Ofcom (equivalente britannico dell’italiana AGCOM) ha avviato un’indagine nei confronti di Telegram per aver consentito la diffusione di contenuti pedopornografici sulla piattaforma in violazione dell’Online Safety Act del 2023. L’azienda di Pavel Durov, che rischia una sanzione fino al 10% delle entrate globali annuali, ha respinto le accuse.
Segnalazione di CSAM dal Canada
In base alle suddetta legge, i provider che offrono servizi “user-to-user” devono impedire la diffusione di contenuti illegali, tra cui i CSAM (Child Sexual Abuse Material), ridurre il rischio in maniera efficace e rimuovere i contenuti illegali nel minor tempo possibile. È quindi obbligatorio implementare le misure indicate nel codice di condotta (o simili) in vigore dal 17 marzo 2025.
Ofcom ha avviato l’indagine dopo aver raccolto prove sulla presenza di contenuti pedopornografici su Telegram, alcune delle quali fornite dal Canadian Centre for Child Protection. Durante il procedimento verrà valutato se il provider ha violato l’Online Safety Act.
La procedura è piuttosto lunga e prevede l’invio di richieste di informazioni, il diritto alla difesa da parte di Telegram, la pubblicazione di risultati preliminari, l’esame delle misure correttive proposte e la decisione finale che potrebbe essere una sanzione fino a 18 milioni di sterline o il 10% delle entrate globali annuali. In casi estremi, Ofcom può chiedere al giudice di emettere un ordine che impone agli ISP di bloccare l’accesso al servizio.
Questa è la dichiarazione ufficiale di Telegram:
Telegram respinge categoricamente le accuse di Ofcom. Dal 2018, Telegram ha praticamente eliminato la diffusione pubblica di materiale pedopornografico sulla sua piattaforma grazie ad algoritmi di rilevamento all’avanguardia e alla collaborazione con le ONG. Siamo sorpresi da questa indagine e preoccupati che possa far parte di un attacco più ampio alle piattaforme online che difendono la libertà di espressione e il diritto alla privacy.
Internet Watch Foundation ha evidenziato che Telegram non ha fatto abbastanza per rilevare e rimuovere le immagini di abusi sessuali sui minori.
Ofcom ha avviato altre due indagini nei confronti di Teen Chat e Chat Avenue, in quanto i servizi vengono utilizzati dai pedofili per l’adescamento dei minori e la diffusione di contenuti pornografici.