Spyware, siamo all'emergenza?

Websense traccia scenari drammatici: negli ultimi dodici mesi le segnalazioni di presenza di malware e keylogger sui computer aziendali è aumentato più del 50 per cento
Websense traccia scenari drammatici: negli ultimi dodici mesi le segnalazioni di presenza di malware e keylogger sui computer aziendali è aumentato più del 50 per cento

Roma – Software di protezione antivirus, firewall, sistemi di disinfestazione contro malware di ogni genere: non bastano le difese informatiche nelle imprese perché la quantità di software di attacco che viene scoperto sui PC aziendali aumenta. Il problema è dunque da qualche altra parte.

Websense ha appena pubblicato il rapporto Web@Work nel quale si parla di una crescita consistente del malware nelle imprese americane: il 17 per cento delle società con più di 100 dipendenti ha scovato spyware sui propri computer, compresi i temuti keylogger che registrano password e dati sensibili. Nel complesso,sono salite di più del 50 per cento in un anno le segnalazioni di agenti malevoli nei sistemi informativi aziendali.

Sebbene Websense, come altre società che producono studi di questo tipo, abbia un interesse specifico nel mercato dei prodotti di sicurezza, i problemi non sono solo di natura tecnologica : oltre alla possibile debolezza di specifiche piattaforme dinanzi a determinati attacchi, è come sempre la cultura informatica del personale, ad esempio di chi legge un messaggio email o utilizza un sistema di instant messaging, a determinare in misura importante il tasso di vulnerabilità dell’azienda.

“Nonostante le imprese si dotino dei migliori antivirus, dei migliori antispyware e di firewall – spiega uno dei manager Websense, Joel Camissar – continuiamo a registrare grandi quantità di comunicazioni spyware sulle reti aziendali”.

Questo scenario, in realtà, era stato previsto . Agli strumenti da sempre disponibili in rete per chi vuole imparare a realizzare tool di attacco o sfruttare quelli esistenti, in questi mesi si sono aggiunti sistemi ancora più abbordabili, come i Kit per produrre truffe informatiche e altro genere di aggressione.

“Nell’aprile del 2005 – ha spiegato Camissar a Reuters – in giro c’erano 77 applicazioni studiate per sottrarre password. Lo scorso marzo era diventate 197. E i siti web che ospitano keylogger (capaci di aggredire computer vulnerabili di visitatori incauti, ndr.) sono saliti da 260 a 2157, una crescita di quasi dieci volte”.

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18 05 2006
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