Sun vuole la testa di qualcuno a Redmond

La rivale di Microsoft denuncia il colosso di Bill Gates per come ha gestito il proprio software Java. Una denuncia ventilata da tempo e che potrebbe trasformarsi in tre miliardi di dollari di danni a carico di Microsoft. I dettagli


Washington (USA) – Piove sul quartier generale di Microsoft, a Redmond, dopo la conferma nelle scorse ore della denuncia presentata dall’eterna rivale Sun Microsystems in merito alla gestione di Java da parte di Microsoft, una denuncia che va dritta al cuore del business Microsoft.

La prima questione è annosa e centrale nei rapporti tesissimi tra le due aziende, una questione che era già sfociata anche in Europa, dove Sun chiede interventi alle autorità regolamentari di Bruxelles. Una questione relativa ai limiti della licenza di utilizzo e integrazione di Java nei prodotti Microsoft.

Ma Sun non si è limitata, questa volta, a prendere di mira la questione Java, infilandoci dentro anche una richiesta affinché il tribunale costringa Microsoft a rendere pubblico il codice sorgente del proprio browser Internet Explorer e a rilasciare le interfacce di integrazione tra Windows e gli altri software Microsoft.

Con l’accusa di aver utilizzato la propria posizione sul mercato per mettere in difficoltà gli altri produttori, di aver distorto la concorrenza e di aver “avvelenato Java”, Sun chiede anche che a Microsoft sia imposto di diffondere Java attraverso WindowsXP e Internet Explorer.

E sulla scorta della sentenza che ha condannato Microsoft per abuso di posizione dominante, andando oltre quanto discusso nel procedimento antitrust contro l’azienda di Bill Gates, Sun intende ora allargare la questione all’intera strutturazione dei “rapporti” tra Windows e la piattaforma.NET sulla quale Microsoft sta puntando il proprio futuro. “Microsoft – afferma infatti la denuncia di Sun – intende utilizzare la piattaforma.NET per allargare il proprio monopolio sui sistemi operativi dei PC ad un monopolio più esteso e dunque potenzialmente più pericoloso sullo sviluppo di software su qualsiasi device informatico”.

Secondo Micheal Morris, avvocato di punta di Sun, occorre fermare Microsoft per impedire che all’azienda sia concesso di mettere in piedi “nodi di controllo” dell’accesso ad internet “gestiti da Microsoft”. Un obiettivo che secondo il legale si può perseguire soltanto se si ottiene la separazione netta tra Windows e la piattaforma.NET, una separazione che cozza in modo plateale, ovviamente, con le strategie di Microsoft.


“Questa causa antitrust – ha spiegato Morris – è pensata per riportare la competizione nel mercato rimuovendo barriere illegali alla distribuzione della piattaforma Java e all’interoperabilità tra il software di Microsoft e le tecnologie concorrenti. Il raggiungimento di questi obiettivi consentirà maggiore innovazione e scelta da parte dei consumatori”.

I danni che Sun intende chiedere a Microsoft dovrebbero aggirarsi attorno al miliardo di dollari ma se il procedimento si concludesse come vuole Sun le leggi attuali consentirebbero all’azienda di arrivare ad un risarcimento che potrebbe toccare i 3 miliardi di dollari.

Ma le accuse di Sun Microsoft le ha rimandate al mittente.

Su Java, ha spiegato il portavoce dell’azienda Jim Desler, “milioni di consumatori che utilizzano Windows hanno un accesso facile alla tecnologia Java che utilizzano ogni giorno”. Secondo Desler, dunque, “Java è ampiamente utilizzato e qualsiasi mancato successo di Java è dovuto ai fallimenti di Sun e non alle azioni di Microsoft”.

Desler ha aggiunto che “è ora di andare oltre questi problemi, molti dei quali sono legati alle cause già chiuse l’anno scorso. Purtroppo, chi perde davvero in questo tipo di contrasti sono gli sviluppatori di software e i consumatori. Questa industria funziona al suo meglio quando ci focalizziamo sull’innovazione e sviluppiamo grandi prodotti”.

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  • Anonimo scrive:
    Sabotaggio
    Speriamo non sia la gara a cui participa la Marconi di Genova con i suoi TETRA SCN-TX, oppure chissa`...
  • Anonimo scrive:
    Chissà se ci partecipa Telecom italia?
    Potrebbe portare in Iran tutto il know How acquisito dall'esperienza fatta in Bosnia :-P
    • Anonimo scrive:
      Re: Chissà se ci partecipa Telecom italia?
      se x comprare il serbo Milosevic sono "bastati" 1.500 miliardi di lire dei noi, contribuenti italiani, chissà quanti ce ne vorranno in Iran?Chiedo scusa, là ci vorranno petro?...(questa è la vera tecnologia italiana)
      • Anonimo scrive:
        Re: Chissà se ci partecipa Telecom italia?
        L'accostamento mi pare eccessivo ... però non è privo di una certa veridicità.   Direi di sospendere il giudizio.
    • Anonimo scrive:
      Re: Chissà se ci partecipa Telecom italia?
      buonasera!!!   sono convinto che quello che ho letto è verissimo
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