Suggerito il Microsoft-spezzatino

Esperti di rilievo della capitale americana sostengono di aver trovato la soluzione al caso Microsoft. E si torna a parlare di smembramento della corporation del software


Washington (USA) – Sono molto ascoltati i loro pareri nella capitale americana e, questa volta, gli esperti della Progress & Freedom Foundation hanno deciso di “ragionare” su <a href="http://www.microsoft.com].

Secondo la PFF, che ha presentato il suo parere al tribunale che sta lavorando sul caso antitrust contro l’azienda di Bill Gates, a Microsoft dovrebbe essere consentito di separarsi in due aziende, una dedicata alle applicazioni e una al sistema operativo. Quest’ultima, poi, dovrebbe essere suddivisa in altre tre aziende, ad ognuna delle quali dovrebbe essere affidata la possibilità di gestire il codice sorgente di Windows e ciascuna delle quali dovrebbe essere libera di prendere accordi propri e diversi con costruttori, fornitori, partner, distributori e via dicendo.

La [ricetta[http://www.pff.org/remedies.htm” target=”ontop”>Microsoft della PFF, dicono i suoi esperti, consente da un lato di agevolare la competizione nel mercato dei sistemi operativi e dall’altro ridurrebbe l’attività di monitoraggio delle nuove entità ad un massimo di cinque anni.

Secca la risposta di Microsoft: “è inappropriato e senza senso anche solo considerare di smembrare Microsoft perché sarebbe un danno per il settore, gli sviluppatori e i consumatori. Questa idea radicale non convince se si pensa ai temi al centro di questo caso e al procedimento in corso, ma il problema centrale sta comunque nel fatto che questa idea danneggerebbe l’industria dell’alta tecnologia che è stata il motore dell’attuale prosperità economica”.

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