Starlink: occhio ai dinosauri, nessun rimborso

Starlink: occhio ai dinosauri, nessun rimborso

Bizzarro ritrovamento nella documentazione ufficiale di Starlink: la società non offre alcuna garanzia per i danni causati dai dinosauri.
Bizzarro ritrovamento nella documentazione ufficiale di Starlink: la società non offre alcuna garanzia per i danni causati dai dinosauri.

La voglia di scherzare e il senso dell’umorismo di certo non mancano a Elon Musk. A quanto pare, nemmeno ai membri delle società che controlla. L’ennesima conferma giunge sotto forma di un passaggio della documentazione ufficiale di Starlink, in cui si legge che la garanzia non copre i danni causati dai dinosauri. Sì, dai dinosauri.

Se un T. Rex ti disconnette, non è colpa di Elon Musk

Non è la prima volta che il gruppo include termini di servizio quantomeno bizzarri. Nella pagina del sito ufficiale che riporta le condizioni alle quali è concesso il pre-ordine dell’apparato sono inclusi riferimenti al servizio offerto in orbita intorno alla Terra, sulla Luna e persino su Marte. Si legge che le parti riconoscono Marte come un pianeta libero e che nessun governo terrestre ha autorità o sovranità sulle attività marziane. Riportiamo di seguito in forma tradotta l’estratto dal documento che chiama in causa scenari da Jurassic Park.

La garanzia non copre i danni causati da: fulmini, sovratensioni elettriche, incendi, inondazioni, grandine, raffiche di vento, terremoti, meteore, tempeste solari, dinosauri o altre forze della natura.

A questo punto, è del tutto lecito chiedersi cosa accade quando la connessione ai satelliti di Starlink è interrotta da gatti alla ricerca di un po’ di tepore. Sono catalogati come altre forze della natura?

La nuova antenna rettangolare (e più piccola) di Starlink

Di recente, la società ha lanciato una nuova antenna, caratterizzata da dimensioni più piccole (30×48 centimetri contro i 58 centimetri di diametro del modello precedente), più leggera (circa 4 chilogrammi) e dal design rettangolare. Prosegue dunque il processo di perfezionamento della tecnologia che permette la connessione a Internet anche nelle zone più remote del pianeta ancora colpite dalla piaga del digital divide. Il sistema si basa su una costellazione composta da migliaia di satelliti in orbita a circa 550 chilometri sopra le nostre teste, con velocità fino a 150 Mbps.

Fonte: Wccftech
Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il 1 feb 2022
Link copiato negli appunti