Stripe Tax in Italia: così la gestione fiscale è semplificata

Stripe Tax semplifica la gestione fiscale

Lo strumento permette alle aziende di calcolare e riscuotere in modo automatico le imposte relative alle vendite in oltre 30 paesi di tutto il mondo.
Lo strumento permette alle aziende di calcolare e riscuotere in modo automatico le imposte relative alle vendite in oltre 30 paesi di tutto il mondo.

Arriva da Stripe l'annuncio di un nuovo strumento pensato per consentire alle imprese di semplificare la gestione fiscale: prende il nome di Stripe Tax e la sua disponibilità interessa fin dal primo momento anche l'Italia, oltre a 30 altri paesi nel mondo. L'obiettivo è quello di rispondere a un'esigenza ben specifica.

Oggi due terzi delle aziende afferma che l'adeguamento ai differenti regimi di tassazione è un limite alla crescita: la maggioranza lancerebbe un numero più ampio di prodotti e si espanderebbe in nuovi paesi se la conformità fiscale fosse più semplice.

Stripe Tax anche in Italia: cos'è e come funziona

Un servizio che determina e riscuote in automatico le imposte sulla vendita (dall'IVA alla GST), indicando alle aziende quando e dove sono previste, occupandosi inoltre di creare report dettagliati che facilitano la dichiarazione dei redditi. Viene così scongiurato il rischio di inciampare in sanzioni conseguenti a errori o ritardi nella rendicontazione dei flussi di denaro. Di seguito una sintesi delle funzionalità.

  • Calcolo delle tasse in tempo reale: determinando la provenienza precisa del cliente finale, e abbinandola al prodotto o servizio venduto, Stripe Tax calcola e riscuote il valore esatto dell'imposta prevista e attiva un monitoraggio su eventuali modifiche delle norme fiscali coinvolte nella transazione, in modo che le aziende non debbano farlo per conto proprio.
  • Checkout senza ostacoli: le aziende B2C possono ridurre i passaggi necessari al checkout con Stripe Tax, utilizzando le informazioni di provenienza per calcolare e indicare le imposte nella modalità alla quale i clienti sono più abituati.
  • Gestione di Partita IVA e codice fiscale: per le aziende B2B, invece, Stripe Tax raccoglie i codici fiscali dei clienti e convalida automaticamente gli identificativi per quelli europei, applicando un inversione contabile o un'aliquota Iva pari a zero quando necessario.
  • Riconciliazioni e conguagli: Stripe Tax evita alle imprese la fatica di riconciliare migliaia di transazioni creando report completi per ogni mercato in cui l'azienda è registrata a fini fiscali, velocizzando così l'archiviazione e la rimessa di pagamento.

La realizzazione di Stripe Tax è stata curata nel quartier generale di Dublino e sottoposta a un progetto pilota durato sei mesi. Ha giocato un ruolo importante anche il team di TaxJar, realtà acquisita di recente, un fornitore di software per l'imposta sulle vendite. Queste le parole di John Collison, co-fondatore e presidente della società.

Nessuno si alza la mattina entusiasta all'idea di dover affrontare le varie questioni in materia di imposte. Per la maggior parte delle aziende, la gestione degli adempimenti fiscali è una distrazione e una nota dolente. Noi semplifichiamo tutto ciò che riguarda il calcolo e la riscossione delle imposte sulle vendite (che siano Iva o GST) in modo che i nostri utenti possano concentrarsi esclusivamente sulle proprie attività.

Come funziona Stripe Tax

Riportiamo alcuni esempi segnalati nel comunicato stampa su Stripe Tax giunto in redazione, utili per comprendere il livello di complessità delle norme fiscali a cui è richiesta la conformità a livello globale.

  • L'aliquota per i biglietti virtuali per la partecipazione a webinar varia in modo significativo a seconda del paese di provenienza del titolare del biglietto, del fatto che sia un evento dal vivo o registrato e del tipo di acquirente (soggetto privato o società);
  • nel Regno Unito, il cibo per animali non è genericamente soggetto a IVA, ma lo diventa se si tratta di prodotti per animali domestici;
  • gli stivali da cowboy non sono tassati in Texas, mentre gli scarponi da trekking sì.

Questi i paesi interessati, in rigoroso ordine alfabetico: Australia, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Nuova Zelanda, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera e Ungheria. Al momento l'accesso è consentito solo su invito.

Fonte: Stripe
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