vedesse un
        problema.

        ..troppo banale come pensiero? Forse, ma perché
        ovvio... secondo
        me

        MeMedesimo
        - Scritto da: Enjoy with Us

        Non se ne poteva più di tutto questo abuso del

        cellulare, mi pare sacrosanto che almeno a
        scuola

        stiano

        spenti!

        Ma stiamo scherzando come fa un'insegnante a

        tenere una lezione se i ragazzini sono impegnati

        con SMS, MMS, suonerie se non peggio, come

        dimostrano i fatti della ragazzina dodicenne di

        Treviso?Esatto! Ma stiamo scherzando oggi o cosa?Meno male che hanno reintrodotto il voto in condotta... poi si lamentano che la scuola va a rotoli... se un Prof può essere spernacchaito impunemente come fa a fare lezione!
      • Il trattore scrive:
        Re: FINALMENTE !!!!
        Molto dipende dall'istruzione e dal tipo di scuola. Qui dove abito (città di 200.000 abitanti) queste cose avvengono principalmente in istituti tecnici o professionali. Nei licei solitamente c'è un livello di disciplina molto più elevato e un senso di responsabilità maggiore, anche se ci sarà sempre il XXXXXXXX che disturba. Questo non è però criminalizzare gli studenti degli ITIS ma semplicemente perché non si faccia di tutta l'erba un fascio. Inoltre nessuno nella nostra scuola si sognerebbe di contestare un sequestro di un cellulare nel nome di una qualsivoglia inesistente libertà. Quindi per favore non generalizziamo con frasi del tipo "ai miei tempi si usavano i telefoni della segreteria" o "quando c'era lui i treni arrivavano sempre in orario"...
        • Enjoy with Us scrive:
          Re: FINALMENTE !!!!
          - Scritto da: Il trattore
          Molto dipende dall'istruzione e dal tipo di
          scuola. Qui dove abito (città di 200.000
          abitanti) queste cose avvengono principalmente in
          istituti tecnici o professionali. Nei licei
          solitamente c'è un livello di disciplina molto
          più elevato e un senso di responsabilità
          maggiore, anche se ci sarà sempre il XXXXXXXX che
          disturba. Questo non è però criminalizzare gli
          studenti degli ITIS ma semplicemente perché non
          si faccia di tutta l'erba un fascio. Inoltre
          nessuno nella nostra scuola si sognerebbe di
          contestare un sequestro di un cellulare nel nome
          di una qualsivoglia inesistente libertà. Quindi
          per favore non generalizziamo con frasi del tipo
          "ai miei tempi si usavano i telefoni della
          segreteria" o "quando c'era lui i treni
          arrivavano sempre in
          orario"...Ecco appunto se qualcuno pensa di usare il cellulare come paravento per la sua maleducazione è giusto che venga punito!Ci sono le note sul registro, c'è il sequestro del cellulare e se questo non dovesse bastare c'è il 5 in condotta!Mettiamo i Professori nella condizione di insegnare, altrimenti con tutto sto buonismo da quattro soldi di cui è intrisa la scuola, non lamentiamoci poi dello scadimento dell'istruzione!
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