Tor, raid in corso

Il network a cipolla caduto vittima di un sequestro contro i server di relay, un'eventualità paventata dagli stessi autori del software durante il weekend e che alla fine si è concretizzata

Roma – L’allarme è stato lanciato dal sito ufficiale prima dell’ultimo fine settimana: la rete Tor potrebbe presto essere vittima di un attacco contro le “directory authority”, dicevano gli sviluppatori, con conseguente malfunzionamento della rete a cipolla e l’impossibilità, per gli utenti, di usufruire del servizio di anonimizzazione.

Le directory authority hanno il compito cruciale di mantenere un archivio aggiornato dei server di relay che costituiscono l’ossatura del network di Tor, hanno comunicato gli sviluppatori, un network usato da molti utenti legittimi ma che evidentemente continua a rappresentare il bersaglio principale di forze dell’ordine e autorità assortite.

Una conferma dei pericoli denunciati dagli sviluppatori è arrivata in queste ore da Thomas White, gestore di un cluster di relay di Tor: il provider ha sospeso il mio account e tutti i server sotto il mio controllo, ha spiegato White, e non bastasse questo dai log si è scoperto che lo chassis dei server è stato aperto e qualcuno ha collegato un dispositivo USB alla macchina per circa 30-60 secondi prima di interrompere la connessione.

Tor di nuovo vittima di un raid da parte di ignoti agenti di polizia ben consapevoli di quello che facevano? Forse, anche se a questo punto si parla ancora solo di speculazioni. Quel che è certo è che le autorità non si fanno scrupoli, quando si tratta di oltrepassare lo strato di anonimizzazione della rete a cipolla per incastrare i criminali o presunti tali.
Nel 2012, dicono le fonti , l’FBI ha fatto uso del framework open source Metasploit – sottoprogetto “Decloaking Engine” – per portare a compimento la propria campagna di de-anonimizzazione nota come Operation Torpedo.

Alfonso Maruccia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Leguleio scrive:
    Nuovo diritto all'oblio?
    L'attrice Francesca Dellera ha intrapreso una personale battaglia contro gli spezzoni di Youtube che riprendono le scene senza veli dei suoi film degli anni Ottanta e Novanta:http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_maggio_06/francesca-dellera-battaglia-legale-video-ose-pubblicati-youtube-c97ed4ea-f3be-11e4-8aa5-4ce77690d798.shtmlFrancesca Cervellara, in arte Dellera, vuole essere ricordata nella storia del cinema esclusivamente per le doti recitative. Finora mi sembra che abbia rimediato solo un bell'effetto Streisand. E gli spezzoni sono ancora lì, perché il giudice ha archiviato la questione.
    • Ultras scrive:
      Re: Nuovo diritto all'oblio?
      - Scritto da: Leguleio
      L'attrice Francesca Dellera ha intrapreso una
      personale battaglia contro gli spezzoni di
      Youtube che riprendono le scene senza veli dei
      suoi film degli anni Ottanta e
      Novanta:

      http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_maggio_E metti i link di quelli !!!!...Il link alla notizia mette lui tze...
  • Leguleio scrive:
    Eh be'...
    " Per sette segnalazioni l'authority italiana non ha accolto la richiesta dei soggetti interessati, appoggiando dunque la scelta di Google di non deindicizzare: "è risultato prevalente l'aspetto dell'interesse pubblico ad accedere alle informazioni tramite motori di ricerca - spiega il Garante - sulla base del fatto che le vicende processuali sono risultate essere troppo recenti e non ancora espletati tutti i gradi di giudizio ".Cosa si aspettavano i ricorrenti? Di essere dimenticati ancor prima che la sentenza definitiva fosse pronunciata? Chissà, magari si illudono che poi i giornalisti non possano riferire della sentenza di ultimo grado, o che comunque Google non la potrà indicizzare.Mah...
    • panda rossa scrive:
      Re: Eh be'...
      - Scritto da: Leguleio
      " <I
      Per sette segnalazioni l'authority italiana
      non ha accolto la richiesta dei soggetti
      interessati, appoggiando dunque la scelta di
      Google di non deindicizzare: "è risultato
      prevalente l'aspetto dell'interesse pubblico ad
      accedere alle informazioni tramite motori di
      ricerca - spiega il Garante - sulla base del
      fatto che le vicende processuali sono risultate
      essere troppo recenti e non ancora espletati
      tutti i gradi di
      giudizio </I
      ".

      Cosa si aspettavano i ricorrenti? Di essere
      dimenticati ancor prima che la sentenza
      definitiva fosse pronunciata? Chissà, magari si
      illudono che poi i giornalisti non possano
      riferire della sentenza di ultimo grado, o che
      comunque Google non la potrà
      indicizzare.
      Mah...Che cosa aspetta la stampa ad occuparsi di questi casi di cronaca?Noi vogliamo sapere chi sono costoro, per quale motivo chiedono l'oblio, e che procedure penali hanno in corso.Siamo adulti e vaccinati, e perfettamente in grado di discernere se queste vicende hanno un qualche minimo interesse che vale la pena di ricordare o se i personaggi sono solo degli anonimi morti di fame.Io punterei di piu' sulla prima ipotesi.
      • Leguleio scrive:
        Re: Eh be'...


        " <I
        Per sette segnalazioni
        l'authority
        italiana

        non ha accolto la richiesta dei soggetti

        interessati, appoggiando dunque la scelta di

        Google di non deindicizzare: "è risultato

        prevalente l'aspetto dell'interesse pubblico
        ad

        accedere alle informazioni tramite motori di

        ricerca - spiega il Garante - sulla base del

        fatto che le vicende processuali sono
        risultate

        essere troppo recenti e non ancora espletati

        tutti i gradi di

        giudizio </I
        ".



        Cosa si aspettavano i ricorrenti? Di essere

        dimenticati ancor prima che la sentenza

        definitiva fosse pronunciata? Chissà, magari
        si

        illudono che poi i giornalisti non possano

        riferire della sentenza di ultimo grado, o
        che

        comunque Google non la potrà

        indicizzare.

        Mah...

        Che cosa aspetta la stampa ad occuparsi di questi
        casi di
        cronaca?
        Noi vogliamo sapere chi sono costoro, per quale
        motivo chiedono l'oblio, e che procedure penali
        hanno in
        corso.Non è una cattiva idea, bisognerebbe che qualche giornalista che sa dove ficcare il naso mettesse le mani sui nominativi delle persone per cui il Garante dei dati personali non ha conXXXXX l'oblio. Vediamo se accadrà: è necessario rimanere sintonizzati.So che le cose sono un po' cambiate da allora, ma c'è un precedente: un noto ex-terrorista aveva fatto richiesta di cambio cognome, per assumere quello materno (immagino per evitare di essere riconosciuto in situazioni ufficiali a cui teneva essere presente, altro motivo non lo vedo). Alla fine il Consiglio di Stato negò l'autorizzazione, ma è evidente che anche nel caso avesse detto sì, dopo che era finito sulla stampa nazionale, sarebbe risultato perfettamente inutile. ;)La vicenda è narrata qui:http://tinyurl.com/mpkas3qChissà se nel caso una vicenda del genere si ripresentasse oggi finirebbe ancora sui giornali come accadde nel 1990.
        • panda rossa scrive:
          Re: Eh be'...
          - Scritto da: Leguleio


          " <I
          Per sette segnalazioni

          l'authority

          italiana


          non ha accolto la richiesta dei soggetti


          interessati, appoggiando dunque la
          scelta
          di


          Google di non deindicizzare: "è
          risultato


          prevalente l'aspetto dell'interesse
          pubblico

          ad


          accedere alle informazioni tramite
          motori
          di


          ricerca - spiega il Garante - sulla
          base
          del


          fatto che le vicende processuali sono

          risultate


          essere troppo recenti e non ancora
          espletati


          tutti i gradi di


          giudizio </I
          ".





          Cosa si aspettavano i ricorrenti? Di
          essere


          dimenticati ancor prima che la sentenza


          definitiva fosse pronunciata? Chissà,
          magari

          si


          illudono che poi i giornalisti non
          possano


          riferire della sentenza di ultimo
          grado,
          o

          che


          comunque Google non la potrà


          indicizzare.


          Mah...



          Che cosa aspetta la stampa ad occuparsi di
          questi

          casi di

          cronaca?

          Noi vogliamo sapere chi sono costoro, per
          quale

          motivo chiedono l'oblio, e che procedure
          penali

          hanno in

          corso.

          Non è una cattiva idea, bisognerebbe che qualche
          giornalista che sa dove ficcare il naso mettesse
          le mani sui nominativi delle persone per cui il
          Garante dei dati personali non ha conXXXXX
          l'oblio.

          Vediamo se accadrà: è necessario rimanere
          sintonizzati.

          So che le cose sono un po' cambiate da allora, ma
          c'è un precedente: un noto ex-terrorista aveva
          fatto richiesta di cambio cognome, per assumere
          quello materno (immagino per evitare di essere
          riconosciuto in situazioni ufficiali a cui teneva
          essere presente, altro motivo non lo vedo). Alla
          fine il Consiglio di Stato negò l'autorizzazione,
          ma è evidente che anche nel caso avesse detto sì,
          dopo che era finito sulla stampa nazionale,
          sarebbe risultato perfettamente inutile.
          ;)In un paese in cui vi sia un quarto potere veramente indipendente e non asservito supinamente al potere di turno, il tizio in questione avrebbe potuto tranquillamente cambiare cognome che tanto all'indomani della situazione ufficiale, la stampa avrebbe scritto: "Alla situazione ufficiale era presente anche il sig. Rossi, gia' sig. Verdi, ex terrorista condannato a 30 anni di carcere, che oggi ha cambiato cognome e, si spera, anche vita."
          La vicenda è narrata qui:

          http://tinyurl.com/mpkas3qAh, ma pensa, Barbone, l'assassino di Walter Tobagi, voleva cambiare cognome per non farsi riconoscere...Meglio appuntarselo in qualche post che Google pensera' a ricordare nella sua chache da qui all'eternita'.Sarebbe il caso di andare anche ad aggiornare in questo senso la pagina di Walter Tobagi sulla wikipedia.
          Chissà se nel caso una vicenda del genere si
          ripresentasse oggi finirebbe ancora sui giornali
          come accadde nel
          1990.Gli editori del 1990 avevano i cosiddetti attributi.Quelli di oggi mica tanto.
          • Leguleio scrive:
            Re: Eh be'...

            Ah, ma pensa, Barbone, l'assassino di Walter
            Tobagi, voleva cambiare cognome per non farsi
            riconoscere...

            Meglio appuntarselo in qualche post che Google
            pensera' a ricordare nella sua chache da qui
            all'eternita'.
            Sarebbe il caso di andare anche ad aggiornare in
            questo senso la pagina di Walter Tobagi sulla
            wikipedia.Maffigurati, è una vicenda che ricordo io, grazie alla mia memoria da elefante, e le vittime e i parenti delle vittime di Marco Barbone. Se la inserisci secondo me la tolgono per mancanza di interesse enciclopedico.

            Chissà se nel caso una vicenda del genere si

            ripresentasse oggi finirebbe ancora sui
            giornali

            come accadde nel

            1990.

            Gli editori del 1990 avevano i cosiddetti
            attributi.
            Quelli di oggi mica tanto.Non intendevo quello, il fatto è che nel 1990 non c'era la legge sulla privacy, e va da sé nemmeno il Garante. Non so se i giornalisti di oggi potrebbero parlarne, anche se ne venissero a conoscenza, perché Marco Barbone non è un personaggio pubblico.
          • Ultras scrive:
            Re: Eh be'...
            - Scritto da: Leguleio
            Maffigurati, è una vicenda che ricordo io, grazie
            alla mia memoria da elefante,Ma più che altro non hai un XXXXX da fare.
          • Leguleio scrive:
            Re: Eh be'...


            Maffigurati, è una vicenda che ricordo io,
            grazie

            alla mia memoria da elefante,

            Ma più che altro non hai un XXXXX da fare.Tutta invidia, tutta invidia...
Chiudi i commenti