Tim Cook svela cosa bolle in pentola

La realtà aumentata, attualmente lontana dall'essere una realtà, migliorerà il mondo. Anche perché non siamo ancora nel futuro migliore sognato da Cook, ma abbiamo fatto passi avanti. Grazie anche ad ARKit

Roma – Tim Cook ha concesso una lunga intervista sullo stato delle cose e sui possibili sviluppi per il futuro. O almeno per quello rappresentato nella sua visione delle cose che parte da un assunto: ha più speranze nella realtà aumentata (AR) che nella realtà virtuale (VR).

Un antipasto di quello che intende Apple quando si parla di possibilità con la realtà aumentata è la sua nuova tecnologia ARKit, presente nel nuovo iPhone ma già anticipata con un video nei mesi scorsi: si tratta di un software che permette di “mostrare” attraverso lo schermo del dispositivo, oggetti virtuali brillanti giustapposti e posizionati nella realtà che circonda l’utente, una realtà che insomma guadagna nuovi contenuti nascosti se non visualizzati attraverso un dispositivo, come raccontato per esempio dal maestro del cyberpunk Bruce Sterling nella nuova trilogia Blue Ant. Nell’esempio caricato nelle scorse settimane, invece, un Melafonino viene utilizzato per creare e visualizzare semplicemente una porta su un mondo verde aperta per le strade di una città.


Al momento siamo quindi in una realtà diversa da quella immaginata da Sterling, ma anche dal mondo ideale sognato da Cook, ma qualche passo è stato fatto e anzi la via imboccata – dice – è quella del miglioramento della realtà .

Si tratta, naturalmente, al momento di una delle più semplici applicazioni della realtà aumentata, che parte dall’esame, mappatura e comprensione del mondo in cui si muove l’utente per sovrapporgli un livello virtuale sotto forma di oggetto digitale: software del genere sono ormai accessibili, come dimostra la nuova app IKEA che permette ai propri utenti di provare i mobili direttamente in casa.

Proprio da qui parte Cook: la realtà aumentata rivoluzionerà del tutto lo shopping , ma non si limiterà a cambiare questo, finendo per avere un’ influenza su tutti gli aspetti della vita . D’altra parte, spiega, app facilmente utilizzabili come quelle di IKEA possono essere fatte per l’educazione, la navigazione, gli affetti, i viaggi: tra le nuove app mostrate durante l’intervista ce n’è una che sovrappone informazioni sui sentieri di montagna percorsi dall’utente, una per imparare l’astronomia che dà informazioni su stelle e sistemi solari, una per videogame che possono essere giocati come veri e propri giochi da tavola.

E questo rappresenta solo l’inizio della tecnologia, che ora che – anche se in una forma basilare – è alla portata di tutti può esplorare la sua vera portata: in questo senso, sottolinea Cook, sarà fondamentale il ruolo degli sviluppatori terzi che avranno accesso a ARKit e alle informazioni di Apple per lo sviluppo della realtà aumentata.

Cook sottolinea naturalmente il ruolo che potrà svolgere Apple in questa rivoluzione: Cupertino racchiude in sé sia lo sviluppo dell’hardware che del software e la sua community rappresenta una realtà amalgamata e coerente, fattori che la pongono in vantaggio su Android, come dice oltre a Cook anche Greg Joswiack, vicepresidente Apple per iOS, iPad e per il marketing iPhone, che del concorrente sottolinea la frammentazione in diversi software e la mancanza di una comunità unità di sviluppatori.

Quando poi la tecnologia della realtà aumentata e virtuale sarà matura, spiega ancora Cook, non è detto che Apple non sforni un nuovo dispositivo in cui essa non sia una semplice funzione ancillare ma il prodotto stesso, ma per il momento questo sembra lontano: nonostante dunque un brevetto sull’argomento depositato da Apple nel 2008, saranno i device utilizzati tutti i giorni a portare ancora avanti la rivoluzione aumentata.

Claudio Tamburrino

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  • AxAx scrive:
    Ma c'è davvero qualcuno che usa o userà
    queste mostruosità?
    • esraj scrive:
      Re: Ma c'è davvero qualcuno che usa o userà
      Guardati in giro.Il divario fra chi capisce e chi non capisce sta crescendo sempre più, in tutti i campi.Il guaio è che come chi non capisce è in nettissima maggioranza su chi capisce.Con le conseguenze a cui assistiamo ogni giorno.
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