2021, l'anno di SPID grazie a Cashback e Green Pass

2021, l'anno di SPID grazie a Cashback e Green Pass

Forte crescita nel volume delle credenziali rilasciate, ma non è ancora il momento di rallentare, il lavoro da svolgere non manca.
Forte crescita nel volume delle credenziali rilasciate, ma non è ancora il momento di rallentare, il lavoro da svolgere non manca.

I numeri non mentono: 12,2 milioni di SPID in circolazione a fine ottobre dello scorso anno, 26,1 milioni dodici mesi dopo, con il computo totale giunto oggi a 26,4 milioni. La forte crescita nell’adozione dell’identità digitale registrata tra l’ultimo spezzone del 2020 e il 2021 è certificata anche dall’Osservatorio dedicato del Politecnico di Milano.

26,4 milioni di SPID oggi in Italia

Innegabilmente, al trend hanno contribuito iniziative come il Cashback di Stato avviato nel dicembre scorso (poi fermato anzitempo) e la possibilità di ricorrere alla credenziale per il download del Green Pass che ormai accompagna tutti noi nel quotidiano. Addirittura triplicato il volume degli accessi: oltre 431 milioni.

Oggi un maggiorenne su due è in possesso di SPID, con una concentrazione particolare nella fascia under 25 dove la quota sale addirittura all’87%. Tra gli over 75 ci si ferma invece al 14%. A livello geografico, Lombardia e Lazio risultano le due regioni nelle quali se ne fa un utilizzo più esteso (60%), mentre fanalino di coda sono Molise, Sardegna e Calabria (41%).

Il fenomeno non è circoscritto all’Italia. Prendendo in considerazione l’Europa, in Olanda la credenziale equivalente DigiD è già nelle mani del 95% dei cittadini, mentre in Svezia quella denominata BankID si ferma all’83%. Nel nostro paese la quota è al 43% (22% un anno fa), siamo al sesto posto dietro alle nazioni appena citate, a Norvegia (73%), Belgio (46%) e Francia (45%).

Per proseguire nel trend positivo apprezzato finora servirà agire su due fronti: informare la popolazione e rendere l’impiego di SPID compatibile con la fruizione di un numero ancora maggiore di servizi erogati dalle Pubbliche Amministrazioni. Ricordiamo che anche le aziende possono beneficiarne, ma al momento solo poche decine hanno deciso di percorrere questa strada. Chiudiamo con il commento di Giorgia Dragoni, Direttore dell’Osservatorio Digital Identity.

La pandemia continua a spingere la diffusione dei sistemi di identità digitale, rendendoli sempre più centrali nella vita dei cittadini. Ma c’è il rischio concreto che questa corsa si esaurisca con il graduale ritorno alla normalità e per questa ragione è necessario uno sforzo comune per valorizzare al massimo le potenzialità dell’identità digitale, che deve essere vista non più come una scelta obbligata per accedere a servizi basilari durante l’emergenza ma come un volano per accelerare la trasformazione digitale del paese.

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Pubblicato il 22 nov 2021
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