Il Tribunale dell’Unione europea ha respinto il ricorso di Stripchat, confermando la designazione come VLOP (Very Large Online Platform). L’azienda che gestisce la piattaforma dovrà quindi rispettare gli obblighi supplementari del Digital Services Act (DSA). Brutte notizie in arrivo anche per TikTok. Un avvocato generale della Corte di Giustizia ha suggerito di respingere il ricorso di ByteDance relativo alla designazione come gatekeeper in base al Digital Markets Act (DMA).
Stripchat è una VLOP
Stripchat è stata designata come VLOP il 20 dicembre 2023, insieme ad altre due piattaforme per adulti (Pornhub e XVideos). Circa tre mesi dopo ha presentato ricorso al tribunale dell’Unione europea (come Pornhub e XVideos). Secondo Technius (proprietaria di Stripchat), il numero medio di utenti mensili è 31,8 milioni, quindi inferiore alla soglia minima di 45 milioni prevista dal DSA.
Secondo la Commissione europea, il dato fornito dall’azienda è stato ridotto artificiosamente eliminando le cosiddette visite di rimbalzo. Il numero reale di utenti attivi al mese al momento della designazione era invece circa 62 milioni, quindi superiore alla soglia per ricevere la designazione come VLOP.
Il tribunale ha considerato corretta la metodologia usata dalla Commissione, quindi Stripchat deve rispettare gli obblighi più stringenti del DSA. Technius può eventualmente presentare ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea (CGUE). A fine marzo sono state confermate diverse violazioni, tra cui l’assenza di un sistema di verifica dell’età.
TikTok è un gatekeeper
TikTok è stato designato come gatekeeper il 5 settembre 2023, in quanto supera le soglie minime previste dal Digital Markets Act (DMA). ByteDance (proprietaria della piattaforma) ha presentato ricorso, ma è stato respinto dal Tribunale dell’Unione europea.
L’azienda cinese ha quindi chiesto l’intervento della Corte di Giustizia. Sulla questione è stato pubblicato il parere dell’avvocato generale Andrea Biondi. Quest’ultimo ritiene corrette le conclusioni del Tribunale, quindi suggerisce di respingere il ricorso. La Corte di Giustizia non è obbligata a seguire le indicazioni degli avvocati generali, ma ciò avviene quasi sempre.