Sui crack HD DVD il genio di Felten

Il celeberrimo professore di Princeton interviene sulla rivolta dei digger, sfidando provocatoriamente le ragioni dell'industria che, spiega, pretende di disporre in via esclusiva di una sequenza di numeri

Roma – Uno dei tasti più battuti in seno alla proliferazione incontrollata e incontrollabile della oramai nota cifra esadecimale a 128 bit , utile a decodificare i videodischi HD-DVD, è che ai netizen proprio non è andata giù la pretesa di Hollywood di detenere i diritti d’autore su un semplice numero . Sulla faccenda interviene ora Ed Felten, il celebre studioso delle tecnologie DRM e professore a Princeton: l’esperto ha escogitato un sistema che permette di generare in maniera pseudocasuale un nuovo codice a 128 bit, da usare per codificare i propri contenuti. Chi lo usasse senza autorizzazione, secondo la legge statunitense in materia, il temuto DMCA, sarebbe passibile di denuncia.

Alla faccenda Electronic Frontier Foundation ha dedicato un approfondimento in tema , riferendo come, grazie al DMCA americano , l’industria abbia tutto il diritto di pretendere la rimozione della chiave di decrittazione, essendo la suddetta parte di una circonvenzione della tecnologia anticopia AACS .

L’espediente di Felten ribalta la questione , trasformando chiunque visiti il post sul suo weblog in un proprietario del numero magico tanto conteso: ad ogni accesso viene creata una nuova cifra, che il professore invita ad utilizzare per cifrare un haiku scritto alla bisogna.

A noi è ad esempio uscita fuori questa chiave: 30 CC A6 80 BB A4 04 4D 86 29 BC E7 8C 84 07 2B . Chiunque – almeno sul suolo americano – la utilizzi per decifrare il componimento che “protegge”, cadrà inesorabilmente sotto le spire del DMCA trasformando il codice, da semplice numero generato al volo, in una tecnologia – o parte di essa – atta ad aggirare una protezione alla copia.

Ogni utente che decidesse di seguire i suoi consigli, avrebbe, secondo il professore, gli stessi diritti del consorzio AACS LA di muovere guerra all’intero web per far cancellare la chiave contesa. Una prospettiva assurda, tesa appunto a mettere alla berlina la linea di condotta finora seguita dall’industria.

Che certo non demorde: è di questi giorni la notizia secondo cui gli AACS specialist non temono la rete, e hanno altresì intenzione di procedere dritti sulla propria strada , anche con azioni legali se necessario.

Alfonso Maruccia

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  • xWolverinex scrive:
    Credo che la verita' siano gli MSPoint..
    .. cioe' quelli usati per acquistare qualsiasi cosa sul marketplace. Credo che se uno e' registrato come Stati Uniti come zona li paga in dollari, altrimenti se si e' residenti in europa li si paga in euro. Bisognerebbe verificare se un certo tot X di "crediti" costa Y euro in europa e costa Y euro convertiti in dollari negli USA. Se cosi' non fosse, e MAGARI, dico MAGARI, il cambio fosse piu' favorevole agli utenti USA.. su spiegherebbe il perche' di questa azione (a prescindere dalle bubbonate degli accordi discografici, autori, editori, etichette.. .bla bla bla... i soldi so' soldi!)Fanno i bravi ma mi sa' che dietro c'e' il discorso del quattrino... come si diceva.. "pecunia non olet".. i soldi non puzza !
    • Anonimo scrive:
      Re: Credo che la verita' siano gli MSPoi
      - Scritto da: xWolverinex
      .. cioe' quelli usati per acquistare qualsiasi
      cosa sul marketplace. Credo che se uno e'
      registrato come Stati Uniti come zona li paga in
      dollari, altrimenti se si e' residenti in europa
      li si paga in euro.


      Bisognerebbe verificare se un certo tot X di
      "crediti" costa Y euro in europa e costa Y euro
      convertiti in dollari negli USA. Se cosi' non
      fosse, e MAGARI, dico MAGARI, il cambio fosse
      piu' favorevole agli utenti USA.. su spiegherebbe
      il perche' di questa azione (a prescindere dalle
      bubbonate degli accordi discografici, autori,
      editori, etichette.. .bla bla bla... i soldi so'
      soldi!)

      Fanno i bravi ma mi sa' che dietro c'e' il
      discorso del quattrino... come si diceva..
      "pecunia non olet".. i soldi non puzza
      !Se non la scoprivi tu l' acqua calda..
  • Anonimo scrive:
    Bel suicidio.
    Complimenti davvero, MS deve aver seguito dei corsi speciali in Svizzera e Germania assieme a quelli della Peppermint Records per farsi detestare meglio dalla gente.
    • Anonimo scrive:
      Re: Bel suicidio.
      Siamo il paese delle truffe non occorre che ce lo ricordi in ogni post.
      • Anonimo scrive:
        Re: Bel suicidio.
        - Scritto da:
        Siamo il paese delle truffe non occorre che ce lo
        ricordi in ogni
        post.Potremmo discutere se truffare i truffatori sia moralmente così disdicevole.Se il "libero" mercato esistesse davvero, questo problema non si porrebbe. Ma se il forte fa prepotenze ai deboli, il giudizio cambia.Far pagare la stessa cosa di più a qualcuno e di meno a qualcun altro, è già una prepotenza.Se poi a pagare di più è il povero e di meno è il ricco, è una prepotenza ancora maggiore.Il reddito pro capite a parità di potere d'acqusito (e anche solo a valor puro) in europa è più basso che in USA. Perchè un europeo dovrebbe pagare di più per avere di meno? Ti stupisci che che ci sia chi prova a ripagare il truffatore con la sua stessa moneta?
  • Anonimo scrive:
    come mai?
    perchè alcuni contenuti sono disponibili solo agli statunitensi? già col cambio ci mangiano vendendo la console, poi fanno anche di queste differenziazioni, non sono tutti utenti paganti, americani o europei?
    • deltree scrive:
      Re: come mai?
      Si ma gli europei se comprano in europa pagano con il cambio 1:1. Un prodotto venduto online a 10$ diventa da 10 (ovviamente mascherato dal loro "democratico" sistema a punti). Questo vuol dire che ad un europeo la roba costa il 36% in più. Lo stesso discorso vale anche per i giochi che comperate dallo scaffale.Già i prezzi sono tutt'altro che bassi per roba centellinata che un giocatore online ha sempre avuto gratuitamente o dagli sviluppatori stessi o dalla comunità, ci mettiamo pure un gabello artefatto creato semplicemente per incassare di più e mi domando: ma dove sta sto vantaggio del digital delivery? Nel privarmi di diritti e nel permettere a chiunque controlli una di queste piattaforme di decidere in futuro di modificare le licenze d'uso e limitare ancora di più le mie opzioni con del software che ho legalmente pagato (vedi Valve che inzia ad introdurre pubblicità sui server dedicati che la comunità hosta a proprie spese)?
    • Anonimo scrive:
      Re: come mai?
      Se facendo una determinata cosa, incamerassi più soldi, di fatto senza doverne spendere altri te non la faresti ?
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