Sviluppatori open più tutelati?

Lo spera Free Software Foundation Europe che lancia Freedom Task Force, una nuova struttura che offrirà consulenze tecnico/legali in ambito GPL

Roma – Freedom Task Force sembra l’ennesimo prodotto della creatività Marvel , invece si tratta di un ambizioso progetto di Free Software Foundation Europe ( FSFE ) per educare il mondo delle imprese all’utilizzo corretto delle General Public License ( GPL ).

Grazie al sostegno finanziario della fondazione Stichting NLnet , FSFE e Harald Welte, di gpl-violations.org , potranno dar vita ad una struttura permanente a Zurigo che cercherà di aiutare i programmatori a svolgere il loro lavoro in totale legalità, e contemporaneamente intervenire nei casi di violazione delle licenze.

“Il Free Software è diventato commerciale, ma la sua conoscenza approfondita e il suo sistema di licenze non sono ancora stati sufficientemente divulgati nel modo corretto”, ha spiegato Georg Greve, Presidente di FSFE. “Con grandi aziende come Sun, che hanno reso il Free Software un core business, il tutto si sta trasformando e diviene evidente l’esigenza di servizi come quelli che fornirà Freedom Task Force”.

FTF disporrà di esperti di ogni settore: dal tecnico al legale. Ma non mancheranno i volontari che collaboreranno per rispondere adeguatamente ad ogni caso che riguarda i problemi di licenza. Il coordinatore del team, inizialmente, sarà Shane Coughlan. “Tenteremo di dare agli sviluppatori il massimo supporto possibile. Di fatto, aiutandoli nelle questioni licenziatarie saremo in grado di salvaguardare lo status legale dei progetti senza distoglierli dalle questioni tecnologiche e manageriali”, ha dichiarato Coughlan.

“Il mio impegno in gpl-violations.org dimostra quanto la comunità abbia bisogno di non perdere di vista il problema delle violazioni. Se in passato con FSFE eravamo solo in buoni rapporti, d’ora in poi lavoreremo a più stretto contatto, condividendo informazioni e risorse per proteggere al meglio i diritti degli sviluppatori Free Software”, ha sottolineato Harald Welte, il primo a far rispettare in tribunale la filosofia GNU GPL.

“Siamo molto soddisfatti di poter supportare il lancio di FTF perché siamo convinti che sia giunta l’ora di consolidare il Free Software. Avevamo bisogno di un partner adeguato e FSFE ha certamente le carte in regola. Speriamo che altri possano contribuire a questo sforzo, e guardino al FTF come ad un passo sostanziale per la maturazione del Free Software”, ha dichiarato Teus Hagen, Presidente di Stichting NLnet.

Questo autunno potrà essere considerato negli anni avvenire come una sorta di inquadramento programmatico europeo per il Free Software. Lo scorso ottobre la Commissione Europea ha varato un progetto per la realizzazione di OSOR (Open Source Observatory and Repository), il primo portale che raccoglierà le esperienze, le conoscenze e i software open source delle pubbliche amministrazioni degli stati dell’Unione Europea. Poi è stato il momento del Software Quality Observatory for Open Source Software ( SQO-OSS ), che ha come obiettivo lo sviluppo di strumenti capaci di passare al setaccio il codice open source e stabilire benchmark di valutazione delle applicazioni aperte. Infine, qualche giorno fa lo stesso Compliance Lab di FSF ha promesso la realizzazione di un sito Web specifico per agevolare la diffusione Free Software e minimizzare le interpretazioni non conformi, riducendo così i rischi legali e aumentando invece le opportunità per gli utenti.

Dario d’Elia

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  • Anonimo scrive:
    nooo e telecom?
    due anni fa interbuisness.it (aka mammatelecom) era al quarto posto, dove siamo finiti?bisogna rivendicare l'italianità dello spam, ecco (rotfl)
    • The Skull scrive:
      Re: nooo e telecom?
      - Scritto da:
      due anni fa interbuisness.it (aka mammatelecom)
      era al quarto posto, dove siamo
      finiti?
      bisogna rivendicare l'italianità dello spam, ecco
      (rotfl)Scherzi a parte, TI ha tuttora grossi problemi di spam dai propri clienti, ma l'impatto si è tutto sommato ridimensionato.Diversamente da molti di quelli che stanno nei top 10, T.I. ha pochi spammers "veri" e un numero oramai abbastanza limitato di record SBL. Tutti o quasi dovuti più ad attività di abuso di macchine dei propri clienti (botnet, o server bucati), che T.I. non forza a risolvere, piuttosto che non una vera "connivenza" con le attività di spam svolte dai propri clienti, come invece accade per altre realtàDi quelli listati nei primi 10 da SH, la seconda, ad esempio, non è una rete da cui "esca spam", tecnicamente:http://www.spamhaus.org/sbl/listings.lasso?isp=serverflo.comTutti quei record sono relativi a server che fanno da master per botnet, o da iniettori per proxy.E' ben peggio di avere clienti "bucati" e non curarsene...
  • Anonimo scrive:
    In Italia
    Da noi gente così sarebbe in parlamento da 10 anni non a giocare con i computer.E mi riferisco a questi: http://www.spamhaus.org/statistics/spammers.lasso
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