Stampanti 3D: bene nell'industria, male in casa

Cresce in modo significativo la commercializzazione di stampanti 3D destinate all'ambito industriale, mentre crollano le vendite di quelle desktop.

Come sta evolvendo il mercato delle stampanti 3D? La tanto sbandierata rivoluzione legata all’avvento di macchinari in grado di creare veri e propri oggetti dal nulla è in atto? Facciamo riferimento al report condiviso dalla britannica CONTEXT per capire lo stato di salute di un settore che va chiaramente ramificandosi in due direzioni divergenti: una inerente l’ambito industriale, l’altra che riguarda le soluzioni proposte all’utente comune.

Il mercato delle stampanti 3D

La prima ha fatto segnare nel corso del 2018 un forte incremento nel numero di apparecchiature distribuite a livello globale. Per la categoria Industrial è stimato un +27% rispetto a quanto rilevato l’anno precedente, mentre per i segmenti Professional e Design (legati dunque sempre a un impiego in campo professionale) il 2018 si è chiuso con una crescita minima, pari a pochi punti percentuali. Il discorso cambia invece quando si prende in considerazione il mercato Desktop ovvero quello che si riferisce ai modelli domestici, messi a disposizione dell’utente finale talvolta per poche centinaia di dollari (o comunque sotto la soglia dei 2.500 dollari): qui il segno è negativo, -13% rispetto al 2017, da 400.000 a 370.000 unità acquistate.

Il mercato delle stampanti 3D

Focalizzando l’attenzione sull’utilizzo delle stampanti 3D nell’industria, per fasi legate principalmente alla prototipazione (i costi e i tempi sono ridotti rispetto a quanto avviene con la produzione in serie dei pezzi), si parla di apparecchiature in grado di lavorare sia polimeri (materiale plastico come ABS o PLA) sia metalli. A innescare la crescita sono state le proposte di realtà come HP (+31%) e Carbon (+65%) rivolte al territorio statunitense e a quello europeo, ma anche quelle della cinese Union Tech per il mercato locale. Molto bene anche le vendite di Markforged e Desktop Metal per quanto concerne la realizzazione di manufatti in metallo, grazie all’inserimento nel catalogo di modelli commercializzati a circa 120.000-125.000 dollari, in una categoria dove fino a un anno prima la spesa minima per l’acquisto sfiorava i 500.000 dollari, raggiungendo e superando in alcuni casi i 2.000.000 di dollari.

Il mercato delle stampanti 3D

Secondo CONTEXT, il segmento Industrial genera oggi oltre il 70% circa del giro d’affari di tutto il mercato delle stampanti 3D. Tra le aziende che ne fanno maggior utilizzo quelle appartenenti ai settori dell’ingegneria e della meccanica, senza dimenticare il mondo automotive e l’edilizia (in quest’ultimo campo spicca l’offerta dell’italiana WASP). Di recente abbiamo scritto su queste pagine di progetti sperimentali come quello che mira a ricostruire tratti di barriera corallina danneggiati sfruttando poi questa tecnologia.

Fonte: CONTEXT

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • David scrive:
    Da più di un anno ho acquistato assieme ad un amico una stampante 3D da assemblare e ne stiamo traendo grandi soddisfazioni. Dalla creazione di piccole parti di ricambio alla creazione di oggetti originali per aumentare il comfort e la semplificazione di certi lavori. Va detto però che sono ancora strumenti la cui diffusione in ambito consumer è ancora troppo legata alla complessità degli strumenti per la progettazione 3D. Anche un appassionato che non ha familiarità con i software per la modellazione, si troverà in difficoltà agli inizi, con una curva di apprendimento più o meno ripida in base al software ed al progetto scelto.
Chiudi i commenti