TLC, sarà davvero Nuova Trasparenza?

I tariffometri e i misuratori di velocità della banda potrebbero indurre a ritenere che qualcosa si sia risvegliato nell'Autorità TLC. Ma c'è chi critica le novità: per molti arrivano con un ritardo geologico e, forse, saranno inefficaci
I tariffometri e i misuratori di velocità della banda potrebbero indurre a ritenere che qualcosa si sia risvegliato nell'Autorità TLC. Ma c'è chi critica le novità: per molti arrivano con un ritardo geologico e, forse, saranno inefficaci

Roma – Le priorità dell’Autorità TLC includono esplicitamente la trasparenza in queste settimane, come indica l’introduzione di un bollino di qualità per i tariffometri dei servizi di telefonia, a cui si è aggiunto l’obbligo per i provider di dichiarare la velocità minima delle ADSL fornite .

Quest’ultimo impone ai fornitori broad band si consentire al consumatore di conoscere almeno qualche cosa in più sulle reali prestazioni della propria connessione o di quella che intende sottoscrivere. “Gli operatori – spiegano dall’Authority – dovranno indicare nelle informazioni, con qualunque mezzo diffuse, la velocità minima risultante dalle misurazioni effettuate, definita come banda disponibile in download nel 95% dei casi , mentre oggi le offerte pubblicizzate indicano solo la velocità massima teorica”. In futuro all’utente sarà fornito anche un tool di verifica , ma ci vorrà tempo, di mezzo c’è anche l’affidamento della gestione del tool ad un soggetto indipendente.

Nonostante la trasparenza sia il leit motiv delle ultime due iniziative, molti storcono il naso. Domenico Murrone di ADUC spiega a Punto Informatico che dal suo punto di vista “i due provvedimenti vanno nella giusta direzione anche se – purtroppo – la reattività dell’Agcom è quella di un elefante”. Il timore è che, una volta resi operativi questi provvedimenti, ci si trovi già in un’era tecnologica diversa, destinata a necessitare di nuove contromisure per arginare la tendenza dei gestori a rendere poco trasparenti offerte e tariffe : “Già due, tre, cinque anni fa fioccavano le segnalazioni degli utenti che rimanevano delusi da un’offerta apparentemente conveniente o che si lamentavano della lentezza dell’ADSL – rileva l’associazione – bastava leggere sul sito dell’Aduc o di Punto Informatico. Perché si è aspettato tanto per obbligare i gestori a indicare anche la banda minima garantita nelle promozioni e nei contratti? Pensiamo che l’Agcom abbia una visione fin troppo concertativa quando per qualunque questione convoca tavoli di confronto tra gestori e associazioni di consumatori. Se è importante ascoltare tutti, è indispensabile, come detto, la reattività”.

“La scorrettezza sistematica dei gestori – osserva ADUC – è premiata dalla mancanza di controlli e di immediate e importanti sanzioni per chi sgarra. Solo penalizzando immediatamente i gestori furbi si può avviare un circolo virtuoso che favorisca utenti e gestori corretti. Ora invece, se esistesse un operatore onesto sarebbe massacrato dalla scorrettezza altrui. Gli esempi di buone norme, anche recenti, che vengono sistematicamente disapplicate sono innumerevoli”.

Anche Altroconsumo sottolinea a Punto Informatico che i tempi di reazione dell’Authority – sulla questione “speedometro” – sono di una lentezza disarmante, ma aggiunge che “quello della velocità di connessione è forse ormai un problema secondario. Un po’ come avviene negli altri campi della tecnologia, per esempio nelle fotocamere, dove tutti i produttori vantano sempre più Megapixel, quando invece i dati importanti sono altri. Con Internet non siamo ancora del tutto lì ma quasi. I dati importanti ci sembrano comunque ormai altri: la frequenza delle interruzioni del segnale, l’attendibilità della consegna della posta elettronica, la velocità con cui si può cambiare provider (rimanere due settimane senza ADSL ormai per molte persone è un vero problema) e altri ancora”.

Marco Pierani ha spiegato inoltre a Punto Informatico che Altroconsumo ha invece accolto favorevolmente la consultazione lanciata dall’Agcom sui tariffometri: “Riteniamo, infatti, che questi strumenti siano molto importanti per due ordini di ragioni: possono permettere al consumatore di fare la migliore scelta sul mercato in base alla propria effettiva tipologia di utilizzo; incentivano una più efficace concorrenza attraverso una migliore comparabilità delle offerte che altrimenti rimangono sempre abbastanza difficili da analizzare nella loro convenienza o meno da parte del consumatore finale”. L’associazione propone da tempo un servizio di comparazione tra le tariffe presenti sul mercato della telefonia fissa , mobile e Internet con tre distinte banche dati e moduli di calcolo.

“Di solito il servizio è riservato ai nostri soci – precisa Altroconsumo – ma, in alcune occasioni, lo rendiamo disponibile a tutti i consumatori, come è avvenuto ad esempio in settembre per quanto riguarda la telefonia mobile in occasione delle massiccia rimodulazione delle tariffe da parte di Tim e Vodafone, quando moltissimi italiani hanno utilizzato i nostri motori di calcolo per decidere se accettare le nuove tariffe proposte dagli operatori o migrare con la portabilità verso altre tariffe e altri operatori. Stiamo, dunque, analizzando con attenzione la bozza di delibera e possiamo individuare sin d’ora due aspetti sui quali intendiamo sollecitare l’Agcom a prendere in considerazione opportune modifiche:

1) Dovrebbe essere consentito ai gestori accreditati di poter segnalare la “pericolosità” per l’utente di alcune tariffe presenti sul mercato. Che questo avvenga mediante l’esclusione di tali tariffe dalla banca dati o mediante l’indicazione esplicita della pericolosità della tariffa, rimane indifferente. Ciò che conta è che tale segnalazione agli utenti non sia considerata da Agcom una forma di discriminazione dell’operatore telefonico. Agcom potrebbe, anzi fare qualcosa di più, nel fornire linee guida per la effettiva comparabilità delle tariffe presenti sul mercato potrebbe escludere la proponibilità di tariffe che, per la loro stessa struttura, risultano particolarmente lesive di prerogative fondamentali per il consumatore. Altroconsumo attualmente esclude, talvolta, dal proprio modulo di calcolo tali tariffe e, altre volte, le segnala in quanto espressamente sconsigliate.

2) il vincolo dell’aggiornamento della banca dati contemporaneo all’uscita di nuovi piani tariffari è quasi impercorribile rebus sic stantibus , sarebbe quindi auspicabile che l’Agcom inserisca nel testo definitivo della Delibera un vincolo in capo agli operatori ad aggiornare sistematicamente ed in tempo reale, sulle novità della propria offerta, i gestori dei moduli di calcolo accreditati”.

E gli operatori come vedono questi provvedimento? Dino Bortolotto – presidente Assoprovider – nell’esprimersi a favore di “tutto ciò che rende chiara e trasparente l’offerta all’utente finale”, spiega a questo giornale di non poter ancora formulare un giudizio per quanto riguarda gli “speedometri”, almeno finché non saranno resi noti i criteri e le strumentazioni tecniche per effettuare le misurazioni. Sulla stessa lunghezza d’onda Joy Marino – vicepresidente AIIP – che si riserva di analizzare con attenzione il testo del provvedimento, sottolineando che è “un risultato del tavolo tecnico della Carta dei Servizi che ha lavorato con Agcom per svariati mesi, concludendo i lavori nel luglio 2007″.

Dario Bonacina

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23 11 2008
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