Tra emergenza ed emersione digitale

Se ne parla a Firenze in un incontro dei movimenti, per fare il punto su tecnologie di controllo, libertà di ricerca, proprietà intellettuale e libertà individuali


Firenze – Sarà un weekend di riflessione su tutte le frontiere calde della ricerca scientifica, delle libertà personali e del lavoro nell’era digitale quello che si terrà a Firenze in un “incontro dei movimenti” sabato e domenica prossimi (Libreria Majakowskij-CPA Firenze Sud, via Villamagna 27/a). Un incontro che arriva, si legge in una nota, “dopo un anno difficilissimo sui temi dell’istruzione, della ricerca scientifica, dell’università, dei brevetti, della cultura”.

L’idea sviluppata dai promotori del progetto, la rete dei ricercatori precari toscani (aderente alla rete nazionale ) e i gruppi locali che vi partecipano, è dunque quella di mettere sul tavolo l’impatto sulle libertà individuali delle nuove tecnologie di controllo e, contestualmente, la “logica di appropriazione privata (mercificazione) dei beni comuni”.

A rischio, si legge nella nota, “la possibilità stessa di affermare nuovi modelli di partecipazione sociale, politica, culturale, produttiva” in uno scenario caratterizzato dall’espansione “della sorveglianza digitale, la privatizzazione dei saperi attraverso l’estensione della logica di brevetti e copyright e gli attacchi alla libertà di ricerca (non secondario esito della legge sulla procreazione assistita), la precarizzazione e la frammentazione del lavoro, il controllo dell’informazione e della sfera pubblica, le limitazioni all’autodeterminazione delle scelte più personali”.

Di fondo c’è la necessità avvertita da moltissimi gruppi “più o meno radicati” di riconoscersi, di incontrarsi su un “ponte tra realtà differenti”, di mettere in campo singergie “per migliorare la capacità di soggetti auto-organizzati, associazioni, movimenti e individui di incidere sulla realtà”.

Al centro, dunque, la riflessione sull’impatto sulla libera espressione, sui diritti civili e sulla qualità della vita che proviene dalla “regolazione di scienza e tecnologia” ma anche sulla società dell’informazione e della conoscenza “fuori dagli schemi retorici prevalenti”. “Un incontro – specifica la nota – che si inserisce in due settimane di lotte contro la precarizzazione del lavoro e lo smantellamento della ricerca pubblica in Italia”.

Tra i partecipanti: retericercatoriprecaritoscani, isdr, stranonetwork, autistici/inventati, laser, ippolita, wikiartpedia, tempoperso, anellimancanti, precarisumarte, rete dei movimenti per la legge di iniziativa popolare per l’acqua, cris- italia, attac, settival-festival autoproduzioni, non-pago-di-leggere, forum sociale regionale toscano, laboratorio per la democrazia, arci-toscana, assur, collettivo gozzilla.

Ulteriori informazioni all’indirizzo ricercatoriprecaritoscani@inventati.org

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  • Anonimo scrive:
    La strabiliante tecnologia segreta
    Leggiamo con attenzione:
    "Per ogni tipo di sistema di protezione c'è una chiave.
    A volte è stato difficile arrivarne a capo, ma siamo
    sempre riuscite a raggiungere l'obiettivo", qui se la tirano potentemente facendoci pensare che non esista codice che loro non posso crackare!Ma poi:
    quello che consente di trattenere in custodia persone
    sospette anche senza mandato della magistratura. A
    suo dire, soluzioni hi-tech specializzate potrebbero
    costituire un'ottima alternativa al fermo. "Controllare
    dei sospetti anche per tre mesi senza arrestarli a
    qualcuno sembra inaccettabile, ma in verità in alcuni
    casi è essenziale. La difficoltà di accedere ad alcuni
    dati cifrati, a volte, richiede anche questo tipo di
    sotterfugi". Alla faccia dei sotterfugi. Quando la strabiliante tecnologia non ci arriva ricorrono a ben altri mezzi per estorcere le chiavi di cifratura ai sospetti. E lo ammette apertamente. Questa dalle mie parti si chiama arroganza.Eh si, e' proprio vero. Per ogni sistema di cifratura c'e' una chiave!
  • Xnusa scrive:
    Microspie e microcriminalità...
    Certamente le possibilità offerte dalle nuove tecnologie sono interessanti e probabilmente utili, ma perchè non utilizzarle anche per sconfiggere la piccola criminalità?Il bar sotto il mio ufficio è noto per essere frequentato da gentaglia che fa quello che vuole alla luce del sole. Prendono per il c*** la gente che passa, si minacciano di morte a vicenda, mettono musica a palla fino a tarda sera, girano ragazze "strane", tempo fà uccisero anche un pregiudicato...ebbene, non si vede più una macchina delle forze dell'ordine che passa davanti nemmeno a pagarla...eppure siamo in pieno centro! O meglio, Polizia e Carabinieri sicuramente sanno benissimo chi frequnta questo come altri posti, ma se non succede niente "di grave" non si interviene più.Eppure mi gioco quel che volete per affermare che basterebbe mettere una economicissima microspia per scoprire cose molto interessanti :DInvece sembra che l'unica arma siano gli agenti di quartiere che girano con il PDA ed augurano sorridenti il buongiorno e la buonasera ai commercianti...Mah!
  • Anonimo scrive:
    Leggiam con attenzione....
    Quindi, pare, loro possano "aprire" ogni chiave nel giro di 3 mesi?Cioe', analizziamo con precisione le implicazioni di cio' che ha detto:- cellulare, troppo figo, site nelle nostre mani, sappiamo tutto- cifratura, collaboriamo con chi il software lo fa quindi no problemetc etcbene bene...1 cosa ho capito ultimamente:la spia èerfetta, il delitto perfetto e' quella che NON utilizza nulla di ELETTRICO, scrive col normografo, non usa mezzi...Mah...
    • Anonimo scrive:
      Re: Leggiam con attenzione....
      - Scritto da: Anonimo
      Quindi, pare, loro possano "aprire" ogni chiave
      nel giro di 3 mesi?Non aprire, scoprire ogni chiave... Come? Microfoni, telecamere nascoste, trojan scritti apposta e keylogger sw e hw che ti installano nel PC quando vai a fare la spesa... Oppure ancora più facile... minacce e torture fisiche per farsela dire...
      Cioe', analizziamo con precisione le implicazioni
      di cio' che ha detto:
      - cellulare, troppo figo, site nelle nostre mani,
      sappiamo tuttoCerto, il cellulare fornisce una geolocalizzazione perfetta e il fatto che sia cifrato non è un problema, se intercetti direttamente in centrale (quindi dopo la decifratura)
      - cifratura, collaboriamo con chi il software lo
      fa quindi no problemQuesto può essere, e rimangono sempre i metodi di cui sopra...Fabio D.
  • Santos-Dumont scrive:
    Non esistono ex-spie
    Quindi l'attendibilità della dame è prossima allo zero...
    • Anonimo scrive:
      Re: Non esistono ex-spie
      tralasciando che nell'articolo si parla di M, ma quella era dell'Mi-6, comunque dire che e stata reclutata a new delhli e poi e diventata capo dell'intelligence insomma ;)probabilmente adesso e stata assegnata ad altri incarichi tra cui mantere le relazioni col parlamento comunque per chi vuole sapere come lavora mi-5 e sufficiente guardarsi spooks, l'unico telefilm forse dove ognitanto muore qualcuno quindi ;)
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