Stato di emergenza: smart working fino al 31 marzo

Stato di emergenza: smart working fino al 31 marzo

Entro poche ore potrebbe essere prorogato lo Stato di Emergenza: il Paese si prepara ad ulteriori tre mesi, forse gli ultimi, di straordinarietà.
Entro poche ore potrebbe essere prorogato lo Stato di Emergenza: il Paese si prepara ad ulteriori tre mesi, forse gli ultimi, di straordinarietà.

Se tutto andrà come previsto, l’Italia uscirà dallo stato di emergenza a distanza di anni rispetto a quando vi è entrato nel “lontano” 2020. Sono infatti ormai passati quasi due anni dall’inizio dell’allarme Covid-19 in Italia ed in queste ore il Governo si starebbe preparando all’ennesimo rinvio di una condizione che consente al Paese di tenere in piedi tutte quelle strutture normative utili alla lotta contro la pandemia.

Il prossimo Consiglio dei Ministri (convocato molto probabilmente entro 48 ore) dovrebbe mettere nero su bianco la decisione: il termine dello stato di emergenza sarebbe fissato nel prossimo 31 marzo.

Stato di emergenza e smart working

Tra le conseguenze più note v’è il procrastinarsi dell’attuale status dello smart working, che può essere in adozione anche senza comunicazioni particolari e in deroga alle normative antecedenti: è sufficiente un accordo tra le parti per poter consentire ad un lavoratore di proseguire la sua attività da casa, senza recarsi sul posto di lavoro ove distanziamenti e protezione individuale non possono sempre essere garantiti. Dato l’accordo trovato tra le parti sociali, lo smart working scivolerà probabilmente da uno stato di emergenza ad uno stato di ordinarietà, diventando così di fatto conseguenza prima di una pandemia che in eredità ci lascerà quantomeno un nuovo modo di pensare e strutturare il rapporto di lavoro.

La sussistenza dello stato di emergenza consentirà inoltre l’emanazione di DPCM per reazioni subitanee alla pandemia, consentendo così di rispondere più rapidamente alle sollecitazioni che la variante Omicron porterà nel nostro Paese: la corsa ai vaccini sarà la nostra primaria forma di resistenza, il Green Pass è la forma che abbiamo dato a questo tipo di coordinamento e lo stato di emergenza è la cornice legale utile per reagire con metodi straordinari a quello che è giocoforza un momento straordinario della storia a livello internazionale.

Restano in piedi il Comitato Tecnico Scientifico e resta in carica il Commissario Straordinario, con ogni probabilità resta in auge l’attività di Immuni (che dovrebbe decadere proprio con il termine dello stato di emergenza) e resta in piedi ogni singolo intervento normativo la cui durata è stata soggiogata a quella dello stato di emergenza ormai di prossima proroga.

Questione di poche ore e se ne saprà di più in proposito.

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Pubblicato il 14 dic 2021
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