Politici, militari, diplomatici e giornalisti europei sono finiti nel mirino di una campagna di spionaggio perpetrata su Signal. L’allarme è stato lanciato dall’ufficio federale tedesco BfV e sembra riguardare tutto il vecchio continente. Non è noto quante siano le vittime. I responsabili non sono stati resi noti, ma si sospetta il collegamento con un gruppo ritenuto vicino a un paese in particolare. Si tratta di nuovo della Russia?
La campagna di spionaggio intercettata su Signal
Secondo le informazioni trapelate, l’obiettivo è quello di rubare dati dai dispositivi colpiti. La compromissione non avviene sfruttando una vulnerabilità dell’applicazione né un malware, ma attraverso tecniche di ingegneria sociale, con un duplice obiettivo: assumere il controllo completo dell’account e/o sincronizzarlo per monitorarne l’attività da remoto.
Nel primo caso, chi esegue l’attacco finge di essere un responsabile dell’assistenza di Signal e invia falsi avvisi legati alla sicurezza, spingendo a compiere azioni rapidamente come la condivisione di PIN o codici di verifica. Nel secondo, invece, la vittima è spinta a effettuare la scansione di un codice QR che collega un nuovo device. Nulla che non sia già stato visto, ma di solito azioni di questo tipo prendono di mira WhatsApp. L’invito è ovviamente quello a prestare la massima attenzione.
Come difendersi: controllare i dispositivi collegati
È possibile controllare in qualsiasi momento i dispositivi collegati al proprio account Signal ed eventualmente rimuoverli.

Per farlo è sufficiente aprire le Impostazioni e poi toccare la voce Dispositivi collegati, come visibile qui sopra. Se nell’elenco ne compare uno sospetto è sufficiente eliminarlo. È un’operazione che si compie raramente, ma impiega pochi secondi e può risultare fondamentale per la sicurezza dell’account.
Gruppi russi dietro l’attacco?
A proposito della possibile natura russa della campagna, da tempo il gruppo Sandworm ritenuto vicino a Mosca è responsabile di attacchi indirizzati all’Ucraina e non solo. Come dimostrato in più occasioni, colpire le app di messaggistica è un metodo estremamente efficace per chi ha come obiettivo lo spionaggio e il furto dei dati.