TikTok potrebbe separarsi da ByteDance per evitare ban

TikTok potrebbe separarsi da ByteDance per evitare ban

TikTok sta sentendo sempre di più la pressione dei Paesi occidentali: per ripulirsi delle accuse, il social potrebbe staccarsi da ByteDance.
TikTok potrebbe separarsi da ByteDance per evitare ban
TikTok sta sentendo sempre di più la pressione dei Paesi occidentali: per ripulirsi delle accuse, il social potrebbe staccarsi da ByteDance.

TikTok sta sentendo sempre di più la pressione dei Paesi occidentali: dopo il ban del social in Belgio e i rumor del disegno di legge inglese per un divieto nel Regno Unito, i gestori della piattaforma di condivisione video starebbero per tagliare i legami con la società madre ByteDance, con l’intento di puntare alla quotazione in borsa della società o una vendita al miglior offerente.

TikTok si stacca da ByteDance?

Secondo un recente report di Bloomberg, pubblicato dopo che l’agenzia di stampa ha discusso con fonti anonime legate alla società, la leadership interna di TikTok starebbe valutando attentamente la rottura dei rapporti con ByteDance, in un atto disperato che mira a rimuovere ogni accusa aggiuntiva di presunti rischi di sicurezza legati al governo cinese e allo spionaggio per conto suo.

TikTok

La separazione dall’azienda madre potrebbe comportare dunque la vendita del social che, a oggi, avrebbe un valore stimato attorno ai 50 miliardi di dollari. Un prezzo decisamente non indifferente, ma che sicuramente qualche colosso della tecnologia sarebbe disposto a pagare date le potenzialità della piattaforma. In alternativa, TikTok tenterà di seguire la strada della quotazione in borsa.

In tutto questo, la portavoce Maureen Shanahan ha rilasciato qualche dichiarazione in merito a “Project Texas”, un piano molto simile al Project Clover europeo che intende spostare tutti i dati degli utenti statunitensi su server di proprietà di aziende terze, giudicate affidabili. Oltreoceano, il riferimento sarebbe Oracle. Di seguito le parole della Shanahan:

“Rimaniamo fiduciosi che il miglior percorso per affrontare le preoccupazioni sulla sicurezza nazionale sia la massima trasparenza, con protezione basata negli Stati Uniti, dei dati e dei sistemi degli utenti statunitensi; un solido monitoraggio, controllo e verifica di terze parti. Se l’obiettivo è proteggere la sicurezza nazionale, un divieto o un disinvestimento non risolve il problema, poiché nessuna delle due opzioni risolve i problemi di accesso o trasferimento dei dati.”

Fonte: Bloomberg
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Pubblicato il
15 mar 2023
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