The Blue Nowhere

di Raoul Chiesa. E' il primo romanzo su un serial killer ambientato tra reti informatiche, social engineering e furti di identità. Un romanzo di pura fantasia? No. Ecco il perché
di Raoul Chiesa. E' il primo romanzo su un serial killer ambientato tra reti informatiche, social engineering e furti di identità. Un romanzo di pura fantasia? No. Ecco il perché


Web – Intro
“Profondo Blu”, The Blue Nowhere, è il luogo (ed il momento) dove un hacker si estrania da ciò che lo circonda, per venire inghiottito dall’oscurità dei network. Profondo Blu è il titolo del primo romanzo su un serial killer ambientato tra reti informatiche, social engineering e furti di identità. Un romanzo di pura fantasia? No, una visione concreta su quello che potrebbe essere realizzabile ai giorni nostri…

Devo ammettere che le prime impressioni quando mi consigliarono questo romanzo furono di scetticismo?adoro i racconti – ed i film – sui serial killer, così come sono cosciente del fatto che, in questi ultimi anni, l’argomento “hacking” sia stato prelevato a piene mani ed inserito come “ultima moda” per cinema, trasmissioni TV e libri. Amazon.com conta non meno di 50 titoli con il termine (o che trattano di) “hacking” ed il cinema di questi ultimi mesi ci ha fornito titoli quali Synapse, Almost Blu, Hackers 2?

Finisco le mie riflessioni, compro il libro e lo scetticismo lascia spazio ad una sensazione di rapimento completa e totale: Profondo Blu non solo è scritto bene, non solo non è ambientato in un “cyberfuturo” non meglio definito (al contrario, i fatti scorrono nei giorni nostri, In the Real Life?) ma, addirittura, ha alla base un sapiente mix di poliziesco, thriller ed hacking.
Jeffrey Deaver, autore del romanzo, è reduce dall’enorme successo de “Il collezionista di ossa”, libro reso celebre dall’interpretazione cinematografica di Denzel Washington ed Angelina Jolie; chi ha visto il film ricorderà il modo magistrale in cui la suspence è viva e perdura in tutta la durata delle scene, catapultando continui colpi di scena sullo spettatore. Il Blue Nowhere citato nel titolo è proprio questo, suspence e colpi di scena, e due sono i frequentatori di questo “spazio vuoto”: Wyatt Gillette aka Valleyman e Jon Patrick Holloway aka Phate.

Phate
Phate è il maestro di un’intera generazione di hackers, uno dei fondatori del canale IRC #hack, è un vero Guru dell’hacking. Ma si è perso?è convinto che The Real Life, la vita vera di ogni giorno, sia solo un enorme MUD, un gioco di ruolo dove vince chi uccide più persone. Ma le persone uccise sono vere, il sangue è reale ed i personaggi in cui Phate si cala o su cui sfoga la sua ira – dando sfoggio di capacità eccelse nell’arte del social engineering , del physical engineering e dell’ identity thieft – rappresentano uomini e donne che si muovono e vivono in un cyberspazio che tale non è, trattandosi della vita reale di tutti noi.

Apprendendo le diverse abitudini sociali della Silicon Valley dei giorni nostri il lettore scoprirà come sia effettivamente possibile – in un sistema che tende verso la globalizzazione ad una velocità sempre maggiore – grazie all’integrazione tra burocrazia e tecnologia, il furto della privacy di ognuno di noi, come sia semplice rovinare una persona o inserirsi nella sua vita privata e, soprattutto, come la sicurezza dei dati dipenda sempre più dalla sicurezza (o in sicurezza) di altri. Un agente del Los Angeles Police Department, citato nel libro, spiega come “?è possibile commettere quasi qualsiasi crimine con il computer. Si può persino uccidere qualcuno utilizzando un computer”. Prima di lasciarci andare a riflessioni su questa frase, leggiamone però un’altra, altrettanto realistica e ripresa dall’ottimo libro su Kevin Poulsen “The Watchman” di Jonathan Littman: “(Lui) rappresentava una nuova generazione di hacker, non la terza generazione, ispirata da un innocente senso di meraviglia?ma una quarta generazione, disincantata e mossa dalla rabbia.”


Wyatt Gillette
Phate, nel suo folle gioco, arriva sino ad uccidere (con un notevole incremento di punti nel suo MUD personale e psicopatico) il capo dell’UCI, l’Unità Crimini Informatici, il Detective Anderson: l’UCI si ritrova così senza il tecnico più esperto della divisione e decide di chiamare Wyatt Gillette, hacker di altissimo livello, arrestato per intrusioni in sistemi informatici e residente presso un carcere di massima sicurezza. Gillette rappresenta la vera apoteosi dello spirito hacker, l’amore viscerale per il codice e la sicurezza: nell’inseguire Phate, l’hacker “pulito” ha la possibilità di riscattarsi, fermare un pericoloso omicida e rientrare nel Blue Nowhere, quella Rete alla quale da troppo tempo gli è vietato accedere.

Il lettore viene trascinato in mezzo ad azioni di war dialling, intrusioni pianificate e social engineering ad alto livello, con spiegazioni chiare e semplici che aiutano a comprendere la logica di un attacco e, soprattutto, le motivazioni che sono alla base dell’insicurezza informatica stessa. L’unica pecca del libro, veramente bello ed intrigante, è nella traduzione: Maura Parolini e Matteo Curtoni hanno sicuramente fatto un bel lavoro nel tradurre con semplicità dei passaggi tecnici o nel mantenere la suspence di alcuni passaggi significativi, ma si nota assolutamente la non conoscenza dei termini underground. Non è bello vedere termini restituiti come “Squadra di Tigri” o “Scatola Rossa”, quando i corrispettivi originali sono Tiger Team e Red Box?

Per concludere questo veloce esame di un libro degno di nota nello scarso panorama dei “tradotti in italiano”, due cenni di folklore: il sito ed il libro. Il sito di Profondo Blu è http://www.thebluenowhere.com/ e chiamando l’home page veniamo trascinati dal familiare suono di un modem handshake (con il particolarissimo rumore del V.90 che spinge da sotto) e ci viene chiesto se siamo “Ready for the ride of your life”.
Come per ogni romanzo di successo l’idea di trarne un film c’è, la Warner Bros vuole portare sullo schermo questo thriller mozzafiato ed ha chiesto l’aiuto di Joel Silver, produttore di Arma Letale e di Matrix. Sono molto curioso di vedere cosa uscirà fuori da un romanzo che, in alcune fasi, sembra stato scritto proprio nell’ottica di divenire un copione cinematografico.

Raoul Chiesa aka Nobody

Ringraziamenti
Desidero ringraziare Jefferey Deaver per essere riuscito a sposare la magia dell’underground con l’hacking addiction e gli eccessi della conoscenza , portando il lettore nel Blue Nowhere che vissi personalmente tanti anni fa; ringrazio inoltre Federica Grassi, una delle commercial account più belle che io abbia mai incontrato, per avermi consigliato un libro veramente bello.

Copyright © 2001 Raoul Chiesa (GNU/FDL License)
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18 12 2001
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