Terza dose: Garante Privacy risponde a Bertolaso

Terza dose: Garante Privacy risponde a Bertolaso

Il Garante della Privacy risponde a Guido Bertolaso: la chiamata attiva per la terza dose non viola la privacy dei cittadini, come specificato a luglio.
Il Garante della Privacy risponde a Guido Bertolaso: la chiamata attiva per la terza dose non viola la privacy dei cittadini, come specificato a luglio.

Botta e risposta tra Guido Bertolaso e il Garante per la protezione dei dati personali. Il coordinatore della campagna vaccinale in Lombardia ha dichiarato che la somministrazione della terza dose è bloccata dalla privacy, in quanto non è possibile contattare direttamente i cittadini. L'autorità ha replicato con un comunicato ufficiale, affermando che la privacy non rappresenta un ostacolo.

Bertolaso su privacy e Green Pass

Nel corso dell'incontro “Lotta al Covid, Italia e Israele a confronto“, organizzato dall'ambasciata di Israele a Roma, Guido Bertolaso ha dichiarato che la privacy rallenta le vaccinazioni perché non è possibile telefonare direttamente i cittadini per invitarli a fare la terza dose. In Israele è invece consentita la cosiddetta “chiamata attiva“, una soluzione consigliata dal Commissario Francesco Figliuolo per velocizzare la somministrazione della terza dose.

Qualche ora dopo è arrivata la replica del Garante della Privacy:

La privacy non ostacola le chiamate agli assistiti. Anzi, per agevolare il compito di regioni e province autonome, l’autorità ha da tempo messo a loro disposizione un decalogo sul corretto trattamento dei dati nell’ambito delle azioni promozionali per la vaccinazione.

Nel comunicato stampa del 22 luglio 2021 è scritto che:

Nella realizzazione delle iniziative volte alla chiamata attiva degli assistiti che appartengono alle categorie dei soggetti cui rivolgere in via prioritaria la vaccinazione, l’autorità ricorda la necessità di individuare modalità di trattamento dei dati personali degli interessati che, pur nel rispetto dell’esigenza di intervenire tempestivamente in considerazione del contesto emergenziale, rispettino i principi fondamentali in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679 e Codice in materia di protezione dei dati personali – dlgs 30 giugno 2003, n. 196).

Il Garante sottolinea che le iniziative volte a promuovere la vaccinazione devono essere realizzate attraverso gli operatori del servizio sanitario nazionale. Quindi per rispettare la privacy dei cittadini, l'eventuale chiamata attiva per la terza dose non può essere effettuata da uffici amministrativi regionali o comunali.

Nel suo intervento, Bertolaso ha evidenziato inoltre l'eccessiva burocrazia (per ogni vaccino sono necessari 11 fogli di carta) e proposto il ritiro del Green Pass alle persone che si rifiutano di fare la terza dose.

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06 11 2021
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