Telefonia, le cabine vacillano

Gli italiani sono sempre più mobili e meno fissi, ma tutto il traffico telefonico è in flessione. A farne le spese più di ogni altro mezzo di comunicazione è il telefono pubblico, sempre più snobbato dagli utenti
Gli italiani sono sempre più mobili e meno fissi, ma tutto il traffico telefonico è in flessione. A farne le spese più di ogni altro mezzo di comunicazione è il telefono pubblico, sempre più snobbato dagli utenti

Roma – 128 miliardi di minuti . È il volume di traffico complessivo generato nello scorso anno dal mercato della telefonia italiana (fissa e mobile). Il traffico voce è in ribasso, visto che nel 2006 l’ammontare complessivo aveva toccato quota 135,7 miliardi di minuti. Il 2007 registra dunque un -5,6 per cento: chi ha patito la batosta più solenne è la telefonia pubblica, che nel 2006 aveva sfiorato i 600 milioni di minuti, mentre nel 2007 è arrivata a soli 300 milioni.

La tabella riassuntiva delle tipologie di traffico

Probabilmente è prematuro parlare di pensionamento delle cabine telefoniche, ma i dati forniti dagli operatori telefonici evidenziati dall’ Authority delle Comunicazioni parlano chiaro: tra le voci che identificano le tipologie di utilizzo (Locale, Internet dial up, Nazionale, Internazionale, Reti Mobili, Telefonia pubblica) l’unica in crescita è quella relativa al traffico telefonico nazionale , un aumento dovuto – osserva l’Autorità – a soluzioni che adottano “modalità di pricing con tariffazione unica verso la rete fissa nazionale”.

Anche le altre voci sono in discesa, ma quella relativa alla telefonia pubblica, con il suo -43,2 per cento, è decisamente in picchiata. E questo è un dato che fa certamente riflettere le compagnie telefoniche che hanno cabine attive in Italia (per la maggior parte dell’incumbent Telecom Italia ) sull’opportunità di mantenerle in funzione.

Le cabine telefoniche La cabina telefonica è quindi sempre più snobbata dagli utenti, per più di un motivo: il primo – il più evidente – è la diffusione della telefonia mobile, che in Italia ha un tasso di penetrazione molto elevato (circa 150 per cento, ossia una media di 1,5 telefonini per utente). Il secondo, assolutamente rilevante, è il crescente utilizzo di soluzioni di telefonia IP “dove imprese come ad esempio Skype – si legge nella relazione dell’Authority – sono presenti con offerte assai aggressive e con prezzi particolarmente contenuti nelle tratte caratterizzate da elevati tassi di crescita”. Un elemento che si riflette negativamente su varie tipologie di traffico, ma soprattutto sulle direttrici internazionali, che nel 2007 registrano un -6,7 per cento rispetto all’anno precedente.

Anche i collegamenti dial up soffrono (-19,3 per cento), ma questa è una voce di traffico telefonico che tutta l’Italia ambisce a far scomparire (o perlomeno spera che sia ridotta il più possibile): si tratta infatti delle connessioni Internet di cui si serve l’utenza che non dispone di banda larga.

Dario Bonacina

( fonte immagine )

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28 07 2008
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