Spunta il brevetto sui social network

Friendster ha ottenuto un brevetto estremamente generico sulla tecnologia informatica necessaria per creare comunità digitali. Il presidente di Friendster: proteggeremo la nostra proprietà intellettuale
Friendster ha ottenuto un brevetto estremamente generico sulla tecnologia informatica necessaria per creare comunità digitali. Il presidente di Friendster: proteggeremo la nostra proprietà intellettuale

Washington (USA) – Social network : tutti li usano, tutti ne parlano. Malgrado la popolarità di servizi come MySpace ed Orkut , il brevetto sulle tecnologie necessarie per sviluppare una comunità virtuale è stato conferito a Friendster , servizio che conta su circa 10 milioni di utenti.

L’ Ufficio Brevetti degli Stati Uniti ha riconosciuto la paternità di Friendster sul sistema informatico per realizzare “un apparato che permette di connettere moltitudini di utenti, attraverso computer online, a seconda della loro relazione sociale”. Gli osservatori di Red Herring non hanno dubbi: è un brevetto estremamente generico che interessa moltissime tipologie di servizi online già esistenti.

Nello specifico, la protezione degli Stati Uniti su questa invenzione riguarda i “network sociali dove è possibile connettere utenti differenti in base ai loro gradi di conoscenza”. Sebbene Friendster non stia vivendo un periodo particolarmente roseo, scandito da tagli al personale e vari problemi tecnici, la notizia del brevetto ha immediatamente risollevato l’attenzione degli investitori. Nel futuro, l’azienda punterà sempre di più sul mercato degli Stati Uniti ma nel contempo guarda al resto del globo: Friendster ha già iniziato a permettere l’indicizzazione delle pagine personali degli utenti, così da ottenere visibilità su scala mondiale.

Friendster è stato lanciato nel 2003, tempo prima rispetto al ciclopico MySpace, acquistato poi dal gruppo NewsCorp di Rupert Murdoch. I rivali di Friendster devono iniziare ad avere paura di ritorsioni legali ? Per Kent Lindstrom, presidente dell’azienda con sede a San Francisco, “ancora è troppo presto per dirlo ma faremo tutto quello che possiamo per proteggere la nostra proprietà intellettuale”. Il brevetto in questione è stato approvato “quasi per caso”, ha detto Lindstrom. E ora saran sorci verdi per tutti.

Tommaso Lombardi

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09 07 2006
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