Svezia, la minaccia dei sottotitoli

I fansub non hanno diritto di parola: l'industria dei contenuti ordina il raid di un sito svedese. La passione non retribuita dei traduttori è una minaccia ai profitti di cinema e tv

Roma – I fansubber operano per passione e senza essere retribuiti, investono del tempo nella traduzione dei dialoghi dei film perché fluiscano liberamente in Rete. Non intendono concorrere con l’industria del cinema e della televisione, ma colmare dei vuoti lasciati dalle scelte della distribuzione. Eppure, le autorità svedesi hanno ritenuto che la loro attività meritasse la chiusura del sito che avevano adottato come punto di riferimento, Undertexter.se .

Il raid , nella giornata di venerdì: server sequestrati e indagini in corso da parte delle forze dell’ordine, sorpresa e indignazione da parte dei traduttori e della community del sito. “Le persone che operano sul sito non ritengono che la loro versione dei dialoghi sia qualcosa di illegale – ha spiegato un portavoce di Undertexter.se – soprattutto dal momento che la mettono a disposizione gratuitamente”.

L’azione delle forze dell’ordine, come spiega il fondatore del Partito Pirata Rick Falkvinge, è stata innescata da una segnalazione dei detentori dei diritti: il diritto di traduzione resta un diritto esclusivo, precisano le autorità, l’industria dei contenuti non ammette l’attenuante della gratuità del servizio offerto da Undertexter.se ai cittadini della Rete. Ma se i traduttori che ruotano attorno al sito erano soliti lavorare per passione nel creare i file da abbinare a video e serie tv per poterne fruire in lingua svedese – questo il ragionamento che muove i detentori dei diritti – i gestori del sito che li raccoglie possono contare sulle entrate garantite dall’ advertising che attornia i contenuti che i traduttori forniscono gratuitamente. E qualora l’advertising bastasse a coprire le sole spese di gestione di Undertexter.se ? L’industria dei contenuti ha la risposta pronta: i sottotitoli localizzati rappresentano una minaccia alle tattiche di mercato scelte dalla distribuzione, incoraggiano alla pirateria su scala globale e al download di materiale che circola illegalmente in Rete in altre lingue.

Al sequestro seguiranno ora le indagini, che potrebbero concludersi con delle sanzioni monetarie, o con un massimo di due anni di carcere, quanto rivendicava l’accusa per gli admin di un omologo polacco di Undertexter. A circa 2mila euro ammontava la multa che ha dovuto corrispondere l’admin di un sito norvegese dedicato ai fansub, una sanzione già ridimensionata dal giudice locale, che ha ritenuto la condivisione dei sottotitoli un’azione meno grave rispetto alla condivisione dei video. Molto più consistente il risarcimento chiesto a tre traduttori israeliani, oltre 180mila euro.

Ma nonostante i numerosi precedenti , i fansubber svedesi ritengono di aver agito nella legalità e sulla scarna, nuova pagina del sito chiamano a raccolta gli utenti istituendo una raccolta fondi per combattere per il diritto alla libera circolazione della cultura. Cultura che viene abbracciata e strattonata dalla stessa industria dei contenuti, cultura che continua a fluire, con il supporto di raccoglitori di sottotitoli che parlano tutte le lingue della Rete.

Gaia Bottà

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