TLC, sarà davvero Nuova Trasparenza?

I tariffometri e i misuratori di velocità della banda potrebbero indurre a ritenere che qualcosa si sia risvegliato nell'Autorità TLC. Ma c'è chi critica le novità: per molti arrivano con un ritardo geologico e, forse, saranno inefficaci

Roma – Le priorità dell’Autorità TLC includono esplicitamente la trasparenza in queste settimane, come indica l’introduzione di un bollino di qualità per i tariffometri dei servizi di telefonia, a cui si è aggiunto l’obbligo per i provider di dichiarare la velocità minima delle ADSL fornite .

Quest’ultimo impone ai fornitori broad band si consentire al consumatore di conoscere almeno qualche cosa in più sulle reali prestazioni della propria connessione o di quella che intende sottoscrivere. “Gli operatori – spiegano dall’Authority – dovranno indicare nelle informazioni, con qualunque mezzo diffuse, la velocità minima risultante dalle misurazioni effettuate, definita come banda disponibile in download nel 95% dei casi , mentre oggi le offerte pubblicizzate indicano solo la velocità massima teorica”. In futuro all’utente sarà fornito anche un tool di verifica , ma ci vorrà tempo, di mezzo c’è anche l’affidamento della gestione del tool ad un soggetto indipendente.

Nonostante la trasparenza sia il leit motiv delle ultime due iniziative, molti storcono il naso. Domenico Murrone di ADUC spiega a Punto Informatico che dal suo punto di vista “i due provvedimenti vanno nella giusta direzione anche se – purtroppo – la reattività dell’Agcom è quella di un elefante”. Il timore è che, una volta resi operativi questi provvedimenti, ci si trovi già in un’era tecnologica diversa, destinata a necessitare di nuove contromisure per arginare la tendenza dei gestori a rendere poco trasparenti offerte e tariffe : “Già due, tre, cinque anni fa fioccavano le segnalazioni degli utenti che rimanevano delusi da un’offerta apparentemente conveniente o che si lamentavano della lentezza dell’ADSL – rileva l’associazione – bastava leggere sul sito dell’Aduc o di Punto Informatico. Perché si è aspettato tanto per obbligare i gestori a indicare anche la banda minima garantita nelle promozioni e nei contratti? Pensiamo che l’Agcom abbia una visione fin troppo concertativa quando per qualunque questione convoca tavoli di confronto tra gestori e associazioni di consumatori. Se è importante ascoltare tutti, è indispensabile, come detto, la reattività”.

“La scorrettezza sistematica dei gestori – osserva ADUC – è premiata dalla mancanza di controlli e di immediate e importanti sanzioni per chi sgarra. Solo penalizzando immediatamente i gestori furbi si può avviare un circolo virtuoso che favorisca utenti e gestori corretti. Ora invece, se esistesse un operatore onesto sarebbe massacrato dalla scorrettezza altrui. Gli esempi di buone norme, anche recenti, che vengono sistematicamente disapplicate sono innumerevoli”.

Anche Altroconsumo sottolinea a Punto Informatico che i tempi di reazione dell’Authority – sulla questione “speedometro” – sono di una lentezza disarmante, ma aggiunge che “quello della velocità di connessione è forse ormai un problema secondario. Un po’ come avviene negli altri campi della tecnologia, per esempio nelle fotocamere, dove tutti i produttori vantano sempre più Megapixel, quando invece i dati importanti sono altri. Con Internet non siamo ancora del tutto lì ma quasi. I dati importanti ci sembrano comunque ormai altri: la frequenza delle interruzioni del segnale, l’attendibilità della consegna della posta elettronica, la velocità con cui si può cambiare provider (rimanere due settimane senza ADSL ormai per molte persone è un vero problema) e altri ancora”.

Marco Pierani ha spiegato inoltre a Punto Informatico che Altroconsumo ha invece accolto favorevolmente la consultazione lanciata dall’Agcom sui tariffometri: “Riteniamo, infatti, che questi strumenti siano molto importanti per due ordini di ragioni: possono permettere al consumatore di fare la migliore scelta sul mercato in base alla propria effettiva tipologia di utilizzo; incentivano una più efficace concorrenza attraverso una migliore comparabilità delle offerte che altrimenti rimangono sempre abbastanza difficili da analizzare nella loro convenienza o meno da parte del consumatore finale”. L’associazione propone da tempo un servizio di comparazione tra le tariffe presenti sul mercato della telefonia fissa , mobile e Internet con tre distinte banche dati e moduli di calcolo.

“Di solito il servizio è riservato ai nostri soci – precisa Altroconsumo – ma, in alcune occasioni, lo rendiamo disponibile a tutti i consumatori, come è avvenuto ad esempio in settembre per quanto riguarda la telefonia mobile in occasione delle massiccia rimodulazione delle tariffe da parte di Tim e Vodafone, quando moltissimi italiani hanno utilizzato i nostri motori di calcolo per decidere se accettare le nuove tariffe proposte dagli operatori o migrare con la portabilità verso altre tariffe e altri operatori. Stiamo, dunque, analizzando con attenzione la bozza di delibera e possiamo individuare sin d’ora due aspetti sui quali intendiamo sollecitare l’Agcom a prendere in considerazione opportune modifiche:

1) Dovrebbe essere consentito ai gestori accreditati di poter segnalare la “pericolosità” per l’utente di alcune tariffe presenti sul mercato. Che questo avvenga mediante l’esclusione di tali tariffe dalla banca dati o mediante l’indicazione esplicita della pericolosità della tariffa, rimane indifferente. Ciò che conta è che tale segnalazione agli utenti non sia considerata da Agcom una forma di discriminazione dell’operatore telefonico. Agcom potrebbe, anzi fare qualcosa di più, nel fornire linee guida per la effettiva comparabilità delle tariffe presenti sul mercato potrebbe escludere la proponibilità di tariffe che, per la loro stessa struttura, risultano particolarmente lesive di prerogative fondamentali per il consumatore. Altroconsumo attualmente esclude, talvolta, dal proprio modulo di calcolo tali tariffe e, altre volte, le segnala in quanto espressamente sconsigliate.

2) il vincolo dell’aggiornamento della banca dati contemporaneo all’uscita di nuovi piani tariffari è quasi impercorribile rebus sic stantibus , sarebbe quindi auspicabile che l’Agcom inserisca nel testo definitivo della Delibera un vincolo in capo agli operatori ad aggiornare sistematicamente ed in tempo reale, sulle novità della propria offerta, i gestori dei moduli di calcolo accreditati”.

E gli operatori come vedono questi provvedimento? Dino Bortolotto – presidente Assoprovider – nell’esprimersi a favore di “tutto ciò che rende chiara e trasparente l’offerta all’utente finale”, spiega a questo giornale di non poter ancora formulare un giudizio per quanto riguarda gli “speedometri”, almeno finché non saranno resi noti i criteri e le strumentazioni tecniche per effettuare le misurazioni. Sulla stessa lunghezza d’onda Joy Marino – vicepresidente AIIP – che si riserva di analizzare con attenzione il testo del provvedimento, sottolineando che è “un risultato del tavolo tecnico della Carta dei Servizi che ha lavorato con Agcom per svariati mesi, concludendo i lavori nel luglio 2007″.

Dario Bonacina

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Il Detrattore scrive:
    ATT : MANTELLINI
    Caro Mantellini,Vivo e lavoro in Cina da qualche anno e quindi tocco con mano quotidianamente la sedicente "censura" cinese.Mi chiedo quindi dove lei, al pari del 99% dei media occidentali, prenda queste fonti e questi dati sull'internet cinese.Sorge spontaneo chiederle :- Quando e' stata l'ultima volta che ha messo piede in Cina ?- E' al corrente che in Cina quasi tre quarti del mercato Search e' in mano a Baidu e che a "GuGe" la versione locale di Google rimangono solo gli avanzi ?- Sapra' certo meglio di noi che basta usare le versioni straniere di google per accedere a liste di risultati non-filtrati ?- E infine, cosa piu' importante, e' al corrente che ai cinesi di leggere wikipedia o i siti di NGO prezzolate da Washington in chiave lamaista e anti-cinese non puo' fregare di meno ?E che sono comunque gia' ben informati sulla questione specie a Pechino, Shanghai e Shenzhen o crede davvero che i cinesi vivano nel loro "regno di mezzo" chiuso al mondo esterno ignari di tutto cio' che accade ? che non ci siano centinaia di ribellioni e sommosse ogni anno, indipendentisti, bombe, rivendicazioni autonomiste e che di tutto cio' i giornali non ne parlano e la gente non ne parli ?Troppo facile spalare letame sulla Cina sapendo che tutti ne parlano ma nessuno ne sa granche' a partire dagli inviati a Pechino di Repubblica, Corriere, Ansa, e Rai che neppure sono in grado di parlare e scrivere in mandarino (!) e pretendono di raccontarci cosa succede in un paese di cui comprendono al massimo la punta dell'iceberg (leggasi le castronerie di Rampini e Cavalera per esempio).Non cada quindi nello stesso errore.Si faccia un giro in Cina, tocchi con mano, parli con gente che ci vive.E' proprio per quelli come lei e per articoli come questi che gli italiani sono del tutto ignoranti sulla realta' cinese.
    • Massimo Mantellini scrive:
      Re: ATT : MANTELLINI
      Caro Detrattore,davvero non immaginavo che ai cinesi (a tutti?) non interessasse leggere Wikipedia o gli altri prezzolati siti filo americani. Ora che me lo ha spiegato capisco bene come in effetti la censura in Cina non esista, il governo cela solo la visione dei siti che i cittadini comunque non vorrebbero leggere. La ringrazio delle utili precisazioni. Cari saluti.
      • Il Detrattore scrive:
        Re: ATT : MANTELLINI
        e allora dimostra ulteriormente la sua superbia : da' per scontato, altro errore dei media occidentali,che in asia nessuno sano di mente possafare a meno dei loro wikipedia o dei loro myspace, youtube,blogger, livejournal, etcebbene, esiste un pianeta chiamato Cina dove la gente usa Baidu, usa Sina.com, usa 126.com,Tudou.com, yuoku.com, e mille altri portalia lei certamente sconosciuti.wikipedia : non la usano perche' ci sono gia'ottime alternative in cinese e ci creda o menodei cosiddetti "fatti di tian an men" la gentene e' ben al corrente e non e' per nulla interessataa rivangare cose di 20 anni fa quando la cina eraradicalmente diversa da ora.il governo non fa altro che celare la propagandaanti-cinese piu' grossolana, lasciando pero' visibili, e questova sottolineato, tutti gli altri milioni di siti che trattano l'argomento compresi i giornalianti-cinesi piu' pacchiani come il Washington Poste le TV come CNN e FoxNews.non mi risulta poi ci sia UN solo sito italiano,francese, tedesco, censurato.ne' che i filtri facciano il loro dovere per il motivo per cui ufficialmente furono ideati : combatterela pornografia.non che io ne usufruisca ma non solo persino con Baiduposso listare milioni di siti porno ma funzionano praticamentetutti, unico requisito essere in inglese o altre lingue europee.saluti,il detrattore,pechino
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: ATT : MANTELLINI
          contenuto non disponibile
          • Il Detrattore scrive:
            Re: ATT : MANTELLINI
            serve per lo stesso obiettivo per cui in europa si censurano siti nazisti e negazionisti : per evitare che idee e concetti proibiti per legge o che incitano alla distruzione dello stato si diffondano.il Lamaismo e' preso di mira appunto perche' incita all'indipendentismo : nel momento che la cricca del Dalai accettera' di rinuniciare a questo sara' libero di tornare in Tibet a capo della sua comunita' religiosa come tutti gli altri leaders religiosi delle decine di fedi presenti in cina.il vostro problema e' pensare solo in chiave occidentale e pretendere che gli altri stati facciano altrettanto.qui sta l'inaudita arroganza e superbia sia del mantellini che di quasi tutti gli altri giornalisti occidentali che ancora non hanno preso atto che i cinesi da soli sono il 25% della popolazione mondiale e non un popolo di semi-barbari da ri-educare a cui insegnare come si usa coltello e forchetta.in assoluto, questo errore e' tipico di tutti quelli che non sanno nulla non solo della cina ma dell'intera asia.io ribadisco solo una cosa : avete anche lettori in asia e io sono uno di quelli.sappiate pero' che articoli come questi dimostrano solo la vostra ignoranza in materia e il vostro malcelato razzismo.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: ATT : MANTELLINI
            contenuto non disponibile
          • Il Detrattore scrive:
            Re: ATT : MANTELLINI
            no.sono vere entrambe le cose.1 - non li usa nessuno2 - sono contrari ai valori democratici dello stato e del popolo cinese.ma.. prima di tutto NON li usa nessuno ripeto, questo lo risottolineo perche' per molto tempo ad esempio wikipedia era pianamente accessibile e randomicamente torna accessibile anche ora in base a vari fattori.e questo tanto piu' per i video : tudou.com ha 130 e passa MILIONI di utente mentre youtube quanti invece ?tra l'altro e' scandaloso questa pippa mediatica su tian an men : quanti occidentali allora sanno che gli studenti hanno bruciato vivi numerosi soldati e guardie e per questo e' scattata la repressione violenta ? nessuno lo sa e di sicuro neanche tu che in ogni caso la liquideresti come "dettaglio della storia" perche' sei anti-cinese e tale rimarrai e ti va bene cosi'.
          • skyeye scrive:
            Re: ATT : MANTELLINI
            Che versione ha la Cina sulla questione Tibet?
          • skyeye scrive:
            Re: ATT : MANTELLINI
            Sei d'accordo sulla posizione che occupa la Cina in questa classifica? http://a330.g.akamai.net/7/330/25828/20081021185552/graphics.eiu.com/PDF/Democracy%20Index%202008.pdfSempre che riesci ad aprirlo..Sei non sei d'accordo, c'e' una classifica sull'indice di democrazia fornita dal governo cinese? me la linkeresti? Grazie
          • Massimo Mantellini scrive:
            Re: ATT : MANTELLINI
            - Scritto da: Il Detrattore
            serve per lo stesso obiettivo per cui in europa
            si censurano siti nazisti e negazionisti : per
            evitare che idee e concetti proibiti per legge o
            che incitano alla distruzione dello stato si
            diffondano.
            beh dai,per quanto mi riguarda (nella mia innata superbia come dici tu) il discorso finisce con questo quoting. Buona permanenza.
          • Il Detrattore scrive:
            Re: ATT : MANTELLINI
            la ringrazio dell'attenzione.quello che avevo da dire ormai l'ho detto, poi veda lei.cordialmente,il detrattore
          • Massimilian o Andreozzi scrive:
            Re: ATT : MANTELLINI
            Caro Mantellini, ho scritto il primo pezzo sull'Internet Cinese nel Gennaio 2003. La cosa che più mi sorprese fu la varietà e dimensione dei siti cinesi autoctoni e non farti strane idee... anche io chiusi un pezzo da 12.000 battute con la solita filippica sulla censura...all'epoca andava di moda così ma erano 5 anni fa!Sono stato in Cina nel (nostro) capodanno pre-olimpiadi e non mi è sembrato il Cile di Pinochet. La gente comune mi è sembrata di ottimo umore ma ti parlo dello sola Pechino.Non hai idea di quanto fossero contenti per le Olimpiadi e quest'Estate ho trovato perlomeno "bizzarro" lo stile della telecronaca di RAI2 che ha accompagnata l'apertura dei giochi olimpici e comunque ben diverso da quello della telecronaca di chiusura.Anche quest'anno torno a Pechino e sono certissimo che le espressioni dei cinesi che incontrerò per le strade di Beijing saranno ben diverse rispetto a quelle che vedo nei supermarket di Roma verso la terza settimana del mese (compresi i nostri pensionati che vedo spesso rubare cioccolata e parmigiano).Il detrattore ha ragione: noi in Italia non capiamo. Qui non si parla di Roma e Lazio. Questo non è il processo del Lunedì... Noi conosciamo veramente poco di quella realtà: dovremmo comunicare meglio con loro e questo va fatto con il dovuto rispetto (la prima regola se vuoi sopravvivere in Asia).Detto questo la mia personalissima idea è che la Cina degli anni '50 abbia dovuto affrontare un'emergenza sociale di dimensioni paragonabili a quelle dell'India post-coloniale.Affrontare la fame su tale scala può essere fatto in due modi: quello della "selezione naturale democratica" che puoi vedere a Calcutta o quello "centralmente pianificato" che puoi vedere a Pechino. Entrambi stanno andando avanti e anche molto bene. E solo uno stupido può pensare che Cina ed India siano arrivate al termine del loro percorso. Giudichiamo tra 15 anni (a Dio piacendo): la Storia ha tempi diversi rispetto ai 90 minuti delle partite di calcio.Per adesso a voi l'ardua scelta se sia meglio la democratica Calcutta o la censoria Beijing. Io non lo per davvero.
          • Massimo Mantellini scrive:
            Re: ATT : MANTELLINI
            - Scritto da: Massimilian o Andreozzi
            Caro Mantellini, ho scritto il primo pezzo
            sull'Internet Cinese nel Gennaio 2003. La cosa
            che più mi sorprese fu la varietà e dimensione
            dei siti cinesi autoctoni e non farti strane
            idee... anche io chiusi un pezzo da 12.000
            battute con la solita filippica sulla
            censura...all'epoca andava di moda così ma erano
            5 anni
            fa!
            Caro Massimiliano,io non mi sogno nemmeno lontanamente di fare una disanima della situazione cinese, non ne ho ne' gli strumenti ne' la necessaria esperienza. Sono abbastanza vecchio per capire che certamente la descrizione dello scenario dall'esterno sia difficile e tempestata di luoghi comuni, accade in continuazione, settimana scorsa (per dire l'Economist aveva un articolo sulle proteste italiane nella scuola che faceva ridere da quanto era disinformato). Ma esistono analogamente talmente tanti dati oggettivi sul regime cinese (pensa alla vicenda si Shi Tao, pensa alla questione tibetana) che non mi pare sufficiente attaccarsi ad una generica occhiata ampia da testimone per dare al tutto una patente di verita'. Ed in ogni caso non e' di questo che si discute nel dibattito di cui davo conto. Si parla d'altro: di aziende americane (google in questo caso ma anche altre) che filtrano i risultati dei propri motori di ricerca in accordo alle disposizioni del regime. Si puo' usare un proxy in Cina? Nessuno si fila google.cn? E' irrilevante ai fini della discussione: il topic della discussione e' se un simile comportamento di Google (noto ed ammesso dall'azienda) sia in grado di infrangere o meno il motto "Don't Be Evil". Tutto qua. Per il resto la percezione del firewall cinese dentro la Cina e' una questione interessante ma sulla quale mi dichiaro incompetente. Ma le argomentazioni portate da Detrattore per giustificare le scelte, come dire, non mi convincono nemmeno un po'. Sto nel mio brodo ;). saluti
          • Il Detrattore scrive:
            Re: ATT : MANTELLINI
            Caro Mantellini, nel suo brodo finche' non vive qualche mese in cina ci restera' di sicuro, si consoli se non altro che e' in buona compagnia : neppure molti degli inviati a pechino dei piu' grandi giornali sembrano molto piu' informati di lei su alcune questioni.sui proxy posso dirle che ce ne sono a iosa e funzionano discretamente, certo alcuni saranno "honey-net" governative ma resta il punto che il target censorio e' verso i siti in lingua cinese e solo in minimissima parte verso roba anglofona : sanno benissimo che i dissidenti veri leggono l'inglese, usano proxy, sono ben connessi e ben prezzolati e ben equipaggiati e in buona parte non stanno neppure in cina ma risiedono a Hongkong (basti citare la cricca del F. Dafa e F. Gong)sui tibetani idem, e' impossibile capire di cosa si tratti senza averci messo piede : troppo distante dall'occidente, e' nei fatti un microcosmo a se' stante e comunque implica la conoscenza della storia cinese (argomento non da poco, 5000 anni di storia) e come minimo di quella tibetana e nepalese dal 13simo secolo in poi.i lamaisti sono una creatura hollywoodiana oramai nell'immaginario mediatico : e' un prodotto che si smercia bene, slogan corti e semplici buoni per tutte le stagioni.ma, finiti i titoloni di giornale e le fregnaccie del Dalai cosa rimane nel piatto ?io ho vissuto 3 mesi in tibet ed e' lontano anni luce da quel che si legge sui media euro-americani.bastassero le email di qualche dissidente per sapere cosa succede realmente stiamo freschi, e come vede anche lei tutte le grandi firme sono saldamente schierate contro pechino, A PRESCINDERE dai fatti reali che accadono.e' un muro contro muro modello guerra fredda.normale quindi che anche lei prenda per buone cose che non stanno ne' in cielo ne' in terra e sia "costretto" a fidarsi dei media anti-cinesi anche perche' non rimane molto altro da leggere a meno di parlare e scrivere in mandarino e accedere ai siti cinesi. cordialmente,Il Detrattore,Pechino
          • Il Detrattore scrive:
            Re: ATT : MANTELLINI
            faccio un esempio concreto : possiamo fidarci di ASIANEWS ?io, che ho avuto anche contatti diretti con la chiesa underground, dico che fonti come Asianews sono da prendere con le dovute pinze.addirittura in alcuni casi strafalcioni e notizie del tutto gonfiate vengono pompate su tutti i media europei specie inglesi come se poi questa Asianews fosse una agenzia di rilevanza e non un ufficetto sgangherato a Hongkong che va avanti con spintarelle del vaticano e qualche donazione.cito Asianews sia perche' e' fondata da italiani, sia perche' ahime' ogni sua parola viene presa per oro colato.potrei fare altri nomi ma basta e avanza.
          • Redmond Red Sux scrive:
            Re: ATT : MANTELLINI
            - Scritto da: Il DetrattoreSenti, ma tu non avevi scritto che ti scrostavi dalle pelotas? Restatene nel tuo laogai a fare il kapò e non stare a tediarci col racconto di quant'è buona la merda che ti servono i tuoi guardiani.
  • The Winner scrive:
    Ore 10am, ancora nessun commento?
    Strano pensavo si scatenasse il solito flame tra i pro e i contro Google.Cmq io penso che in relazione al grosso potere che google avrebbe per il momento si sta comportando "mediamente" bene, poi non si può chiedere a nessuna multinazionale di non perseguire il profitto. Per la questione cinese, se è vero che Google ha fatto la scelta più remunerativa è anche vero che era il minore dei mali. Una volta tanto le due cose coincidevano.Non si possono arare tutti i campi in una notte. L'ingresso di Google in Cina è stato un primo passo.
    • Il Detrattore scrive:
      Re: Ore 10am, ancora nessun commento?
      non concordo.nessuno obbliga Google, Yahoo, e chiunque altro a entrare nel mercato cinese, tanto piu' che ormai e' del tutto in mano a Baidu.si vede che alla fine della fiera "pecunia non olet".
  • Estote Parati scrive:
    analisi del 2006 !
    queste:http://www.delirandom.net/LMF/LMF.htmla morale e': se una tecnologia puo' farlo, va evitata.e' come l'equilibrio che c'e' tra democrazia e dittatura... puo' esistere un dittatore che ascolti il popolo ? si, ma rimane un dittatore che, quando vuole, fara' quello che vorra'.bisogna che *non sia possibile* o che sia un cazzo di ente pubblico ad avere quei dati, o che si consideri una violazione ai diritti umani a scapito di google inc america. Non ci si puo' basare sulla fiducia e sul busiess, dannazione!
    • Il Detrattore scrive:
      Re: analisi del 2006 !
      la differenza e' che in cina anche il figlio di un contadino (es : il Hu Jintao) puo' realmente diventare presidente senza dover raccimolare 700 milioni di $ come ha fatto la marionetta Obama per la sua campagna pubblicitaria.altra cosa : in cina abbiamo i comitati di quartiere, e chiunque puo' partecipare e discutere, in italia invece che fai ? mandi una letterina al sindaco o al questore ?tutti i quadri del PCC cinesi sono eletti in primis dal popolo (com.quartiere) e poi all'interno del partito stesso per votazione, mica e' imposto dall'alto come erroneamente pensi tu.lo stesso presidente in carica non ha alcun potere di veto poi se il politburo non vota le mozioni che il suo gruppo propone.e' un sistema solido e che funziona da 60 anni buoni, anche lo stesso Mao ha dovuto inventarsi le purghe e la rivoluzione culturale ma questo non gli ha garantito di far fuori il dissenso e gia' prima della sua morte il PCC era infatti tornato nelle mani della fazione avversa (quella di Deng Xiaoping), giusto per sottolineare che non e' certo un regime modello Re Sole anzi...i diritti umani sono un'invenzione liberale e un giorno ti sveglierai : prova a fare un giro in questura e vedrai dove te li mettono i diritti umani, la vicenda della Diaz e' solo la punta dell'iceberg.e prova a insultare o attaccare direttamente un politico italiano e vedi le manganellate che ti arrivano in barba alla tua visione melensa di democrazia.vai alle dimostrazione studentesche e guarda quanti sbirri in borghese ci sono, o pensi che sia tutto "spontaneo" ? che nessuno tiri i fili delle marionette ?sei un povero illuso.meglio 10 anni di comunismo cinese che 60 anni di democrazia cristiana.
  • bilop scrive:
    Luci e ombre
    Prima del dibattito sarebbe stato utile leggere:Luci e Ombre di Google.http://ippolita.net/googlePersonalmente penso che il 6% degli indecisi sia la parte più intelligente dei partecipanti. Google è buono fino a quando i suoi interessi coincidono con i nostri o fino a quando noi sappiamo (riusciamo?) usarlo per i nostri scopi. Dopo di che diventa "evil". La cattiveria è un concetto relativo, ma una cosa è certa: lo scopo di Google non è fare del bene alla maggioranza degli uomini. Lo scopo di Google è far fare tanti soldi ai suoi azionisti.
    • Funz scrive:
      Re: Luci e ombre
      - Scritto da: bilop
      La cattiveria è un
      concetto relativo, ma una cosa è certa: lo scopo
      di Google non è fare del bene alla maggioranza
      degli uomini. Lo scopo di Google è far fare tanti
      soldi ai suoi
      azionisti.Allora non metterti un motto così idealista...
Chiudi i commenti